Nel Regno Unito ci si prepara ad avere il settimo primo ministro in dieci anni. Restano da sciogliere i nodi sul gabinetto di Andy Burnham e sulle sue priorità politiche.
Andy Burnham assumerà formalmente la carica di primo ministro del Regno Unito lunedì, dopo il rituale invito di Re Carlo III a formare un nuovo governo. Sarà un nuovo capitolo in una fase di turbolenza politica che ha visto alternarsi sette primi ministri in dieci anni.
L'ex sindaco della Greater Manchester prende il posto di Keir Starmer, che si è dimesso dopo due anni al governo a seguito di crescenti pressioni politiche. Burnham si recherà a Buckingham Palace dopo che Starmer avrà presentato formalmente le proprie dimissioni, poi terrà il suo primo discorso davanti al numero 10 di Downing Street. In quell'occasione dovrebbe illustrare i piani per affrontare la crisi del costo della vita, rilanciare la crescita economica e trasferire più poteri lontano da Westminster.
Il 56enne eredita un'economia appesantita da una crescita fiacca dalla pandemia in poi. Tuttavia, nel primo trimestre del 2026 il Paese ha fatto meglio della media dell'Eurozona e delle economie del G7.
Il tasso di riferimento della Banca d'Inghilterra dovrebbe aumentare ancora nel corso dell'anno per contrastare l'inflazione, con possibili effetti negativi sui costi di finanziamento. Allo stesso tempo i conti pubblici sono sotto pressione e cresce il sostegno al partito Reform UK di Nigel Farage, lasciando a Burnham poco tempo per convincere gli elettori che il suo governo può cambiare rotta prima delle prossime elezioni generali.
Quali sono le politiche di Andy Burnham?
Burnham è stato criticato per aver fornito pochi dettagli concreti sui suoi piani per il Paese nel primo discorso tenuto dopo aver annunciato l'intenzione di diventare il nuovo leader del Partito Laburista.
Poiché nessun altro deputato si è candidato contro di lui, ha evitato il consueto esame dei dibattiti televisivi e degli incontri pubblici con gli elettori.
In quel discorso ha promesso quella che definisce una “riorganizzazione” della Gran Bretagna, sostenendo che il potere politico ed economico è diventato troppo concentrato a Londra. Ha promesso di attribuire maggiori poteri ai leader regionali, indicando la devoluzione come elemento centrale per rilanciare la crescita e migliorare i servizi pubblici.
Le sue priorità immediate dovrebbero concentrarsi sull'alleggerimento della pressione della crisi del costo della vita, sul rafforzamento della crescita economica e sul miglioramento delle condizioni di vita.
La vice leader laburista Lucy Powell ha dichiarato: «Si tratta di garantire alle persone comuni sicurezza sul lavoro, sicurezza nella propria casa, una casa che possano permettersi, vivere in una comunità di cui possano essere orgogliose e sapere che i loro figli avranno opportunità per il futuro».
Burnham ha già annunciato il suo primo cambio di rotta cancellando il progetto di Starmer per un sistema nazionale di identità digitale, il cui costo era stimato in 1,8 miliardi di sterline (2,12 miliardi di euro) in tre anni. Il suo staff ha spiegato che quei fondi saranno invece destinati ad aiutare le famiglie ad affrontare il costo della vita. Ha inoltre indicato di voler rafforzare il controllo pubblico sulle società di servizi in difficoltà, come Thames Water, che avrebbe debiti per 23,5 miliardi di euro.
Perché deve incontrare il re?
Nel sistema di monarchia costituzionale britannico, un nuovo primo ministro può entrare in carica solo dopo essere stato invitato dal sovrano a formare un governo.
La transizione inizia quando il primo ministro uscente si reca a Buckingham Palace per presentare le dimissioni. Una volta accettate, il re invita il nuovo leader, di norma la persona ritenuta in grado di ottenere la maggioranza alla Camera dei Comuni, a formare un governo.
La cerimonia, tradizionalmente nota come “kissing hands”, è oggi in gran parte simbolica, ma riflette il principio costituzionale secondo cui i governi sono nominati dalla Corona pur esercitando il potere per conto del Parlamento. Dopo aver lasciato Buckingham Palace, il nuovo primo ministro si reca a Downing Street per pronunciare il primo discorso alla nazione.
Chi farà parte del governo di Andy Burnham?
Burnham dovrebbe annunciare la squadra dei principali ministri lunedì, dopo l'ingresso in carica. Nel fine settimana ha però rifiutato di confermare qualsiasi nomina, limitandosi a dire che stava ancora «definendo» le sue scelte.
La principale incognita riguarda l'incarico di cancelliere dello Scacchiere. Rachel Reeves è l'attuale titolare, ma molti prevedono che la fedele sostenitrice di Starmer sarà tra le prime a essere sostituite. La ministra dell'Interno Shabana Mahmood è indicata dai media come la candidata favorita, mentre il ministro dell'Energia Ed Miliband è stato spesso citato come possibile figura di primo piano nel nuovo governo.
Altri ministri di alto livello, tra cui la ministra degli Esteri Yvette Cooper e la ministra della Cultura Lisa Nandy, dovrebbero mantenere ruoli influenti. Molti osservatori ipotizzano inoltre il ritorno di Angela Rayner, che nel 2025 si era dimessa per una cartella fiscale non pagata.
La composizione completa del governo Burnham sarà chiara solo quando le nomine saranno ufficialmente annunciate, dopo il suo ingresso a Downing Street.