Gli investigatori hanno trovato hard dischi con oltre 2 terabyte di registrazioni, organizzate da uno degli imputati in cartelle separate, ciascuna con il nome di una vittima. Tre condanne in tutto inflitte a tre cinesi: dai 5 ai 14 anni di reclusione
Alcune sentenze emesse quest'anno in Germania hanno portato alla luce l'esistenza di una rete digitale organizzata responsabile di abusi sessuali documentati ai danni di donne cinesi in diverse città tedesche e all'estero.
I documenti del tribunale hanno dimostrato il coinvolgimento di otto membri di un gruppo sull’app Telegram da loro denominato «Scuola di guida tedesca», dove utilizzavano un linguaggio in codice per pianificare i propri crimini: la parola «carburante» indicava le sostanze sedative, mentre «auto» era il codice scelto per indicare le vittime prese di mira.
I membri del gruppo, ad eccezione di uno, appartengono alla comunità cinese.
All’inizio dello scorso anno, il tribunale di Berlino ha condannato lo studente cinese Tong Z. a cinque anni e nove mesi di reclusione, dopo avere accertato il suo coinvolgimento in abusi sessuali e riprese clandestine ai danni di undici donne cinesi tra il 2019 e il 2024.
Il tribunale ha accertato che l’imputato aveva ripreso di nascosto le sue vittime cinesi in video e foto intime mentre dormivano, facevano il bagno o si cambiavano in diverse abitazioni in Germania, nonché durante viaggi in Polonia, Danimarca e Cina.
Irruzione nell’appartamento della vicina a Berlino
Le indagini hanno dimostrato che Tong Z. ha utilizzato una copia della chiave dell’appartamento della sua vicina cinese a Berlino per entrarvi di nascosto, dove ha installato una telecamera nascosta nel bagno.
I documenti giudiziari hanno inoltre rivelato un episodio di stupro, interamente documentato dall’imputato nel 2024, ai danni di una donna cinese affetta da lievi disabilità fisiche e mentali, dopo averla stordita con una bevanda a cui aveva aggiunto sostanze sedative.
La vittima è venuta a conoscenza di quanto le era accaduto solo dopo aver ricevuto una telefonata dalla polizia.
La perquisizione dell’abitazione di Tong Z. a seguito del suo arresto nel novembre 2024 ha portato al ritrovamento di preservativi, biancheria intima femminile, siringhe e sedativi medici nascosti sotto il letto.
Gli investigatori hanno rinvenuto hard disk contenenti oltre 2 terabyte di registrazioni, organizzate dall’imputato in cartelle separate, ciascuna delle quali recava il nome di una vittima.
Gestione della rete e pene severe
La magistratura tedesca ha condannato a 14 anni di reclusione Dapeng Z, ingegnere informatico cinese di 44 anni e amministratore del gruppo Telegram, dopo averlo riconosciuto colpevole di stupro e tentato omicidio.
Il tribunale ha inoltre condannato Jungyi Ji, uno studente cinese di 28 anni, a una pena detentiva superiore a 11 anni per accuse simili. I giudici hanno concluso che gli imputati abbiano deliberatamente somministrato alle loro vittime cinesi dosi di droga tali da mettere a rischio la loro vita.
I primi indizi del caso sono emersi nel novembre 2024, quando la polizia tedesca ha arrestato Dapeng Z dopo che diverse vittime cinesi avevano sporto denuncia contro di lui.
Gli investigatori hanno esaminato i dispositivi dell’arrestato, scoprendo l’esistenza di un gruppo su Telegram, il che li ha rapidamente portati a identificare Tong Z e gli altri sospettati residenti in Germania. È emerso che gli uomini si scambiavano registrazioni delle loro aggressioni e celebravano i crimini commessi dagli altri membri del gruppo.
Migliaia di messaggi e consigli criminali
I registri delle conversazioni hanno rivelato che Tong Z e Dapeng Z si sono scambiati più di 2.000 messaggi su Telegram in meno di un anno. Nelle chat, Tong Z ha fornito consigli pratici su come registrare le aggressioni, suggerendo di utilizzare una videocamera GoPro insieme al telefono nel caso in cui si avessero le mani occupate.
Nei suoi messaggi ha inoltre affermato di aspettare uno o due anni dopo le riprese prima di utilizzare le registrazioni per ricattare le sue vittime, sostenendo che una di loro «ha pianto e implorato di cancellare le registrazioni, ma non ha pensato di andare alla polizia».
Ha scritto descrivendo come una donna cinese da lui ricattata piangesse mentre veniva costretta a fare sesso con lui, affermando che il suo pianto lo eccitava «moltissimo».
Lo shock della scoperta e la perdita di memoria
La studentessa cinese Ivy, residente in Germania, ha ricevuto una telefonata dalla polizia all’inizio dello scorso anno in cui le veniva chiesto di collaborare a un’indagine riguardante una persona che conosceva in passato.
Inizialmente pensò che la chiamata fosse una truffa, prima che gli investigatori le mostrassero delle foto di nudo scattate di nascosto dal suo ex fidanzato, Tong Z, mentre dormiva.
La ventisettenne si è riconosciuta negli scatti senza avere alcun ricordo del momento in cui erano state scattate. Ivy racconta: «Quando le ho viste, sono rimasta senza parole… mi sono sentita come se non riuscissi più a respirare. In quelle foto, sembravo una “preda”».
La doppia personalità tra vita pubblica e crimine
Tong Z ha scelto un nome utente su Telegram che riflette la sua dualità: «Dio di giorno, diavolo di notte». Questa descrizione corrisponde a quanto rivelato dai documenti giudiziari, che evidenziano un netto contrasto tra la sua immagine pubblica e i suoi crimini.
Nella memoria di Ivy, l’ex fidanzato era un giovane «perfetto», ordinato, attento ai sentimenti altrui e compassionevole, che amava cucinare piatti della cucina Sichuan.
Nei corridoi del tribunale, invece, è emersa la sua vera natura di molestatore seriale, che ha documentato e archiviato la propria violenza a sangue freddo. Ivy afferma di avere ora difficoltà a stabilire se i suoi precedenti gesti di gentilezza fossero un’espressione sincera di affetto, una recita intenzionale o addirittura una pianificazione preventiva del crimine.
Confessioni e isolamento sociale
Tong Z. ha ammesso tutte le accuse davanti alla giustizia tedesca, esprimendo in una dichiarazione personale un «enorme senso di vergogna».
Dagli atti del processo è emerso che l’imputato è arrivato in Germania nel 2015 all’età di 15 anni, frequentando un collegio, per poi spostarsi tra diverse città senza aver completato gli studi universitari fino al momento dell’arresto.
Ha ammesso di aver trascorso gli ultimi anni senza amici intimi, rinchiuso davanti allo schermo del computer in un isolamento che si è aggravato col passare del tempo.
Nella sua dichiarazione ha affermato: «Ero assorbito da immagini digitali, video e fantasie, senza rendermi conto che così facendo avrei potuto fare del male a persone reali».
Un fenomeno globale che supera i confini
La dottoressa Julianne Closs, docente senior di psicologia clinica forense all’Università di Glasgow, ha commentato il caso sottolineando che la diffusione delle comunità di stupratori online rappresenta un problema globale non legato a uno specifico Paese o nazionalità.
Closs ha sottolineato che la facilità di accesso alla rete e la falsa sensazione di anonimato «hanno permesso alle persone di distaccarsi dai comportamenti normali seguiti nel mondo reale», specialmente nel contesto degli abusi sessuali.
Secondo l'esperta, l’adesione di individui che soffrono di emarginazione sociale alle reti di abuso digitale potrebbe conferire loro un falso senso di appartenenza e di empowerment, specialmente quando questi gruppi assumono un carattere esclusivo.
Da quando è venuta a conoscenza dei crimini di Tong Z, Ivy soffre di sintomi di depressione e disturbo da stress post-traumatico, ed è in terapia psicologica per ritrovare il senso di controllo sulla propria vita. Dice di essere intrappolata in un vortice di domande senza risposta: «Cucinava per me per potermi drogare? Continuo a chiedermi: mi è sfuggito qualcosa? Come ho fatto a finire per frequentare una persona così malvagia?». E aggiunge: «Vorrei davvero chiedergli: perché hai fatto queste cose?».
Questi dettagli richiamano alla mente il caso dello stupratore seriale Zhenhao Zuo, uno studente cinese di 29 anni, condannato all’ergastolo nel 2025 per aver drogato e violentato dieci donne cinesi nel Regno Unito e in Cina.
Entrambi i casi hanno suscitato un’ondata di sgomento su vasta scala in Cina e tra la diaspora cinese nel mondo.