Il presidente lituano Gitanas Nauseda ha affermato che il divieto costituzionale del Paese su armi nucleari e basi militari straniere è ormai superato, mentre la fine del bando nucleare della Finlandia, mercoledì, ha spinto Mosca a minacciare di distruggerne metà territorio
Il presidente lituano Gitanas Nausėda ha dichiarato che i massimi leader politici del Paese baltico hanno concordato sulla necessità di eliminare il divieto costituzionale di dispiegare armi nucleari sul territorio nazionale.
Nausėda ha affermato che l’articolo 137 della Costituzione lituana, che vieta esplicitamente il dispiegamento di armi di distruzione di massa e l’istituzione di basi militari straniere sul territorio lituano, è diventato «superato» e «obsoleto», secondo quanto riferito dall’emittente pubblica LRT.
"La situazione geopolitica sta peggiorando. La nostra Costituzione è stata scritta quando le circostanze geopolitiche erano completamente diverse", ha dichiarato Nausėda.
Il Paese baltico ospita un gruppo tattico multinazionale della NATO, con una presenza permanente fino a 5.000 soldati tedeschi.
Ma la Lituania è anche circondata da un arsenale nucleare dispiegato nell’enclave russa di Kaliningrad e in Bielorussia, il più stretto alleato di Mosca.
Ora che i leader dei partiti politici lituani hanno raggiunto un accordo di principio per modificare la Costituzione, resta da decidere se procedere con un voto parlamentare, come ha fatto la Finlandia, oppure indire un referendum.
La Finlandia ha revocato il divieto sul nucleare
La Finlandia ha recentemente votato per revocare lo storico divieto sulle armi nucleari, consentendo al Paese di ricevere, trasportare e agevolare il transito di armamenti nucleari sul proprio territorio nell’ambito della difesa alleata.
Il nuovo provvedimento è entrato in vigore mercoledì.
La Finlandia ha annunciato l’intenzione di collaborare con la società statunitense di difesa Lockheed Martin per realizzare a Tampere il primo centro europeo di manutenzione per sistemi lanciarazzi multipli (MLRS).
La notizia ha suscitato rabbia e minacce in Russia. Il primo vicepresidente della commissione Difesa della Duma di Stato, Aleksey Zhuravlyov, ha accusato la Finlandia di trasformarsi in "una seconda Ucraina" e ha minacciato apertamente che Mosca ha la forza militare per distruggere metà del Paese.