Il Papa rivolge un appello alla Fraternità San Pio X, fondata da monsignor Marcel Lefebvre, perché rientri nella piena comunione con la Chiesa cattolica. Ma a Écône i lefebvriani confermano le ordinazioni episcopali previste per il 1 luglio
Il Vaticano lancia un ultimo appello alla Fraternità sacerdotale San Pio X, mentre in Svizzera tutto è pronto per un nuovo e delicatissimo strappo con Roma.
Da un lato la voce del Papa, che chiede di fermarsi. Dall’altro i lefebvriani, determinati ad andare avanti con l’ordinazione di quattro nuovi vescovi senza mandato pontificio, un gesto che la Santa Sede considera potenzialmente scismatico.
In una lettera indirizzata alla Fraternità, il Pontefice ha rivolto un’esortazione diretta e personale, invitando i tradizionalisti a rientrare nella piena comunione con la Chiesa cattolica.
“Colmo di affetto cristiano, vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi”, ha scritto il Papa, sottolineando il rischio spirituale per i fedeli e ricordando che un atto di rottura priverebbe molti della ricezione lecita dei sacramenti.
Il Pontefice ha ribadito inoltre la disponibilità della Santa Sede a proseguire un percorso di dialogo e riconciliazione.
Il messaggio arriva a ridosso di un passaggio cruciale: le consacrazioni episcopali annunciate dalla Fraternità per il 1 luglio nel seminario di Écône, in Svizzera.
Secondo quanto riportato, si tratta di quattro ordinazioni senza l’autorizzazione del Papa, un atto che il Vaticano ha già qualificato come illecito e potenzialmente scismatico, con conseguenze canoniche particolarmente gravi.
Nonostante gli avvertimenti della Santa Sede, il programma dell’evento procede senza modifiche. Il calendario prevede una serie di riti preparatori e, nel giorno centrale, l’ordinazione dei nuovi vescovi nel luogo simbolo della Fraternità, già teatro di precedenti tensioni con Roma.
L’iniziativa viene presentata dai lefebvriani come un atto coerente con la propria linea dottrinale e con la tradizione da loro rivendicata, in continuità con la rottura originaria del 1988.
"Lacerare la Tunica inconsutile di Cristo è un peccato di estrema gravità"
La posizione del Vaticano è invece netta: l’ordinazione di vescovi senza mandato pontificio rappresenta una violazione grave del diritto canonico e può comportare la scomunica automatica per i consacranti e per i nuovi presuli.
La Santa Sede ha più volte ribadito che si tratterebbe di un passo capace di riaprire una frattura profonda nella Chiesa cattolica, proprio nel momento in cui si erano intensificati i tentativi di dialogo con la Fraternità.
Il Papa, nella sua lettera, insiste proprio su questo punto: la possibilità di un percorso condiviso non è chiusa, ma richiede un gesto di responsabilità da parte dei lefebvriani.
"Prego per voi", ha concluso il Papa, "perché lacerare la Tunica inconsutile di Cristo è un peccato di estrema gravità. Il Signore illumini le vostre coscienze e risvegli i vostri cuori. Per l'autorità ricevuta da Cristo, con animo addolorato, ma ancora pieno di speranza, sento il dovere di chiedervi di desistere dal vostro intento e affido queste intenzioni al Cuore Immacolato di Maria, Madre del Buon Consiglio".
L’appello, però, non sembra aver modificato la linea della Fraternità, che continua a rivendicare la legittimità delle proprie ordinazioni e la necessità di preservare la propria identità ecclesiale.
Con le due posizioni ormai definite e distanti, la vigilia delle consacrazioni di Écône assume il significato di un nuovo momento di tensione tra Roma e la Fraternità San Pio X, in un confronto che intreccia dottrina, autorità e rapporto con la tradizione cattolica.