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Il governo italiano unito sul respingimento dei migranti, gelo diplomatico con Spagna e Germania

Pope Leo XIV walks together with a migrant family at the Gateway of Europe monument in Lampedusa, Sicily, southern Italy, Saturday, July 4, 2026
Pope Leo XIV walks together with a migrant family at the Gateway of Europe monument in Lampedusa, Sicily, southern Italy, Saturday, July 4, 2026 Diritti d'autore  AP Photo/Alessandra Tarantino
Diritti d'autore AP Photo/Alessandra Tarantino
Di Cecilia Attanasio Ghezzi
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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I temi sono principalmente due: la sospensione del trattato di Schengen con la Spagna e il rifiuto di accogliere i primi tre dublinanti che la Germania vuole rimandare in Italia. Intanto il Papa: è urgente un cambio di prospettiva dalla gestione dei flussi alla tutela dei diritti umani

Sul respingimento dei migranti il governo italiano fa gioco di squadra. Ma le contraddizioni sono evidenti.

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Così mentre giovedì il ministro dell'interno Matteo Piantedosi prende posto per essere ascoltato dal Comitato parlamentare Schengen, Giorgia Meloni posta sui social il video di alcuni immigrati accompagnati su un aereo dalla polizia:

"Continuano le operazioni di espulsione. Difesa dei confini, sicurezza, rispetto delle regole: proseguiremo dritti su questa strada" promette la premier.

Per la cronaca, il video rappresenta 17 egiziani rimpatriati mercoledì da vari Cpr italiani (Bari, Caltanissetta, milano), ammanettati e spinti sull'aereo che li riporterà a casa. I loro visi, fortunatamente, sono stati resi irriconoscibili.

I temi che scottano sul tavolo di quest'agosto rovente sono principalmente due, ed entrambi rappresentano una frattura diplomatica con un Paese europeo:

  • la sospensione del trattato di Schengen con la Spagnache "non sarà rivista prima del 15 agosto e comunque dopo che saranno completamente esclusi rischi di sicurezza" e che ad oggi ha portato a 3 arresti e a 21 respingimenti
  • il rifiuto di accogliere i primi tre dublinanti che la Germania voleva rimandare in Italia il 19 agosto.

In audizione il titolare del Viminale ha dato i numeri dei controlli italiani a chi arriva dalla Spagna che – ha sottolineato – "non hanno creato alcun disagio al turismo. Ventuno le persone respinte (6 delle quali di origine marocchina), tre le persona arrestate".

Il ministro non ha risparmiato comunque passaggi polemici nei confronti della Spagna definendo una pura “ritorsione” la decisione di Madrid di sospendere a sua volta la libera circolazione di Schengen per chi arriva dall’Italia.

Per quanto riguarda i dublinanti residenti in Germania, Piantedosi conferma che l’Italia non ha alcuna intenzione di riprendersi migranti sbarcati in Italia e poi passati in altri Paesi europei prima del 12 giugno, data dell’entrata in vigore ufficiale del Nuovo Patto Ue sulla Migrazione e l’Asilo dopo sei anni di discussioni tra Commissione europea, Parlamento e i governi dei 27 Stati membri.

“Fermo restando che abbiamo firmato l’azzeramento fino all’entrata in vigore del nuovo Patto Ue asilo e migrazione, non accetteremo trasferimenti di cosiddetti dublinanti arrivati prima del 12 giugno.

Ho gia scritto al mio omologo tedesco. E quando questo dovesse avvenire li metteremo in compensazione con le migliaia di migranti che ogni anni ci portano le ong straniere.

Quelle tedesche hanno sbarcato in Italia gia 2000 persone dall’inizio dell’anno, 500 dal 12 giugno. Eccepiremo tutto questo alla commissione europea ma confidiamo che ci saranno sempre meno dublinanti”.

Il governo tedesco ritiene invece che il sistema di Dublino debba rimanere pienamente operativo anche per i casi precedenti al 12 giugno. Berlino fa leva su precedenti accordi bilaterali per procedere con i trasferimenti forzati indipendentemente dalla data di arrivo.

Chi sono i dublinanti

I dublinanti sono i migranti sbarcati in un paese d'ingresso dell'Unione Europea (spesso l'Italia) registrati nel sistema Eurodac, che poi si spostano in un altro Stato membro (come la Germania) per chiedere protezione, rischiando il rimpatrio nel paese di primo approdo in base al Regolamento di Dublino a cui il Nuovo patto Ue sulla migrazione e sull'asilo ha posto finalmente termine. Anche se, forse, solo sulla carta

Cosa dice il Nuovo Patto Ue sulla migrazione e l'asilo

L'obiettivo dichiarato del Nuovo Patto Ue sulla Migrazione e l’Asilo è superare la frammentazione delle norme in materia di immigrazione, a cominciare dal Regolamento di Dublino, la cui terza versione venne approvata nel giugno del 2013.

Resta però valida la norma base del regolamento di Dublino: tocca al Paese del primo arrivo esaminare le richieste di asilo. Con un correttivo: per tutti gli altri membri della Ue scatta l'obbligo di solidarietà.

Tutti i migranti saranno quindi sottoposti a uno screening che dovrà durare al massimo sette giorni. Le autorità dovranno identificare le persone con le impronte digitali e le caratteristiche biometriche.

Poi procederanno ad accertarne le condizioni di salute, verificare da dove provengono e se sono state costrette a fuggire per ragioni di sicurezza.

E infine l'iter amministrativo e giudiziario per stabilire se accordare il diritto di asilo o procedere al rimpatrio del migrante.

Questa fase, compresi gli eventuali appelli, dovrà durare non più di 12 settimane.

In questo periodo i richiedenti asilo potranno essere detenuti anche negli hub, in Italia i Cpr, nelle strutture costruite ai confini dell'Unione europea.

Il modello è, più o meno, il centro realizzato dall'Italia in Albania, anche se finora praticamente non ha funzionato.

Infine il nuovo Patto introduce l'Ordine europeo di rimpatrio: la decisione di uno Stato potrà essere immediatamente eseguita anche negli altri Paesi dell'Unione.

L'obiettivo, evidentemente, è evitare la possibilità di sfuggire all'ordine di rimpatrio, spostandosi in un'altra parte dell' Europa.

Perché il Papa dice che "è urgente un cambio di prospettiva" sui flussi migratori

Intanto Leone XIV nel Messaggio per la 112a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (27 settembre) ribadisce che nella gestione del fenomeno migratorio va riaffermato "il principio del superiore interesse del minore"

Le istituzioni devono "mettere al centro la protezione e la dignità di ogni singolo bambino e adolescente", afferma il Papa: "ciò comporta l'adozione di efficaci strumenti legali di protezione, promuovendo i ricongiungimenti familiari e scongiurando i traumi della separazione.

È urgente un cambio di prospettiva: occorre spostare l'asse del dibattito dalla mera gestione dei flussi alla tutela piena e immediata dei diritti umani".

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