Nelly Florida Riama, vice direttrice per la geofisica all'Agenzia indonesiana di meteorologia, climatologia e geofisica, ha avvertito che, sebbene l’allerta tsunami sia terminata, "si registrano ancora scosse di assestamento"
Un'altra scossa di terremoto, di magnitudo 6,9, ha colpito l'area occidentale dell'isola di Sumatra, in Indonesia. Lo riferisce l'US Geological Survey (USGS). Si tratta della seconda forte scossa registrata nel vasto Paese del Sud-Est asiatico in meno di 24 ore.
L'epicentro è stato localizzato nei pressi di Pematangsiantar, a circa 126 chilometri a sud-est di Medan, capoluogo di Sumatra. Il terremoto si è verificato a una profondità di circa 183 chilometri.
Al momento non è stato emesso alcun allarme tsunami.
"Esprimo, a nome del Governo italiano, la più sentita solidarietà al popolo dell’Indonesia per il violento terremoto che ha colpito l’isola di Flores. Al momento, non risultano connazionali tra le vittime. L’Ambasciata a Jakarta è al lavoro per assistere gli italiani che vogliono lasciare la zona. In caso di necessità, è possibile contattare l'Ambasciata al +62 8151811344 o l'Unità di Crisi al +39 06 36225". Lo scrive su X il ministro degli esteri, Antonio Tajani.
Italiani in Indonesia
Sono circa 5mila gli italiani la cui presenza risulta in questo momento registrata in Indonesia, 500 di loro nell'isola di Flores. Lo riferiscono fonti della Farnesina, aggiungendo che l'unità di crisi ha rafforzato l'operatività e sta offrendo la propria assistenza ai cittadini che si mettano in contatto e la richiedano.
Le fonti confermano che non risultano italiani fra le vittime.
La prima scossa a Flores
Il primo sismadi magnitudo 7,7 ha colpito a nord dell'isola di Flores, nella parte orientale del Paese, causando la morte di oltre 50 persone.
La scossa è stata registrata nelle prime ore del mattino, scatenando il panico: molte persone si sono riversate in strada mentre alcuni edifici crollavano.
È stato diramato un allarme tsunami, poi revocato. L'Agenzia meteorologica, climatologica e geofisica indonesiana (BMKG) ha spiegato di non rilevare più significativi innalzamenti del livello del mare tali da minacciare le comunità costiere.
"In base alle segnalazioni che abbiamo ricevuto, 20 persone sono morte, sei sono rimaste ferite e due sono ancora sepolte", ha dichiarato all'AFP il responsabile dei soccorsi Fathur Rahman, mentre si recava nella reggenza di Nagekeo, l'area colpita più duramente dal sisma.
"Il nostro obiettivo principale sarà individuare le vittime sepolte sotto le macerie", ha aggiunto Fathur.
Nelly Florida Riama, vicedirettrice per la geofisica alla BMKG, ha avvertito che, anche se l'allarme tsunami è stato revocato, "le scosse di assestamento continuano".
"Invitiamo la popolazione a mantenere la calma, a non lasciarsi influenzare da voci irresponsabili e a seguire gli aggiornamenti diffusi dai canali ufficiali della BMKG", ha aggiunto Nelly.
Secondo l'Agenzia nazionale per la gestione dei disastri (BNPB), circa 2.000 residenti nella reggenza di Nagekeo si sono allontanati autonomamente dalle loro case dopo il terremoto e l'allarme tsunami.
La BNPB ha riferito che le scosse sono state avvertite nelle reggenze di Nagekeo, Sikka e West Manggarai, nella provincia di East Nusa Tenggara; nella città di Bima e nella reggenza di Bima, a West Nusa Tenggara; e nelle reggenze di Jeneponto, Isole Selayar e Maros, nel Sulawesi meridionale.