A causa dell’ondata di calore estiva che sta attraversando l'Italia, la portata del fiume è di diversi metri sotto la norma e ciò preoccupa gli agricoltori. Allarme della Coldiretti
Il caldo persistente e la scarsità di piogge che stanno colpendo l'Italia sta mettendo a dura prova la portata del fiume Po e dei laghi alpini. In particolare, la portata del Po si è ridotta drasticamente e l'intrusione di acqua salata dall'Adriatico nel delta ha raggiunto i 20 chilometri dalla foce.
Questo è quanto emerso dalla riunione straordinaria dell'Osservatorio permanente per gli utilizzi idrici dell'Adbpo (Autorità di bacino distrettuale del fiume Po), che ha dichiarato la severità idrica "media in assenza di precipitazioni" su tutto il distretto.
Secondo quanto riportato dai dati, al 22 giugno la portata del Po era di 207 metri cubi al secondo a Piacenza e di 298 sul delta, a Pontelagoscuro. Tra i grandi laghi, il lago Maggiore è sceso al 58,4 per cento di riempimento, con 49 centimetri in meno in due settimane (102 milioni di metri cubi d'acqua), mentre Garda, Como e Idro mostrano livelli analogamente inferiori alla media.
"Le piogge degli ultimi giorni, concentrate in temporali localizzati, non hanno dato un contributo significativo e duraturo, mentre il caldo ha ridotto ulteriormente gli accumuli nivali, ormai prossimi allo zero", ha dichiarato Francesco Tornatore, dirigente dell'Autorità di bacino.
"Alla luce delle condizioni osservate e delle prospettive attese, a seguito della seduta odierna dell'Osservatorio, la severità idrica a scala distrettuale viene dichiarata media in assenza di precipitazioni".
Situazione critica per l'agricoltura
"La tenuta dei Grandi Laghi alpini è l'ultima garanzia per la disponibilità idrica nel distretto del Po", hanno sottolineato gli esperti. Ma la situazione più critica riguarda il delta, dove l'irrigazione è stata sospesa e dove si vedono già i primi effetti negativi per i raccolti.
In alcune aree del Piemonte i prelievi sono stati interrotti del tutto, mentre misure di contenimento sono state attivate anche in Emilia-Romagna e Veneto. La Lombardia resiste grazie al contributo delle colature.
Coldiretti ha lanciato l'allarme, sottolineando che la Pianura Padana produce quasi un terzo dell'agroalimentare della penisola e in essa si concentra circa la metà dell'allevamento nazionale.
Secondo la nota diffusa dalla Coldiretti, la situazione evidenzia "l’urgenza della realizzazione di un Piano nazionale degli invasi", ovvero bacini in grado di contenere una notevole massa di acqua. Al momento in Italia ce ne sono troppo pochi, che trattengono una quantità d'acqua pari al 10 per cento.
L'Osservatorio si riunirà di nuovo il 3 luglio, mentre le previsioni indicano temperature sopra la norma anche nei prossimi giorni.