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Vertice ad Antibes: Meloni e Macron si confrontano su difesa UE e asse con USA, dopo E5 di Berlino

Il presidente francese Emmanuel Macron saluta Giorgia Meloni durante la cerimonia ufficiale di benvenuto al G7 a Evian  lo scorso 15 giugno
Il presidente francese Emmanuel Macron saluta Giorgia Meloni durante la cerimonia ufficiale di benvenuto al G7 a Evian lo scorso 15 giugno Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Gabriele Barbati
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Al vertice intergovernativo di Antibes, Meloni e Macron cercano un'intesa su difesa, spazio ed energia in attuazione del Trattato del Quirinale. Sul tavolo i nodi geopolitici, dalle guerre in Ucraina e Iran ai rapporti con NATO e Usa, discussi anche mercoledì a Berlino con Merz, Starmer e Tusk

La difesa dell'Europa e il rapporti con gli Usa sono al centro di una serie di vertici tra il leader europei, tra cui quello tra Francia e Italia di giovedì ad Antibes: Emmanuel Macron accoglierà Giorgia Meloni a pochi giorni dal G7 che ha ospitato ad Evian.

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Il vertice intergovernativo tra i due Paesi in Costa Azzurra è il primo da quando è stato firmato nel 2021 da Macron e dall'allora premier italiano Mario Draghi il Trattato del Quirinale, con cui Italia e Francia intendevano rafforzare la cooperazione bilaterale strutturata su consultazione regolari tra i governi e un'agenda comune condivisa.

Il vertice è visto da Roma come il modo per "approfondire e consolidare una serie di cooperazioni di lunga data, la spina dorsale del solido rapporto”.

L'Eliseo ha reso noto che questo vertice permetterà di approfondire la cooperazione franco-italiana "in molti settori strategici, in particolare la difesa, lo spazio, l’energia e infrastrutture”

Che cosa è il vertice intergovernativo Italia-Francia?

Il summit cade in un momento delicato dal punto di vista geopolitico globale, dall'Ucraina al Medio Oriente, ai rapporti europei con Trump. Non a caso Meloni e Macron si sono visti al G7 di Evian dieci giorni fa, lo rifaranno il 7 e 8 luglio nel vertice Nato di Ankara, e sono stati riuniti dal cancelliere Merz a Berlino mercoledì insieme con Regno Unito e Polonia (il formato E5).

"Europa deve assumersi le proprie responsabilità in termini di difesa e sicurezza portando avanti con decisione il cammino intrapreso per una componente più forte e solida dell'Alleanza atlantica", ha detto Meloni dopo gli incontri con Merz, Macron, Starmer e Tusk.

"Ci aspettano decisioni e appuntamenti importanti e l'Italia come sempre farà la propria parte", ha ribadito Meloni.

"I colloqui di oggi hanno mostrato che siamo molto uniti. Noi europei abbiamo aumentato il nostro budget per la difesa, vogliamo aumentare la nostra capacità di deterrenza", ha detto da parte sua Macron a Berlino.

Tra le principali responsabilità menzionate c'è l'Ucraina sui cui la premier italiana non è sempre stata allineata con il presidente francese, in merito alla possibile presenza militare europea, da cui l'Italia si è tenuta fuori anche nel recente G7.

Il presidente francese Emmanuel Macron, a sinistra, ascolta Giorgia Meloni durante il G7 a Borgo Egnazia (13 giugno 2024)
Il presidente francese Emmanuel Macron, a sinistra, ascolta Giorgia Meloni durante il G7 a Borgo Egnazia (13 giugno 2024) AP Photo/Andrew Medichini

Quali sono i precedenti tra Meloni e Macron

Meloni ha indicato, parlando martedì a un evento de La Verità, che "Italia e Francia intendono lavorare insieme in Libano a partire dal ruolo della missione dell'Onu, Unifil, che termina a fine anno".

Una sintonia come quella mostrata anche del faccia a faccia di Versailles, a margine dei Giochi di Parigi del 2024, o quello a Roma nel giugno dello scorso anno e da ultimo nei complimenti della premier al padrone di casa per i risultati di Evian

Ma, dall'elezione di Meloni a premier settembre del 2022, vi sono stati diversi disaccordi culminati nello scontro sulle conclusioni del G7 in Puglia dove l'Italia non ha voluto inserire un paragrafo sull'aborto.

Poca intesa anche in materia di immigrazione, dove la linea di Meloni sui centri di rimpatrio fuori dall'Ue ha ottenuto una maggioranza di consensi a dispetto della ritrosia di Parigi.

Lo stesso iperattivismo di Macron su vari dossier - su cui Parigi ha cercato più la sponda di Berlino e di Londra che di Roma - ha irritato Meloni che, dal ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, ha cercato di porsi come interlocutrice privilegiata con gli Stati Uniti dal lato europeo.

La premier si presenta in Costa Azzurra e agli altri eventi, comunque, parzialmente indebolita. Nel momento in cui Trump ha chiesto un maggiore contributo nella Nato e che l'Europa ha deciso per il riarmo, Meloni è andata in imbarazzo.

I limitati margini di spesa hanno spinto Roma a tergiversare tanto nelle spese militare tanto nell'uso dei quasi 15 miliardi di euro di fondi Safe messi a disposizione dall'Ue. La decisione poi, due mesi fa, di negare le basi italiane per attaccare l'Iran ha aperto la rottura tra Meloni e Trump conclusasi con scambi poco gradevoli su media e social media nei giorno scorsi.

Un frangente che ha dato tuttavia popolarità alla leader italiana dal punto di vista personale. La sua risposta per le rime al presidente Trump le ha fatto guadagnare circa un milione di follower su varie piattaforme social, mentre un sondaggio di Pew Research segnala che oggi molti meno italiani rispetto a qualche anno fa ritengono gli Usa un partner affidabile.

L'agenda del vertice di Antibes

L’ultimo vertice bilaterale tra Italia e Francia si era tenuto a fine febbraio del 2020, pochi giorni prima del lockdown per la pandemia, a Napoli tra Macron e l'allora primo ministro Giuseppe Conte.

Questa volte i due leader avranno con sé nove ministri e una serie di aziende per un business forum, con sede nella vicina Le Cannet, nell'ottica della creazione di "campioni europei" per la produzione militare continentale.

Tra queste figurano di certo Thalès e Alenia, proprietà di Leonardo, che hanno formato Thales Alenia Space, e una possibile joint venture sempre della società francese e quella italiana con l'aggiunta di Airbus.

I lavori prevedono sessioni tra Macron e Meloni e dei rispettivi ministri per tavoli tecnici - a partire da Esteri, Difesa ed Economia - con l'obiettivo di finalizzare intese e dichiarazioni congiunte in diversi settori.

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