Gli abitanti di Caracas sono stati costretti a lasciare le loro case e a rifugiarsi all’aperto dopo le scosse, a meno di 200 km dalla capitale. La presidente Rodriguez parla di danni gravi. Ci sono almeno 164 morti e 971 feriti. L'Unione europea ha attivato il meccanismo di protezione civile
Due forti terremoti in rapida successione hanno colpito il Venezuela mercoledì sera, causando danni diffusi, il crollo di edifici e spingendo i residenti terrorizzati a riversarsi in strada. Ci sono ufficialmente 188 morti, tra cui un cittadino portoghese, e oltre 1500 feriti finora e 157 dispersi, ha dichiarato il presidente dell'Assemblea nazionale Jorge Rodríguez.
Le stime tuttavia indicano circa 40mila dispersi, anche attraverso gli sforzi di un gruppo di cittadini venezuelani che ha aperto un sito internet per raccogliere segnalazioni e aiutare le famiglie a rintracciare i propri cari.
Il ministero degli Esteri ha avuto conferma del decesso di un cittadino italo-venezuelano, nato a Caracas nel 1970, con parenti in Italia. Il connazionale è stato coinvolto nel crollo di un edificio a La Guaira, a 30 chilometri da Caracas, una delle zone più colpite dal terremoto.
I soccorritori continuano a cercare tra le macerie degli edifici crollati, diverse centinaia le persone estratte vive finora. Tuttavia, lo Us Geological Survey ha dato poche speranze, stimando che i morti potrebbero salire a 10mila.
Decine e decine di edifici sono crollati, altri sono sventrati e ripiegati su se stessi. Si stanno ancora spegnendo gli incendi provocati dalle fughe di gas, ela gente è per strada sotto shock.
L'Unione europea ha attivato il Meccanismo di Protezione Civile dell'Ue. "I nostri uffici stanno coordinando la risposta internazionale. Spagna, Italia e Repubblica Ceca hanno immediatamente offerto assistenza e invieranno squadre di soccorso", ha reso noto sui social la commissaria per la Cooperazione internazionale, gli Aiuti umanitari e la risposta alle crisi, Hadja Lahbib.
Dove ha colpito il terremoto in Venezuela
Le scosse di magnitudo 7.2 e 7.5 hanno fatto tremare l’intera regione. A rendere questo sisma così letale il fatto che ci siano state due episodi potentissimi, uno dopo l'altro, ma anche che si è generato a una profondità relativamente bassa: la prima scossa a 20 chilometri sotto la crosta terrestre, la seconda ad appena 10 chilometri.
Gli edifici sono stati evacuati anche in città lontane, fino all’Amazzonia brasiliana, a circa 1.700 chilometri dalla capitale Caracas.
La presidente ad interim Delcy Rodríguez Rodríguez ha dichiarato lo stato di emergenza in un discorso alla nazione mercoledì sera, affermando che i terremoti hanno causato danni in diversi Stati, specialmente a La Guaira che Rodríguez ha descritto come "zona disastrata" e l'area più colpita.
"Decine di edifici sono crollati lì, a circa 30 chilometri a nord di Caracas, e stiamo attualmente conducendo intense operazioni di soccorso per salvare vite umane", ha dichiarato.
L'Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (Ocha) ha riferito che oltre 100 edifici sono crollati nello stato di La Guaira. La regione costiera, a nord di Caracas, aveva già vissuto un'ecatombe nel dicembre 1999, quando un'alluvione provocò oltre 10.000 morti, secondo le stime, visto che non ci furono mai dati ufficiali definitivi.
Cosa sappiamo dei danni e dei soccorsi in Venezuela
I terremoti hanno danneggiato il principale aeroporto del Paese, l’aeroporto internazionale Simón Bolívar, al punto da costringerne alla chiusura, ha aggiunto Rodríguez, spiegando che le lezioni saranno sospese per alcuni giorni per gestire l’emergenza.
"Invitiamo la popolazione a mantenere la calma", ha dichiarato Rodríguez e ha aggiunto: "Chiediamo unità".
La presidente ha chiesto a tutto il personale sanitario del Paese di recarsi negli ospedali per assistere i feriti. Il ministero dell’Istruzione ha fatto sapere che alcune scuole saranno utilizzate come rifugi e centri di raccolta delle donazioni nelle aree più colpite.
Il ministro degli Esteri italiano Antono Tajani ha parlato con l'ambasciatore d'Italia a Caracas Giovanni De Vito, lo ha riferito la Farnesina in una nota, "e chiesto all'ambasciata di verificare in particolare la situazione degli italiani".
Una squadra specializzata di Vigili del Fuoco è pronta a partire. "I Paesi Bassi stanno inviando una squadra di soccorso ", ha dichiarato Sjoerd Sjoerdsma, ministro olandese per il Commercio Estero e la Cooperazione allo Sviluppo che ha reso noto uno stanziamento di circa 2 milioni di euro per l'operazione. Sulla stessa linea la Germania.
Il Vaticano ha inviato un primo aiuto al Venezuela da 100mila euro. "Ma sarà costante l'attenzione riguardo le necessità del popolo venezuelano che, nei prossimi giorni, su indicazione della Chiesa locale, si cercheranno di soddisfare", scrivono i media vaticani.
Anche le Nazioni Unite sono "pienamente mobilitate", un'azione per cui è necessario "un massiccio sforzo collettivo". È quanto ha detto il sottosegretario generale dell'Onu per gli affari umanitari, Tom Fletcher.
Due scosse in Venezuela di magnitudo 7.2 e 7.5
Nello Stato costiero di Falcón, il governatore Víctor Clark ha riferito che 32 persone sono state ricoverate in ospedale e che, a più di quattro ore dalla scossa, c’erano ancora 15 persone intrappolate sotto le macerie degli edifici crollati.
Il Servizio geologico degli Stati Uniti aveva inizialmente stimato la prima scossa di magnitudo 7.1, per poi correggere la valutazione a 7.2.
L’epicentro è stato localizzato a ovest della comunità di Morón, lungo la costa caraibica del Paese, circa 168 chilometri a ovest di Caracas. Il sisma è stato registrato a una profondità di 22 chilometri.
L’agenzia ha poi registrato un terremoto ancora più forte, di magnitudo 7.5, solo un minuto dopo. La seconda scossa aveva una profondità di 10 chilometri e il suo epicentro è stato individuato 16 chilometri a sud-ovest di Morón.
Le scosse, tra le più violente che abbiano colpito il Paese sudamericano in oltre un secolo, si sono verificate poco dopo le 18, ora locale. A Caracas le persone hanno evacuato gli edifici che oscillavano, molte visibilmente sotto shock di fronte a intere pareti crollate che lasciavano intravedere i mobili dalla strada.
Colonne di polvere visibili anche in due quartieri della capitale, dove ristoranti e altre attività sono di solito affollati.
Le persone sono rimaste per ore in strada, anche dopo il tramonto. Alcune sedute per terra abbracciando i propri animali domestici, mentre la polvere si depositava intorno a loro. Edifici crollati, pali della luce abbattuti e detriti ostruiscno le strade. In alcune zone della capitale si sono verificate interruzioni di corrente elettrica e del segnale per i telefoni cellulari.
"All’inizio la scossa è stata leggera, poi è aumentata gradualmente e alla fine abbiamo dovuto tutti lasciare le nostre case, uscire e radunarci all’aperto", ha raccontato Hector Ricci, residente a Caracas.
La presidente Rodríguez, che ha dichiarato lo stato di emergenza, ha annunciato la sospensione del servizio metropolitano e della fornitura di gas naturale nella capitale. Ha inoltre esortato i venezuelani a segnalare eventuali danni attraverso un’applicazione del governo, in modo che possano essere affrontati tempestivamente.