Gli abitanti della capitale Caracas sono stati costretti a lasciare le loro case e a rifugiarsi all’aperto dopo le scosse, a meno di 200 km dalla città. La presidente Rodriguez parla di danni gravi
Due forti terremoti in rapida successione hanno colpito il Venezuela mercoledì sera, causando danni diffusi, il crollo di edifici e spingendo i residenti terrorizzati a riversarsi in strada.
Le scosse di magnitudo 7.2 e 7.5 hanno fatto tremare l’intera regione. Gli edifici sono stati evacuati anche in città lontane, fino all’Amazzonia brasiliana, a circa 1.700 chilometri dalla capitale Caracas.
La presidente ad interimo Delcy Rodríguez ha comunicato che sono state registrati almeno 32 morti, ma il bilancio delle vittime è destinato ad aumentare. I soccorritori continuano a cercare tra le macerie degli edifici crollati.
Rodríguez ha dichiarato lo stato di emergenza in un discorso alla nazione mercoledì sera, affermando che i terremoti hanno causato danni in diversi Stati. I dati sulle vittime diffusi giovedì mattina non includevano lo stato di La Guaira, che Rodríguez ha descritto come "zona disastrata" e l'area più colpita.
"Decine di edifici sono crollati lì, a circa 30 chilometri a nord di Caracas, e stiamo attualmente conducendo intense operazioni di soccorso per salvare vite umane", ha dichiarato.
Cosa sappiamo dei danni dei terremoti in Venezuela
I terremoti hanno danneggiato il principale aeroporto del Paese, l’aeroporto internazionale Simón Bolívar, al punto da costringerne alla chiusura, ha aggiunto Rodríguez, spiegando che le lezioni saranno sospese per alcuni giorni per gestire l’emergenza.
"Invitiamo la popolazione a mantenere la calma", ha dichiarato Rodríguez e ha aggiunto: "Chiediamo unità".
La presidente ha chiesto a tutto il personale sanitario del Paese di recarsi negli ospedali per assistere i feriti. Il ministero dell’Istruzione ha fatto sapere che alcune scuole saranno utilizzate come rifugi e centri di raccolta delle donazioni nelle aree più colpite.
Il ministro degli Esteri italiano Antono Tajani ha parlato con l'ambasciatore d'Italia a Caracas Giovanni De Vito, lo ha riferito la Farnesina in una nota. "Mentre è ancora in corso una valutazione dei danni e del numero delle vittime, Tajani ha chiesto all'ambasciata di verificare in particolare la situazione degli italiani", si legge nel testo della nota. "L'Italia è pronta a prestare assistenza e chiederemo alla Ue di attivare il meccanismo di protezione civile Ue che coordina e finanzia interventi di emergenza in situazioni del genere", conclude il ministro. Al momento non risultano italiani tra le vittime.
Due scosse in Venezuela di magnitudo 7.2 e 7.5
Nello Stato costiero di Falcón, il governatore Víctor Clark ha riferito che 32 persone sono state ricoverate in ospedale e che, a più di quattro ore dalla scossa, c’erano ancora 15 persone intrappolate sotto le macerie degli edifici crollati.
Il Servizio geologico degli Stati Uniti aveva inizialmente stimato la prima scossa di magnitudo 7.1, per poi correggere la valutazione a 7.2.
L’epicentro è stato localizzato a ovest della comunità di Morón, lungo la costa caraibica del Paese, circa 168 chilometri a ovest di Caracas. Il sisma è stato registrato a una profondità di 22 chilometri.
L’agenzia ha poi registrato un terremoto ancora più forte, di magnitudo 7.5, solo un minuto dopo. La seconda scossa aveva una profondità di 10 chilometri e il suo epicentro è stato individuato 16 chilometri a sud-ovest di Morón.
Le scosse, tra le più violente che abbiano colpito il Paese sudamericano in oltre un secolo, si sono verificate poco dopo le 18, ora locale. A Caracas le persone hanno evacuato gli edifici che oscillavano, molte visibilmente sotto shock di fronte a intere pareti crollate che lasciavano intravedere i mobili dalla strada.
Colonne di polvere visibili anche in due quartieri della capitale, dove ristoranti e altre attività sono di solito affollati.
Le persone sono rimaste per ore in strada, anche dopo il tramonto. Alcune sedute per terra abbracciando i propri animali domestici, mentre la polvere si depositava intorno a loro. Edifici crollati, pali della luce abbattuti e detriti ostruiscno le strade. In alcune zone della capitale si sono verificate interruzioni di corrente elettrica e del segnale per i telefoni cellulari.
"All’inizio la scossa è stata leggera, poi è aumentata gradualmente e alla fine abbiamo dovuto tutti lasciare le nostre case, uscire e radunarci all’aperto", ha raccontato Hector Ricci, residente a Caracas.
La presidente Rodríguez, che ha dichiarato lo stato di emergenza, ha annunciato la sospensione del servizio metropolitano e della fornitura di gas naturale nella capitale. Ha inoltre esortato i venezuelani a segnalare eventuali danni attraverso un’applicazione del governo, in modo che possano essere affrontati tempestivamente.