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Qual è il problema di Israele con Unifil e perché Herzog ha chiesto rispetto agli italiani

Israeli President Isaac Herzog attends a wreath laying ceremony at the Holocaust memorial in Berlin, Germany, Tuesday, Sept. 6, 2022
Israeli President Isaac Herzog attends a wreath laying ceremony at the Holocaust memorial in Berlin, Germany, Tuesday, Sept. 6, 2022 Diritti d'autore  AP Photo
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Di Cecilia Attanasio Ghezzi
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il presidente israeliano Isaac Herzog ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera in cui sottolinea l'errore di legare i negoziati con Teheran a Beirut e chiede agli italiani di rispettare gli israeliani. L'analisi per Euronews del professore Gregory Alegi, esperto di difesa e strategia

"La caratteristica centrale della cultura ebraica è il dubbio. È una cultura di studio e di continui interrogativi. Il Talmud è pieno di tutto e del contrario di tutto". Così Gregory Alegi, esperto di difesa e strategia e professore a contratto di History and Politics of the USA l’università Luiss, commenta a Euronews l'intervista del Corriere della Sera al presidente israeliano Isaac Herzog che sottolinea l'errore di legare i negoziati con Teheran a Beirut e chiede agli italiani di rispettare gli israeliani.

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Cos'ha detto il presidente israeliano Isaac Herzog al Corriere della Sera

All'esperto di difesa, chiediamo soprattutto del passaggio sulle forze italiane del contingente Unifil dispiegate in Libano. Dice il presidente Herzog al Corriere: "Per quanto riguarda la missione, non abbiamo alcun problema con le truppe italiane, il nostro problema è il mandato: non c’è stata, non c’è, la volontà o la capacità di impedire che un gruppo terroristico ammassasse armamenti sul confine con noi".

Qual è il problema di Israele sul mandato della missione Unifil

E il professor Alegi è completamente d'accordo: "Questo è esattamente il problema. La comunità internazionale, anziché affrontare il problema, ha mandato un contingente che però può solo stare a guardare, non può fare niente".

E per far capire meglio scioglie l'acronimo Unifil: United Nations Interim Force in Lebanon. "È talmente a interim che sono 40 anni che sta lì!" Secondo il professore, questo avrebbe permesso al gruppo Hezbollah di rafforzarsi e compiere attacchi più o meno quotidiani su territori di Israele "non contestati". Questa la situazione che porterebbe Israele a reagire: "se tu (Unifil o esercito libanese) non me li fermi, me li devo fermare io perché i missili arrivano sulle mie case".

Perché il memorandum tra Iran e Usa rafforza Hezbollah

Questa situazione, nella ricostruzione del professore, si è ulteriormente aggravata con il memorandum di 14 punti che ha aperto i negoziati tra Iran e Israele. "Quell'accordo riconosce Hezbollah, che è un soggetto estraneo al Libano, come un soggetto libanese. Di fatto, gli Stati Uniti dicono che il Libano è dell'Iran. Non sorprende che Israele non sia affatto contento".

Donald Trump è isolazionista o unilateralista

Ma questo, secondo Alegi, non cambia l'essenza dei rapporti tra Israele con l'Italia o gli Stati Uniti. "Non c'è un Paese al mondo che in questo momento non abbia problemi con il presidente degli Usa. Donald Trump confonde l'isolazionismo con l'unilateralismo. Sono 18 mesi che fa quello che vuole ovunque senza chiedere il permesso o coordinarsi con nessuno. Così, in questo suo secondo mandato, si ritrova senza Paesi amici".

Quali sono le ambiguità nel rapporto tra Italia e Israele

Non significa però che questo cambia le alleanze. "I rapporti Italia - Israele", continua il professore, "non cambiano. Cioè, sono sempre stati amici in virtù della comune appartenenza al mondo occidentale e ai suoi valori democratici. Ma dall'altra parte c'è l'anima mediterranea. In Italia c'è un mondo con radici cattolico-socialiste che sta apertamente dalla parte dei palestinesi da almeno 60 anni".

E continua: "Gli eventi degli ultimi mesi, compreso il trattamento riservato agli attivisti della Global Sumud Flotilla e le esecrabili parole del ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir, non cambiano la natura ambigua di questo rapporto, forse, semplicemente, rendono più visibili tali ambiguità".

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