Gli attivisti della Global Sumud Flotilla hanno dichiarato giovedì che i soldati israeliani hanno abbordato le navi, danneggiato i motori e i dispositivi di comunicazione nel tentativo di costringerle a invertire la rotta
Le forze militari israeliane hanno intercettato diverse imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, dirette verso la Striscia di Gaza, mentre navigavano in acque internazionali nei pressi della Grecia. A riferirlo è stato lo stesso gruppo di attivisti, che ha definito l’operazione un “atto illegale”.
La flottiglia, partita con 58 imbarcazioni cariche di aiuti umanitari e attivisti, aveva l’obiettivo dichiarato di rompere il blocco navale imposto da Israele su Gaza. Secondo quanto riportato dal gruppo su X, le operazioni di intercettazione sono iniziate nelle prime ore di giovedì, a oltre 600 miglia nautiche dalla costa della Striscia.
Restano ancora poco chiari i numeri esatti dell’intervento. Una fonte militare israeliana, citata dalla radio dell’esercito, ha parlato di sette imbarcazioni fermate nei pressi dell’isola di Kythira. Tuttavia, la flottiglia sostiene di aver perso i contatti con 11 navi e riferisce che almeno 15 sarebbero state abbordate.
Il ministero degli Esteri israeliano ha successivamente dichiarato che circa 175 attivisti, provenienti da oltre 20 imbarcazioni, sono stati fermati e trasferiti verso Israele “in modo pacifico”. Un comunicato ufficiale è stato accompagnato da un video che mostra alcuni attivisti a bordo di una nave della Marina israeliana.
Secondo il racconto degli organizzatori, le operazioni sarebbero state caratterizzate da momenti di forte tensione. "Le nostre barche sono state circondate da motoscafi militari che si sono identificati come israeliani, puntando laser e armi semiautomatiche", si legge nella dichiarazione. I partecipanti sarebbero stati costretti a inginocchiarsi mentre le comunicazioni venivano disturbate e veniva lanciato un SOS.
Il gruppo ha inoltre denunciato danni a diverse imbarcazioni, accusando i militari di aver condotto un “raid violento” e di aver disabilitato sistematicamente alcune navi durante l’abbordaggio.
Di diverso avviso le autorità israeliane. L’ambasciatore presso le Nazioni Unite, Danny Danon, ha difeso l’operazione, affermando che i soldati hanno agito “con professionalità e determinazione” per fermare una “flottiglia provocatoria” prima che potesse raggiungere le acque israeliane.
Non è ancora chiaro se tutti gli attivisti siano stati arrestati o se alcuni siano rimasti bloccati in mare. La Global Sumud Flotilla ha comunque ribadito l’intenzione di proseguire la missione per consegnare aiuti umanitari e mantenere alta l’attenzione internazionale sulla situazione nella Striscia di Gaza.
Israele, dal canto suo, ha più volte descritto l’iniziativa come una provocazione politica, sostenendo presunti legami con Hamas, accuse respinte dagli organizzatori.
Un precedente episodio risale all’ottobre 2025, quando un’altra missione della flottiglia fu intercettata. In quell’occasione, oltre 450 attivisti furono fermati, tra cui l’attivista Greta Thunberg e l’europarlamentare Rima Hassan. Tutti vennero successivamente rilasciati e rimpatriati.
L’episodio attuale rischia ora di riaccendere le tensioni internazionali attorno al blocco di Gaza e al ruolo delle iniziative civili nel contesto del conflitto.