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Fondi ambientali Ue, allarme della Spagna: il programma LIFE rischia di essere annacquato

Cuccioli di lince iberica osservano attentamente nei dintorni del Parco nazionale di Doñana, ad Aznalcázar, in Spagna, giovedì 4 ottobre 2018.
Cuccioli di lince iberica osservano attentamente nei dintorni del Parco Nazionale di Doñana, ad Aznalcázar, Spagna, giovedì 4 ottobre 2018. Diritti d'autore  AP Photo / Antonio Pizarro
Diritti d'autore AP Photo / Antonio Pizarro
Di Marta Pacheco
Pubblicato il
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La Spagna avverte che il fondo ambientale LIFE rischia di essere annacquato se assorbito in strutture più ampie nel bilancio Ue 2028-2034. Anche la commissione Ambiente dell'Europarlamento chiede di blindare le linee di finanziamento specifiche per clima e natura

La Spagna ha lanciato un severo avvertimento: uno dei fondi ambientali di punta dell’UE rischia di perdere efficacia se verrà assorbito in strutture di finanziamento più ampie, mentre si intensificano i negoziati sul bilancio pluriennale, secondo un documento visionato da Euronews.

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Nel rapporto diffuso in vista della riunione dei ministri dell’Ambiente a Bruxelles il 25 giugno, la Spagna invita i Paesi dell’UE a valutare come il fondo ambientale LIFE, principale strumento di finanziamento del blocco per l’azione climatica e ambientale, possa essere tutelato nel prossimo bilancio a lungo termine dell’Unione per il periodo 2028‑2034.

"La proposta di integrare il programma LIFE in quadri finanziari più ampi, come un eventuale Fondo europeo per la competitività, potrebbe, se attuata, comportare una perdita di visibilità, di finanziamenti dedicati e della capacità di attuazione efficace sul territorio, subordinando gli obiettivi ambientali ad altre priorità", avverte la Spagna.

Il documento sostiene che l’Europa si trova di fronte a una "tripla crisi ambientale" fatta di perdita di biodiversità, cambiamento climatico e inquinamento e che "esiste un chiaro rischio" che, nell’attuale dibattito sul bilancio, "gli strumenti specializzati e l’ambizione ambientale vengano annacquati".

Il testo esprime inoltre il timore che i livelli di finanziamento proposti dalla Commissione europea per biodiversità e ripristino della natura nel bilancio 2028‑2034 possano essere inferiori agli stanziamenti attuali, pari a 5,4 miliardi di euro per il periodo 2021‑2027.

Pur avendo innalzato le proprie ambizioni ambientali con iniziative come il Green Deal europeo, ma con notevoli passi indietro nel secondo mandato di Ursula von der Leyen alla guida della Commissione, Madrid sostiene che obiettivi ambiziosi richiedono strumenti finanziari dedicati per tradurre le politiche in risultati concreti.

Una linfa vitale per la biodiversità e il ripristino della natura

Dal 1992 il fondo ambientale dell’UE, LIFE, è diventato il principale strumento di finanziamento dell’Unione per l’azione in campo ambientale e climatico, sostenendo oltre seimila progetti e mobilitando più di 12 miliardi di euro di investimenti.

Nel 2028 i conservazionisti della Penisola Iberica hanno festeggiato il recupero della lince iberica, che non è più classificata come "in pericolo" dall’Unione internazionale per la conservazione della natura.

La popolazione di questo felino di media taglia, endemico della Penisola Iberica, è passata da 62 esemplari nel 2001 a oltre duemila grazie ai programmi di riproduzione e reintroduzione sostenuti da LIFE.

Tra gli altri interventi a favore di natura e biodiversità figurano il ripristino e la gestione degli habitat delle pianure alluvionali del Danubio, la riduzione dell’inquinamento atmosferico tramite riforestazione urbana e la gestione e il recupero delle zone umide mediterranee come pozzi di assorbimento del carbonio per intrappolare la CO2 proveniente dall’atmosfera.

Annacquare il programma LIFE

La controversia nasce nel pieno dei negoziati sul piano di bilancio settennale dell’UE, mentre le proposte per semplificare la spesa europea potrebbero portare a inglobare il programma LIFE in strumenti di finanziamento più ampi, inclusa l’ipotesi di un futuro Fondo europeo per la competitività.

Il documento sottolinea lo status unico di LIFE, unico strumento finanziario dell’UE dedicato esclusivamente agli obiettivi ambientali e climatici. La sua struttura copre la biodiversità, le iniziative di economia circolare, l’azione per il clima e i progetti di transizione energetica, consentendogli di affrontare sfide ambientali interconnesse all’interno di un unico quadro.

I sostenitori di LIFE ritengono che il suo successo derivi non solo dai finanziamenti, ma anche dalla capacità di favorire la cooperazione tra autorità nazionali, regionali e locali.

Nel corso degli anni, afferma la Spagna, LIFE ha rafforzato le competenze tecniche, incoraggiato lo scambio di buone pratiche tra i paesi dell'UE e permesso di testare e replicare su larga scala soluzioni ambientali innovative.

Senza questo approccio concreto, avverte Madrid, il divario tra le ambizioni delle politiche europee e la loro attuazione sul terreno rischia di ampliarsi.

La controproposta del Parlamento

La posizione della Spagna rispecchia le preoccupazioni espresse dalla commissione Ambiente del Parlamento europeo, che ha sottolineato l’importanza di mantenere uno strumento di finanziamento specifico per l’ambiente.

Martedì gli eurodeputati hanno approvato un testo che impone ai Paesi dell’UE di rispettare obiettivi in materia di clima, ambiente e biodiversità quando elaborano i propri piani nazionali. Il sostegno trasversale rispecchia le precedenti posizioni del Parlamento e si oppone alla proposta della Commissione di eliminare un obiettivo specifico per la natura.

"L’integrazione di azioni di tipo LIFE in uno strumento più ampio non deve diluirne la natura strategica, la stabilità della programmazione a lungo termine né il sostegno alla società civile", si legge in un parere approvato martedì da 54 eurodeputati contro 16.

"Sono necessarie linee di bilancio dedicate, una programmazione pluriennale delle attività, garanzie di finanziamento e di governance per preservare il valore aggiunto di LIFE, come i progetti strategici per la natura".

La deputata Ana Vasconcelos (Renew/Portogallo) ha definito "molto controverso" il tentativo di smantellare LIFE, ma ha aggiunto che, nonostante il gruppo di centrodestra del Partito popolare europeo avesse avviato negoziati per annacquare i fondi ambientali, "alla fine il Ppe è riuscito a sostenere il dossier".

"Il Ppe nella commissione del Parlamento è diverso dal Ppe come gruppo politico», ha aggiunto Vasconcelos.

Faustine Bas-Defossez, direttrice delle politiche presso l’ONG European Environmental Bureau, ha esortato il Consiglio, che rappresenta gli Stati membri dell’UE, a ripristinare LIFE come fondo autonomo per il periodo 2028‑2034 e a garantire robusti finanziamenti per clima e natura nel prossimo bilancio europeo.

"Accogliamo con favore l’iniziativa della Spagna di aprire un dibattito sul futuro di LIFE. In un momento in cui l’Europa affronta l’ennesima ondata di calore estrema e gli impatti climatici stanno diventando la nuova normalità, indebolire uno dei programmi ambientali più efficaci dell’UE sarebbe un passo nella direzione sbagliata".

Beate Aikens, responsabile senior delle attività di advocacy presso l’ONG ambientale WWF EU, ha affermato che il sostegno a LIFE rimane fermo trasversalmente ai gruppi politici.

"Gli eurodeputati sono concordi nel riconoscere che indebolire uno degli strumenti più efficaci dell’UE per ottenere risultati concreti per l’ambiente, le comunità locali e le imprese non è un’opzione", ha aggiunto Aikens.

Consiglio e Parlamento stanno proseguendo i negoziati sul prossimo bilancio pluriennale dell’UE, in particolare sui fondi europei per la coesione economica, sociale e territoriale. Sia la Spagna sia la commissione Ambiente del Parlamento sperano che queste risorse nazionali possano compensare la riduzione dei fondi ambientali proposta dalla Commissione.

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