Newsletter Newsletters Events Eventi Podcasts Video Africanews
Loader
Seguiteci
Pubblicità

Ucraina e Moldova aprono il primo cluster di capitoli negoziali per l'adesione all'Unione europea

La presidente moldava Maia Sandy, a sinistra, e il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy, a destra
La presidente moldava Maia Sandu, a sinistra, e il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy, a destra Diritti d'autore  AP/Ukrainian Presidential Press Office
Diritti d'autore AP/Ukrainian Presidential Press Office
Di Mared Gwyn Jones
Pubblicato il
Condividi Commenti Segui Euronews su Google
Condividi Close Button

In quello che la commissaria Ue all’allargamento Marta Kos ha definito 'Mega Monday', Ucraina e Moldova hanno sbloccato l'apertura del primo cluster di capitoli per l'adesione all'Unione europea, dopo due anni di stallo dovuto al veto dell'Ungheria

Ucraina e Moldova hanno aperto lunedì a Lussemburgo la prima fase dei negoziati per l’adesione all’Unione europea, ponendo fine a un blocco politico di due anni dovuto all’opposione del precedente governo ungherese all’avvio dei colloqui con Kiev.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

"È una tappa storica per il mio Paese", ha dichiarato lunedì a Euronews la vicepremier della Moldova, Cristina Gherasimov. "È anche un segnale forte per noi: l’Ue si sta preparando ad accogliere nuovi Stati membri".

Definendo i colloqui il "passo più importante" nel percorso di adesione di Ucraina e Moldova da quando, nel 2023, è stato loro riconosciuto lo status di Paesi candidati, la commissaria europea all’Allargamento Marta Kos ha dichiarato lunedì ai giornalisti di essere "fiduciosa" che entrambi i Paesi riusciranno a mantenere lo slancio e ad aprire il prossimo mese le restanti cinque fasi – i cosiddetti "cluster" – dei negoziati.

L'apertura formale dei negoziati nel 2024 e il veto di Budapest sull'adesione di Kiev

Entrambi i Paesi hanno presentato la domanda di adesione all’Ue dopo l’invasione russa su larga scala dell’Ucraina e, nel giugno 2024, i leader europei hanno deciso all’unanimità di aprire i negoziati di adesione sia con Kiev sia con Chişinău.

L’allora primo ministro ungherese Viktor Orbán ha però bloccato i progressi ponendo il veto sui colloqui con l’Ucraina, sostenendo di essere preoccupato per i diritti della minoranza ungherese nella regione ucraina della Transcarpazia. Kiev e Chişinău sono state «accoppiate» nel processo di adesione, il che significa che il veto ungherese sull’Ucraina ha frenato indirettamente anche l’avanzamento della Moldova.

Il nuovo governo guidato da Péter Magyar ha nel frattempo raggiunto un accordo con Kiev per garantire i diritti e le libertà della minoranza ungherese in Ucraina, che ha spianato la strada all’avvio lunedì della prima fase dei colloqui.

Tuttavia, lunedì la ministra degli Esteri ungherese Anita Orbán ha avvertito che il "rispetto e l’attuazione" dell’intesa raggiunta di recente tra Kiev e Budapest "sono una condizione fondamentale nel processo di integrazione europea dell’Ucraina", un chiaro promemoria del fatto che la strada verso l’adesione all’Ue potrebbe essere costellata di ostacoli.

La spinta ad aprire prima dell’estate gli altri cinque cluster tematici potrebbe rivelarsi altrettanto delicata sul piano politico. Implicherebbe infatti preparare l’integrazione di Ucraina e Moldova nel principale programma europeo di sostegno agricolo, la Politica agricola comune (PAC), una prospettiva cui Paesi come Polonia e Francia potrebbero opporsi.

Kos: processo di allargamento è la politica estera più importante per Ue

I due anni di limbo per l’Ucraina hanno spinto la Commissione europea e Kiev a proseguire comunque il lavoro tecnico sulle riforme necessarie, nonostante il veto dell’Ungheria, nel quadro di un processo definito "front‑loading".

Fa parte degli sforzi per accelerare l’adesione dell’Ucraina, che il presidente Zelensky ha presentato come una garanzia di sicurezza essenziale per il Paese nel dopoguerra.

In una dichiarazione della presidenza cipriota del Consiglio dell’Ue, che ha guidato i preparativi per i colloqui, l’adesione è stata definita "una garanzia di sicurezza e un ampliamento dello spazio europeo di sicurezza, stabilità e prosperità", sottolineando che l’allargamento è una "necessità geopolitica" in tempi di "sconvolgimenti".

Lunedì Kos ha definito il processo di allargamento "la politica estera più importante dell’Unione europea", aggiungendo che negli ultimi 16 mesi si sono registrati più progressi nel rilancio di questa politica che nei precedenti 15 anni.

Kos sostiene inoltre iniziative per modificare il processo di adesione così da accogliere più rapidamente l’Ucraina, ad esempio attraverso una forma di adesione "leggera" che permetterebbe a Kiev di entrare nel blocco senza pieni diritti di voto.

Alcune delle proposte emerse, come la visione del cancelliere tedesco Friedrich Merz per una cosiddetta "adesione associata", sono però state rapidamente respinte sia dai diplomatici europei sia dallo stesso Zelensky.

Kos ha spiegato lunedì ai giornalisti che non può esserci "un’adesione a metà o a un quarto", ma che esistono "molte opzioni per ciò che possiamo fare nel campo dell’integrazione graduale", che potrebbe consentire ai Paesi di entrare nel blocco per fasi, ottenendo progressivamente l’accesso ai principali diritti di voto e ai programmi di finanziamento.

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti Segui Euronews su Google

Notizie correlate

Attacco russo incendia monastero a Kiev patrimonio UNESCO

Paesi Ue trovano l'accordo per sbloccare i negoziati di adesione con Ucraina e Moldova

Ucraina e Moldova aprono il primo cluster di capitoli negoziali per l'adesione all'Unione europea