Newsletter Newsletters Events Eventi Podcasts Video Africanews
Loader
Seguiteci
Pubblicità

Dossier aperti in vista del vertice NATO ad Ankara: cosa vuole Atene da Turchia, Libia e Cipro

Gerapetritis-Fidan
Gerapetritis-Fidan Diritti d'autore  Copyright 2024 The Associated Press. All rights reserved
Diritti d'autore Copyright 2024 The Associated Press. All rights reserved
Di Foteini Doulgkeri
Pubblicato il
Condividi Commenti Segui Euronews su Google
Condividi Close Button

Atene entra in una fase di intensa attività diplomatica. Massima attenzione sulle relazioni greco-turche, la Libia, la questione cipriota e gli sviluppi in Medio Oriente in vista del vertice Nato ad Ankara previsto il 7 e 8 luglio

Atene resta in una fase di attesa rispetto al disegno di legge in preparazione sulla «Patria Blu», preparandosi a diversi possibili scenari, come ha ribadito durante il briefing con i corrispondenti diplomatici la portavoce del ministero degli Esteri, Lana Zochiou.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Mavi Vatan o Blue Homeland è il nome della dottrina turca di politica estera riguardante il controllo del Mediterraneo Orientale. Nello specifico fa riferimento a un disegno di ridefinizione delle Zone Economiche Esclusive di Grecia e Turchia, a favore di quest’ultima, in modo da avere sovranità e controllo su una maggiore porzione di mare, nel Mar Nero, nell’Egeo e nel Bacino Levantino.

Zochiou ha sottolineato che, durante l’incontro del ministro degli Esteri Giorgos Gerapetritis con il suo omologo turco Hakan Fidan a margine del vertice del Processo di cooperazione dell’Europa sud‑orientale (SEECP) nei giorni scorsi, sono stati esaminati gli sviluppi regionali e le relazioni transatlantiche in vista del prossimo vertice della NATO ad Ankara. Al centro dei colloqui sono stati anche gli sviluppi in Medio Oriente e nel Mediterraneo orientale, oltre alla questione cipriota.

Secondo la portavoce del ministero degli Esteri, le due parti hanno concordato di mantenere aperti i canali di comunicazione, in un momento in cui l’instabilità regionale rende ancora più necessaria la prosecuzione del dialogo.

Riferendosi alla relazione del Parlamento europeo sulla Turchia, la signora Zochiou ha affermato che Atene ritiene che il testo descriva in modo obiettivo la situazione attuale nel Paese vicino.

Come ha osservato la portavoce, la reazione del ministero degli Esteri turco conferma le note divergenze di approccio tra Bruxelles e Ankara.

Atene, da parte sua, sottolinea che il percorso europeo della Turchia è direttamente legato al rispetto dei principi e dei valori dell’Unione europea. «Anche noi vogliamo che ci sia piena stabilità e calma per quanto riguarda la Turchia, ma parte di questo equilibrio deve necessariamente essere il fatto che non minacci di guerra Stati membri dell’Unione europea e che, in quanto Paese candidato, si allinei alle scelte di politica estera dell’Unione europea. Sia le conclusioni del Consiglio europeo sia le relative relazioni del Parlamento europeo sono del tutto chiare e non lasciano spazio a contestazioni», ha sottolineato.

Fonti diplomatiche stimano che il vertice della NATO possa rappresentare una tappa importante per i contatti tra Grecia e Turchia, poiché a margine non si escludono nuove consultazioni politiche in una fase in cui la sicurezza in Medio Oriente e nel Mediterraneo orientale incide sull’intera agenda dell’Alleanza. La portavoce del ministero degli Esteri, rispondendo a una domanda, ha comunque precisato che al momento non è stato fissato alcun incontro per il ministro degli Esteri.

Come si evolve la questione cipriota in line con gli sforzi dell’ONU

Per quanto riguarda la questione cipriota, Zochiou ha ribadito che la Grecia sostiene pienamente gli sforzi del segretario generale dell’ONU António Guterres per rilanciare il processo di soluzione del problema.

In questo contesto si inserisce anche l’incontro di Giorgos Gerapetritis con la rappresentante personale del segretario generale per Cipro, María Ángela Holguín Cuéllar, che prosegue i suoi contatti con tutte le parti coinvolte.

La parte greca ha riaffermato la propria posizione a favore di una soluzione globale sulla base di una federazione bizonale e bicomunale, in linea con le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU e con l’acquis comunitario. Parallelamente, Atene ritiene importante mantenere la mobilità registrata negli ultimi due anni, così da creare le condizioni per la ripresa dei negoziati sotto l’egida delle Nazioni Unite.

Atene in Libia punta a rafforzare i contatti con Tripoli e con Bengasi

Atene attribuisce particolare importanza alla Libia e punta a mantenere stretti canali di comunicazione sia con il governo internazionalmente riconosciuto di Tripoli sia con la parte della Libia orientale. In questo quadro, il 15 giugno il ministro degli Esteri Giorgos Gerapetritis ha incontrato ad Atene il vice capo del Comando generale dell’Esercito nazionale libico, Saddam Haftar, in occasione della sua prima visita nella capitale greca.

L’incontro è seguito alla seconda visita del ministro greco degli Esteri a Bengasi lo scorso marzo e, secondo la parte greca, ha confermato la volontà comune di approfondire ulteriormente le relazioni con la Libia orientale. Al centro dei colloqui sono stati la cooperazione economica e gli investimenti, con enfasi sui settori dell’energia e delle costruzioni, nonché la prospettiva di un collegamento aereo diretto tra Atene e Bengasi, giudicato in grado di rafforzare sensibilmente le relazioni commerciali e imprenditoriali tra le due parti.

Tema centrale dei colloqui è stato anche quello migratorio. Le due parti hanno concordato di intensificare la cooperazione per ridurre i flussi verso Creta e Gavdos e hanno discusso la prosecuzione dei programmi di formazione per il personale della guardia costiera libica in Grecia. Parallelamente, Giorgos Gerapetritis ha ribadito la posizione di Atene a favore di una soluzione politica alla crisi libica, senza ingerenze esterne e nel pieno rispetto della sovranità del Paese.

La portavoce del ministero degli Esteri ha confermato che i colloqui tecnici sulla delimitazione delle zone marittime proseguono esclusivamente con il governo internazionalmente riconosciuto di Tripoli. Ha chiarito che sia il primo sia il secondo ciclo di colloqui si sono svolti con la stessa composizione e senza la partecipazione di funzionari della Libia orientale.

Allo stesso tempo, Atene mantiene canali di comunicazione aperti con Bengasi. Il recente incontro di Giorgos Gerapetritis con Saddam Haftar, così come i contatti della vice ministra degli Esteri Alexandra Papadopoulou con il segretario generale dell’Esercito nazionale libico, generale al‑Tamini, si inseriscono in questa strategia.

Secondo la signora Zochiou, i funzionari della Libia orientale vengono informati sull’andamento dei colloqui con Tripoli, elemento che riflette il tentativo di Atene di mantenere il contatto con entrambi i centri di potere della realtà libica divisa.

In tutte le sue interlocuzioni, la parte greca ha ribadito che il memorandum turco‑libico del 2019 è «illegale, inesistente e nullo», in quanto viola il diritto internazionale del mare e non produce effetti giuridici. Nei colloqui con Bengasi sono stati affrontati anche i temi della cooperazione bilaterale, della lotta alla migrazione irregolare e delle zone marittime, mentre Atene sottolinea costantemente il proprio ruolo di interlocutore affidabile sia all’interno dell’Unione europea sia presso le Nazioni Unite.

Secondo la portavoce del ministero degli Esteri, il prossimo ciclo di colloqui tecnici tra Grecia e Libia dovrebbe svolgersi ad Atene nel prossimo periodo, anche se non è stata ancora fissata una data precisa. La diplomazia greca considera il mantenimento di questo processo uno strumento cruciale per promuovere la delimitazione delle zone marittime sulla base del diritto internazionale, in una fase in cui gli equilibri geopolitici nel Mediterraneo orientale restano particolarmente fluidi.

Qual è la posizione greca su Medio Oriente e Gaza

La portavoce del ministero degli Esteri ha fatto riferimento anche all’accordo tra Stati Uniti e Iran, che la Grecia accoglie con favore come un importante sviluppo diplomatico in grado di contribuire alla stabilità dell’intera regione.

Parallelamente, è stata sottolineata con forza la necessità di ripristinare la libertà di navigazione nello stretto di Hormuz, uno sviluppo strettamente legato alla sicurezza energetica e alla stabilità dei mercati internazionali.

Infine, Zochiou ha ricordato che, su iniziativa della Grecia e con il sostegno di tutti i membri eletti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, si tiene una riunione straordinaria sulla situazione umanitaria a Gaza. La posizione greca resta orientata a garantire l’ininterrotta fornitura di aiuti umanitari ai civili e alla ricerca di una soluzione politica sostenibile che porti alla soluzione dei due Stati.

Atene sembra entrare in un periodo di intensa attività diplomatica, con i rapporti greco‑turchi, la Libia, la questione cipriota e gli sviluppi in Medio Oriente a costituire il quadro principale delle iniziative greche nel prossimo periodo.

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti Segui Euronews su Google

Notizie correlate

Turchia, interferenze contro aerei dei ministri della Difesa di Grecia, Francia e Paesi Bassi

Dichiarazione congiunta di Grecia, Cipro, Italia, Malta sulla prevenzione della crisi migratoria

Energia, stabilità della Libia e sicurezza nel Sahel: Meloni si coordina con Dbeibeh e Rubio a Roma