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Italia, meno espatri e meno sbarchi: i dati Istat riaccendono lo scontro con la Spagna sui migranti

Una nave con a bordo circa 700 migranti entra nel porto siciliano di Catania, mercoledì 12 aprile 2023
Una nave con a bordo circa 700 migranti entra nel porto siciliano di Catania, mercoledì 12 aprile 2023 Diritti d'autore  AP Photo
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Di Euronews
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Il nuovo rapporto sulle migrazioni interne e internazionali della popolazione residente in Italia evidenzia un calo degli espatri, sia di italiani che di cittadini stranieri. Dopo la crisi a Ceuta e lo scontro con la Spagna, Il Viminale ha pubblicato i dati sugli sbarchi e i rimpatri

Nel 2025 diminuiscono gli italiani che scelgono di trasferirsi all'estero, mentre cala anche il numero degli ingressi di cittadini stranieri. È il quadro che emerge dal nuovo rapporto Istat sulle migrazioni interne e internazionali, diffuso lunedì, che fotografa un Paese in cui la mobilità cambia volto: meno partenze verso l'estero, più spostamenti all'interno dei confini nazionali e un saldo migratorio che resta positivo grazie soprattutto alla componente straniera.

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Numeri che arrivano in un momento di forte tensione politica sul fronte dell'immigrazione. La crisi esplosa a Ceuta e la decisione del governo italiano di sospendere temporaneamente l'applicazione di Schengen nei confronti della Spagna hanno infatti innescato uno scontro tra Roma e Madrid, con accuse reciproche sulla gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo e lungo la rotta occidentale.

Calano gli espatri degli italiani dopo il record del 2024

Nel 2025 gli espatri di cittadini italiani sono stati 109 mila, il 22,7 per cento in meno rispetto ai 141 mila registrati nel 2024, quando era stato toccato il livello più alto degli ultimi anni. Di conseguenza il saldo migratorio negativo degli italiani migliora, passando da meno 83 mila a meno 53 mila persone.

Secondo l'Istat, il calo è dovuto anche alle nuove regole più rigide per l'iscrizione all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE), che hanno contribuito a ridurre le registrazioni degli espatri.

Gli ingressi complessivi dall'estero scendono invece da 452 mila a 440 mila unità. In particolare diminuiscono gli arrivi di cittadini stranieri, passati da 393 mila a 383 mila (-2,5 per cento), mentre calano leggermente anche i rimpatri degli italiani, da 58 mila a 56 mila.

Sono gli stranieri a mantenere positivo il saldo migratorio

Nonostante il lieve rallentamento degli ingressi, sono ancora i cittadini stranieri a sostenere il saldo migratorio positivo dell'Italia. Rappresentano infatti oltre l'87 per cento delle immigrazioni dall'estero e il saldo complessivo sale da più 263 mila a più 296 mila persone.

Il risultato non dipende da un aumento degli arrivi, ma dalla forte riduzione delle uscite di cittadini stranieri dall'Italia, diminuite del 26,5 per cento.

Dal punto di vista geografico, diminuiscono soprattutto gli ingressi provenienti dal Sud America (-15,7 per cento) e dai Paesi europei (-12,6 per cento), mentre crescono del 18,6 per cento quelli provenienti dall'Asia.

Il Sud continua a perdere residenti

Parallelamente cresce la mobilità interna. Nel 2025 sono stati registrati un milione e 455 mila trasferimenti di residenza, oltre 70 mila in più rispetto all'anno precedente.

A beneficiare maggiormente degli spostamenti sono ancora le regioni del Centro-Nord. Il Nord-Est registra un saldo migratorio interno positivo di 1,6 residenti ogni mille abitanti, il Nord-Ovest di 1,3 per mille e il Centro di 0,5 per mille.

Il Mezzogiorno continua invece a perdere popolazione. I flussi verso il Centro-Nord provengono soprattutto da Campania, Sicilia e Puglia, mentre Basilicata e Calabria registrano i tassi di emigrazione interna più elevati. Matera è la provincia con il saldo peggiore dell'intero Paese.

La Lombardia resta una delle principali destinazioni per chi lascia il Sud, ma il primato degli arrivi spetta ancora all'Emilia-Romagna, seguita dal Lazio.

Sbarchi in forte calo nel 2026, aumentano i rimpatri

I dati Istat si affiancano a quelli diffusi dal Viminale sull'andamento degli sbarchi nel 2026, proprio mentre il tema migratorio domina il confronto politico europeo.

Dal 1° gennaio al 3 agosto sono arrivati via mare in Italia 16.666 migranti, meno della metà rispetto ai 36.935 registrati nello stesso periodo del 2025. Il dato conferma la forte diminuzione rispetto ai picchi degli ultimi anni: nel 2025 gli sbarchi complessivi erano stati 66.316, praticamente in linea con il 2024 (66.617), mentre nel 2023 avevano superato quota 157 mila.

Crescono invece i rimpatri. Dal 1° gennaio al 30 luglio 2026 sono stati eseguiti 5.081 rimpatri, di cui 4.386 forzati e 695 volontari assistiti, contro i 3.837 dello stesso periodo del 2025.

Le principali nazionalità delle persone sbarcate quest'anno sono Bangladesh, Somalia, Algeria, Sudan e Pakistan.

Lo scontro politico tra Italia e Spagna infiamma il dibattito europeo

L'andamento dei flussi arriva mentre Roma e Madrid si accusano reciprocamente di favorire la pressione migratoria alle frontiere europee.

Il governo italiano sostiene che la crisi esplosa a Ceuta dimostri come la gestione spagnola della frontiera occidentale stia producendo effetti sull'intero sistema Schengen e chiede un maggiore controllo dei confini esterni dell'Unione europea. Da qui la decisione di sospendere temporaneamente l'applicazione di Schengen nei confronti della Spagna, presentata dall'esecutivo come una misura eccezionale di sicurezza.

Madrid respinge però le accuse e ribalta la responsabilità sull'Italia, sostenendo che il problema riguardi la gestione complessiva delle rotte del Mediterraneo e chiedendo una risposta europea condivisa anziché iniziative unilaterali.

I nuovi dati sembrano offrire argomenti a entrambe le parti. Da un lato gli sbarchi in Italia risultano in netto calo rispetto agli ultimi anni, elemento rivendicato dal governo come prova dell'efficacia della linea adottata. Dall'altro, la pressione migratoria resta elevata lungo altre frontiere dell'Unione, alimentando un confronto sempre più acceso tra gli Stati membri su controlli, redistribuzione dei richiedenti asilo e rimpatri.

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