La Guardia Civil, l'Ertzaintza e i Mossos d'Esquadra hanno arrestato in Guipúzcoa un 17enne, ritenuto principale referente in Spagna della rete 764, accusata di reclutare e sfruttare minori con minacce e manipolazione psicologica
Un'operazione congiunta della Guardia Civil, dell'Ertzaintza e dei Mossos d'Esquadra si è conclusa a Guipúzcoa con l'arresto di un diciassettenne di nazionalità spagnola. Le tre forze di sicurezza lo considerano il principale punto di riferimento in territorio nazionale della rete 764, un'organizzazione che, secondo l'indagine, da mesi genera allarme sociale attraverso minacce rivolte a centri educativi, comuni, biblioteche e altre entità pubbliche e private.
Tra gennaio e aprile di quest'anno, il giovane avrebbe inviato numerosi messaggi in cui annunciava sparatorie e attacchi armati. Nessuno è stato portato a termine, ma è bastato perché diversi organismi attivassero protocolli di sicurezza straordinari.
In alcuni di questi messaggi, secondo le fonti di polizia, l'autore sosteneva che avrebbe trasmesso in diretta gli attacchi per permettere agli altri membri dell'organizzazione di seguirli. Sono oggetto di indagine anche minacce contro un noto centro di svago e contro diverse persone a titolo individuale.
Gli accessi e le perquisizioni sono stati effettuati il 16 luglio in due abitazioni di Guipúzcoa collegate all'indagato, una volta ottenute le autorizzazioni giudiziarie necessarie. Gli agenti hanno sequestrato dispositivi elettronici, supporti di memoria e documentazione che ora viene analizzata. Il fermato è stato posto a disposizione dell'autorità giudiziaria ed è sottoposto a una misura di internamento in un centro specializzato, sotto la direzione della Sezione Minori del Tribunale di istanza di Donostia.
Che cos'è la rete 764 e come agiva in Spagna
La rete 764 è nata negli Stati Uniti e deve il suo nome alle prime tre cifre del codice postale di Stephenville, in Texas, città d'origine del suo fondatore. Col tempo è passata dall'essere una comunità marginale in forum su internet a diventare una struttura presente in diversi Paesi, collegata a reati come la sextorsione, la diffusione di materiale di sfruttamento sessuale dei minori, l'istigazione all'autolesionismo, la circolazione di contenuti di violenza estrema e il maltrattamento di animali. Il Canada l'ha classificata come organizzazione terroristica e vari Paesi mantengono indagini aperte sulla sua attività.
Nel caso spagnolo, l'indagine ha individuato inoltre l'uso di tecniche tipiche di queste comunità, come lo swatting, il doxing e il furto di identità, utilizzate per indicare falsamente come coinvolte persone estranee ai fatti, al fine di provocare interventi della polizia, creare situazioni di rischio e sviare l'attenzione degli inquirenti. Almeno due persone, una nel Paese Basco e un'altra in Catalogna, hanno subito campagne di molestie generate da queste pratiche.
Le indagini hanno rivelato anche che il fermato partecipava a spazi digitali in cui si esercitava manipolazione psicologica su minori e giovani vulnerabili, con dinamiche di umiliazione, costrizione all'autolesionismo e sottomissione alla volontà di chi adescava le vittime. Le immagini e i video ottenuti in questo modo venivano poi diffusi all'interno della comunità come forma di controllo sugli stessi interessati.
La prevenzione, il principale strumento di difesa
Gli investigatori sottolineano che organizzazioni come la rete 764 cercano attivamente minori sui social network, nelle applicazioni di messaggistica e sulle piattaforme di videogiochi. Il primo contatto di solito si presenta come un'amicizia o un'affinità di interessi e solo con il tempo si trasforma in manipolazione, ricatto e isolamento della vittima rispetto al suo ambiente.
Per questo motivo le autorità raccomandano a famiglie ed educatori di mantenere un atteggiamento vigile di fronte a segnali come richieste di fotografie private, conversazioni che il minore nasconde, proposte di autolesionismo o pressioni per partecipare a sfide degradanti.
Un dialogo tempestivo con la famiglia, il centro educativo o le forze di sicurezza continua a essere, secondo i responsabili dell'indagine, il meccanismo più efficace per evitare che un adolescente finisca intrappolato in questo tipo di reti.