Il Comandante operativo di vertice interforze (Covi) è intervenuto davanti alle Commissioni congiunte Esteri e Difesa di Senato e Camera nell’ambito dell’esame dei provvedimenti sulle missioni internazionali: la piena operatività della nostra batteria Samp/t in Turchia è prevista per il 3 luglio
Dal 3 luglio sarà operativa una batteria anti missile italiana a difesa del summit Nato di Ankara. A darne notizia mercoledì 1 luglio è stato il Comandante operativo di vertice interforze (Covi) Giovanni Maria Iannucci in audizione davanti alle Commissioni congiunte Esteri e Difesa di Senato e Camera nell’ambito dell’esame dei provvedimenti sulle missioni internazionali.
"Forniamo su richiesta il sistema di difesa aerea e missilistica Samp/T come è avvenuto ad esempio in Slovacchia nel 2024, in Lituania nel 2025 e più di recente in Estonia. In Estonia è stato schierata la nostra batteria Samp/T fino a marzo del 2026 e in Turchia dove la piena operatività della batteria è prevista per il 3 luglio".
E ha specificato: "Tutto questo è anche connesso alla maggiore sicurezza che sarà necessaria per il vertice della Nato che si terrà proprio tra pochi giorni ad Ankara".
Il Samp/T a cui ha fatto riferimento il generale è lo stesso che, ai primi di giugno, nell’ambito del piano di Difesa permanente della Nato, era stato schierato in una base militare di Konya, nell’Anatolia centrale.
Di recente il ministro della Difesa di Ankara, Yasar Gule ha detto che la Turchia sta valutando "tutte le opzioni per soddisfare le sue necessità nel campo della difesa, incluso il potenziale acquisto del sistema missilistico terra aria franco-italiano Samp/T e lo statunitense Patriot, dopo che sistemi di questo tipo sono stati recentemente schierati nel Paese nell’ambito del programma di Difesa della Nato".
Cos'è lo scudo antimissile franco-italiano Samp/T
Il Samp/T (acronimo di Sol-Air Moyenne-Portée/Terrestre) è un sistema di difesa antiaerea e antimissile a medio e lungo raggio di ultima generazione. È stato sviluppato dal consorzio europeo Eurosam, formato dalle aziende MBDA (Francia e Italia) e Thales.
In Italia, dove viene chiamato Mamba dall’Esercito Italiano, rappresenta il pilastro fondamentale della difesa dello spazio aereo nazionale e dell’Alleanza atlantica contro minacce sofisticate.
I paesi partner, tra cui l’Italia, hanno avviato lo sviluppo della nuova generazione, denominata SAMP/T NG (New Generation). Questa versione introduce radar decisamente più potenti (come il Kronos Grand Mobile High Power di Leonardo per l’Italia) e la nuova versione del missile, l’Aster 30 B1 NT (New Technology).
Questo aggiornamento permetterà di agganciare e distruggere missili balistici più veloci e a raggio d’azione più ampio (fino a 600 km), oltre a contrastare le nuove minacce ipersoniche.
Cos'ha detto il generale sul possibile sminamento dello stretto di Hormuz
L’intervento del generale Iannucci è stata l’occasione anche per farsi un’idea del tipo di intervento che i cacciamine italiani sarebbero chiamati a effettuare nel caso in cui il parlamento dovesse dare il via libera al loro coinvolgimento in un’operazione promossa da più Paesi nell’area, una volta raggiunta una tregua stabile tra Usa e Iran.
"La stima è che siano decine di mine nello stretto di Hormuz - ha affermato il generale -, questo richiederà un impegno di circa di un paio di mesi: si tratta di mine sofisticate ed evolute che richiedono capacità e competenze non a disposizione di tutti i Paesi".
Per Iannucci "la prospettiva di una missione multinazionale per lo sminamento di Hormuz è di consentire la partecipazione anche ad attori non europei e regionali", e ha specificato che i cacciamine italiani sono attualmente a Gibuti.
Qual è l'impegno della Difesa italiana nelle missioni internazionali per il 2026
Nel complesso la Difesa, ha continuato Iannucci, prevede per il 2026 un impegno in 40 missioni e operazioni internazionali, con una forza media di circa 7.500 unità e un contingente massimo autorizzato di 11.900 militari.
Delle 40 missioni e operazioni previste, 26 saranno sotto egida di organizzazioni internazionali e 14 su base bilaterale o all’interno di coalizioni.
Tutela della libera navigazione dal Golfo di Aden al Canale di Suez
Gli scenari di instabilità regionale, ha sottolineato il comandante del COVI, impongono la salvaguardia delle infrastrutture critiche e della libera navigazione, essenziale per il movimento delle merci e per la tutela dell’economia italiana.
L’area di riferimento, ha spiegato, va dal Golfo di Aden al Canale di Suez. Nel 2025, ha ricordato Iannucci, la minaccia persistente ha avuto un impatto sulla logistica e sulla competitività dei porti italiani.