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Meloni accoglie Takaichi a Roma, l'importanza di riaprire Hormuz e la resilienza energetica

Italy's Premier Giorgia Meloni, left, receives Japan's Prime Minister Sanae Takaichi at Villa Pamphili, in Rome, Monday, June 15, 2026. (AP Photo/Gregorio Borgia)
Italy's Premier Giorgia Meloni, left, receives Japan's Prime Minister Sanae Takaichi at Villa Pamphili, in Rome, Monday, June 15, 2026. (AP Photo/Gregorio Borgia) Diritti d'autore  AP Photo
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Di Cecilia Attanasio Ghezzi
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il punto su partenariato economico, progetti di difesa come il GCAP e collaborazioni sullo spazio. Ma soprattutto una sintonia tra due donne di destra per la prima volta a capo dei rispettivi governi. L'importanza di riaprire Hormuz e del G7 di Evian

Sulla via per il G7 ad Evian e dopo aver incontrato il premier britannico Keir Starmer a Downing Street, la premier giapponese Sanae Takaichi ha incontrato lunedì 15 giugno la presidente del consiglio Giorgia Meloni nella splendida cornice romana di Villa Pamphili.

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Silvia Menegazzi, docente di relazioni internazionali e Asian Studies dell'università Luiss, commenta a Euronews che "le relazioni bilaterali tra Italia e Giappone sono in un'ottima fase" e che sicuramente "conta il rapporto speciale e l'intesa particolare tra le due premier che condividono un'affinità ideologica e di genere". Sono entrambe le prime donne a guidare i governi dei rispettivi Paesi e lo fanno entrambe da destra.

Il Giappone verrà coinvolto nello sminamento di Hormuz?

L'incontro avviene a poche ore dall'annuncio dell'accordo quadro tra Usa e Iran e Takaichi ha promesso di contribuire alla pace e alla stabilità dell'intero Medio Oriente, compresa la garanzia della libera e sicura navigazione nello stretto di Hormuz e la resilienza energetica.

Rispondendo a una domanda sulla dichiarazione congiunta di Francia, Regno unito, Germania e Italia, Takaichi ha raccontato che il Giappone ha ricevuto nella tarda serata di ieri una richiesta di aderire al documento e ha assicurato: "Ci assoceremo".

Un'affermazione che ha un particolare valore visto che la prima missione della marina militare giapponese dopo la seconda guerra mondiale fu la messa a disposizione di sei navi e circa 510 militari per sminare il Golfo persico dove gli iracheni avevano posizionato circa 1200 mine.

Era il 1991 e le operazione congiunte al largo del Kuwait prevedevano la cooperazione di Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Belgio, Italia, Germania, Paesi Bassi e Arabia Saudita.

Un piano B all'ombrello Usa, il Giappone si sta riposizionando

Sempre Menegazzi spiega ad Euronews che in Giappone è in corso un riposizionamento del governo verso a livello internazionale. "Il Giappone è molto cauto nelle sue politiche, ma ha capito che l**'ombrello statunitense** prima o poi potrebbe smettere di proteggerli. Non dico che hanno paura che questo avvenga nell'immediato futuro, ma sicuramente hanno capito che necessitano di un piano B".

E infatti la difesa resta uno dei pilastri della partnership con Italia e Regno Unito. Prosegue, infatti, la collaborazione nel campo della difesa, nel quadro del Global Combat Air Programme (GCAP), progetto che vede Italia e Giappone impegnati insieme al Regno Unito per sviluppare un caccia di sesta generazione per rafforzare la sicurezza euro-atlantica e nell’Indopacifico.

Per la docente della Luiss, il progetto è da interpretarsi "nel contesto in cui il Giappone sta cercando un ruolo maggiore nello scacchiere geopolitico". Contestualizza Menegazzi: "Per cultura l'approccio del Paese è cauto e diplomatico, ma è evidente che c'è una rinnovata volontà di trovarsi un posto in prima fila tra le grandi potenze". In questo senso, sarà anche interessante seguire le dichiarazioni di Takaichi al G7 sull'accordo quadro Usa-Iran.

Quali sono le relazioni tra Italia e Giappone

Secondo quanto Euronews appende da palazzo Chigi, l’incontro tra le premier ha persso di verificare lo stato di avanzamento delle intese concordate dai due Capi di Governo nel corso della missione del Presidente Meloni a Tokyo del 16 gennaio scorso e di individuare ulteriori iniziative di collaborazione da promuovere in vista del Vertice G20 di dicembre che si terrà a Miami.

Tali iniziative contribuiranno a consolidare il partenariato strategico bilaterale e a conseguire risultati tangibili nel 2026, anno che segnerà il 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone. Si tratta di rinnovare una fase operativa, con spazio, difesa, sicurezza economica e cooperazione industriale destinati a diventarne i principali motori

A seguito dell’elevazione delle relazioni bilaterali al rango di Partenariato Strategico Speciale, sancita nel gennaio scorso, la cooperazione tra Italia e Giappone ha registrato una significativa intensificazione in numerosi ambiti di interesse comune.

In tale contesto, il 25 e 26 maggio si è svolta a Nagoya una nuova riunione dell’Italy-Japan Business Group. Il 27 maggio si è tenuta a Tokyo la prima riunione del neoistituito Tavolo bilaterale sulla sicurezza economica, mentre il 28 e 29 maggio la capitale giapponese ha ospitato la sessione inaugurale del nuovo Dialogo intergovernativo sullo spazio.

Proprio nel settore spaziale, i due Capi di Governo hanno adottato una dichiarazione congiunta volta a rafforzare la cooperazione tra le rispettive Agenzie spaziali, promuovere nuove sinergie tecnologiche e scientifiche e favorire lo sviluppo di partenariati industriali strategici.

Qual è la bilancia commerciale tra Italia e Giappone

Resta un forte interesse reciproco a consolidare ulteriormente la cooperazione economica e commerciale. Il Giappone si conferma il terzo partner commerciale dell’Italia in Asia, nonché la seconda destinazione delle esportazioni italiane nel continente asiatico.

Nel 2025 l’interscambio commerciale ha raggiunto i 12,3 miliardi di euro, con un saldo positivo per l’Italia pari a 4,4 miliardi di euro. Nel primo trimestre del 2026 gli scambi bilaterali si sono attestati a circa 3 miliardi di euro, facendo registrare un avanzo commerciale per l’Italia di circa 1 miliardo di euro.

Significativa è inoltre la presenza del sistema imprenditoriale italiano in Giappone, dove operano 166 imprese italiane con un fatturato complessivo pari a circa 3 miliardi di euro.

Italia e Giappone verso il G7 di Evian

Il colloquio fra il Presidente Meloni e il Primo Ministro Takaichi ha offerto, infine, l’opportunità di un approfondito scambio di vedute sui principali dossier dell’agenda internazionale, anche in vista del vertice G7 di Evian.

Italia e Giappone confermeranno l’impegno comune per favorire una pace giusta e duratura in Ucraina e in Medio Oriente, per garantire la sicurezza e la stabilità dell'Indo-Pacifico, per aumentare la resilienza economica e ridurre le vulnerabilità negli approvvigionamenti di energia e materie prime critiche.

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