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Crisi migratoria a Ceuta, l'Italia valuta la sospensione di Schengen con la Spagna

Migliaia di migranti hanno raggiunto l'exclave spagnola di Ceuta negli ultimi giorni
Migliaia di migranti hanno raggiunto l'exclave spagnola di Ceuta negli ultimi giorni Diritti d'autore  Antonio Sempere/AP Photo
Diritti d'autore Antonio Sempere/AP Photo
Di Andrea Barolini
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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La presidente del Consiglio Meloni e i ministri Tajani e Salvini si sono detti favorevoli a una sospensione del Trattato di Schengen con la Spagna, che replica duramente: "Parole inappropriate, convocato l'ambasciatore italiano"

Mentre nell'exclave di Ceuta l'arrivo improvviso di migliaia di migranti provenienti dal Marocco fa temere una situazione di crisi simile a quella vissuta nel 2021, in Italia si parla di una possibile sospensione di Schengen con la Spagna.

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Benché infatti la città in questione sia situata in Africa del Nord, da Palazzo Chigi è subito rimbalzata la notizia che ipotizza lo stop al trattato - sottoscritto nel 1985 ed entrato in vigore nel 1990 - che elimina le frontiere interne tra i Paesi membri dell'Unione europea.

Poco dopo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato sui social media di "immagini impressionanti" in arrivo da Ceuta e ha confermato che l'Italia "è pronta a intervenire", non escludendo la sospensione del trattato che elimina i controlli alle frontiere interne tra i Paesi membri.

Meloni, Tajani e Salvini favorevoli al ripristino dei controlli alle frontiere interne

La leader di Fratelli d'Italia ha quindi aggiunto che "l'immigrazione clandestina fuori controllo rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza dei confini europei" e che dunque si stanno "convocando gli organismi preposti, e all'esito di queste riunioni siamo pronti a intervenire anche con strumenti straordinari per difendere i confini e la sicurezza dei cittadini, come la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna".

"Sono favorevole alla chiusura dello spazio Schengen con la Spagna", ha dichiarato da parte sua il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un messaggio sul social network X. "L’immigrazione irregolare e incontrollata - ha aggiunto - rappresenta un pericolo per la sicurezza nazionale. Le immagini che arrivano da Ceuta dimostrano come la scelta del governo di Madrid di dare la cittadinanza spagnola, quindi europea, ad oltre 500mila immigrati irregolari sia profondamente sbagliata e incentivi il traffico di essere umani".

Allo stesso modo, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha definito "doveroso" sospendere Schengen. E in un secondo messaggio su X ha attaccato allo stesso modo il governo spagnolo: "Ho affrontato anni di processo, rischiando sei anni di carcere, per aver protetto i confini del mio Paese. Sánchez no. Sospendere Schengen. Difendere i confini".

Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha da parte sua ribadito la necessità di rispettare "i diritti e la dignità" di tutti i migranti che arrivano a Ceuta, secondo quanto indicato da un suo portavoce.

Dura replica della Spagna: "Messaggio inappropriato, convocato l'ambasciatore italiano"

Immediata e particolarmente dura la replica del governo di Madrid. Il ministro degli Esteri José Manuel Albares, facendo riferimento in particolare alle parole del suo omologo Tajani, ha parlato di "messaggio inappropriato da parte del ministro degli Esteri di un Paese partner e amico, dal quale ci aspettiamo solidarietà europea e non demagogia di parte" e ha annunciato la decisione di convocare per domani l'ambasciatore italiano in Spagna.

La sospensione di Schengen è prevista dal testo stesso del trattato, che all'articolo 25 specifica in quali situazioni, e con quali modalità, sia possibile farlo. Occorre innanzitutto che sussista una "minaccia grave per l'ordine pubblico o la sicurezza interna di uno Stato membro".

In tal caso, si può "in via eccezionale" ripristinare i controlli alle frontiere interne "in tutte le parti o in parti specifiche delle sue frontiere interne per un periodo limitato della durata massima di trenta giorni o per la durata prevedibile della minaccia grave" se questa supera tale limitazione temporale.

La sospensione di Schengen è una "misura di extrema ratio"

Dal punto di vista giuridico, tuttavia, il trattato indica chiaramente il carattere di assoluta eccezionalità della sospensione, parlando apertamente di "misura di extrema ratio".

Si tratta dunque di una decisione "residuale", da adottare in altre parole in mancanza di altri strumenti disponibili. Il trattato precisa che, in ogni caso, la durata totale del ripristino del controllo di frontiera alle frontiere interne, incluse eventuali proroghe, non può essere superiore a sei mesi.

Occorre però che il governo che intende procedere alla reintroduzione dei controlli alle frontiere notifichi la decisione al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione e agli altri Stati membri. Nei casi in cui il ripristino sia programmato, è necessario farlo quattro settimane prima; qualora invece si tratta una situazione improvvisa e non prevista, il Paese è tenuto a farlo "quanto prima".

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