In un paio di settimane a Ceuta si sono registrati quasi 2.000 ingressi irregolari, persone arrivate a nuoto dal Marocco. Il governo spagnolo annuncia intervento militare, Sanchez sarà nell'exclave venerdì. l'Italia pensa a sospendere Schengen con Madrid
Si ripetono le stesse scene di anni fa sulla costa di Ceuta. Gruppi di persone raggiungono la spiaggia del Tarajal a nuoto o con l'aiuto di galleggianti, sotto lo sguardo degli agenti della Guardia Civil, che in diversi momenti si sono trovati sopraffatti dal numero di arrivi.
Almeno duemila persone sono approdate nell'exclave spagnola negli ultimi giorni, una decina già i morti, spingendo il governo di Madrid ad annunciare giovedì l'invio di soldati a Ceuta.
Lo stesso premier Pedro Sánchez sarà venerdì nella città portuale contigua territorialmente al Marocco, ha reso noto la Moncloa, accompagnato dal ministro dell'Interno, Fernando Grande-Marlaska.
Sánchez a Ceuta venerdì
In una delle sequenze più discusse, un varco vicino alla frontiera si apre e decine di persone iniziano a correre verso l'interno della città. Sulla sabbia restano le tracce della traversata: pinne, salvagenti, mute in neoprene. La maggior parte sono uomini giovani, ma tra le persone arrivate in questi giorni si contano anche donne e minori.
Il presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas, stima che negli ultimi giorni ci siano state in media circa 300 entrate al giorno via mare e avverte che la cifra continua a crescere. Negli ultimi dodici mesi oltre 60 persone sono morte tentando questa traversata.
Lo stesso dispositivo di controllo ha ceduto in alcuni punti. Dopo l'arrivo di quasi2.000 persone nell'ultima settimana, alcune centinaia che erano trattenute dalla Guardia Civil nell'area del Tarajal, uno spazio adiacente al molo dove venivano applicati i primi protocolli, sono riuscite a fuggire correndo verso la città.
La carenza di agenti in numero sufficiente spiegherebbe, secondo le fonti consultate nella zona, la difficoltà nel contenere un gruppo così numeroso.
La richiesta di emergenza nazionale e la risposta del Governo
Di fronte al continuo aumento degli ingressi, Vivas ha chiesto all'Esecutivo di dichiarare l'emergenza nazionale e assumere il comando unico nella gestione della crisi nella città autonoma. La sua richiesta include risorse aggiuntive e finanziamenti per far fronte a quello che descrive come il collasso dei servizi locali.
Il Ministero dell'Interno ha risposto inizialmente escludendo questa opzione. Secondo fonti del dicastero, la normativa statale di protezione civile non considera i flussi migratori un rischio all'interno del Sistema nazionale di protezione civile. Per questo non è possibile attivare quel meccanismo né i piani speciali a esso collegati. Il ministro Marlaska ha in programma di recarsi a Ceuta per incontrare le autorità locali e valutare la situazione sul posto.
"Il governo spagnolo è impegnato a fornire una risposta immediata alla situazione", ha scritto su X Sanchez. "Stiamo mobilitando tutte le risorse necessarie, collaborando con le autorità marocchine e internazionali e preparando le misure necessarie per ripristinare la normalità il prima possibile. È quanto ho appena comunicato al presidente della comunità autonoma di Ceuta, Juan Jesus Vivas", ha spiegato. "È il momento di trovare soluzioni, con senso di responsabilità e spirito di cooperazione".
Dal Ministero dell'Interno si sottolinea inoltre che reti di traffico di esseri umani starebbero sfruttando una recente sentenza giudiziaria per incentivare il flusso di migranti irregolari, in maggioranza giovani.
La decisione stabilisce che chi entra a nuoto, senza forzare alcun elemento fisico della recinzione, non soddisfa il requisito che consente di applicare il respingimento alla frontiera senza aprire un fascicolo individuale, il che esclude dal meccanismo di rimpatrio immediato una buona parte di coloro che attraversano oggi dal Tarajal.
Italia valuta sospensione di Schengen
Non è tardata la risposta da parte della comunità internazionale. Il governo italiano sta valutando di sospendere Schengen con la Spagna, riferiscono fonti di Palazzo Chigi. Un'uscita che sembra inserirsi nella contesa politica già partita in vista delle elezioni dell'anno prossimo, in particolare da parte della Lega.
Poco prima il segretario Matteo Salvini, aveva esortato a questa soluzione su X.
"La protezione delle frontiere esterne dell'Unione è una parte cruciale dei nostri sforzi per combattere la migrazione illegale. Siamo in contatto con le autorità competenti riguardo alla situazione in evoluzione a Ceuta", ha scritto invece sui social il commissario Ue agli Affari interni Magnus Brunner.
Il Marocco indica le organizzazioni criminali
L'ambasciata del Marocco a Madrid ha attribuito l'ingresso massiccio a organizzazioni criminali dedite alla tratta di esseri umani e al traffico illecito di migranti, e ha definito esemplare la collaborazione con la Spagna in materia migratoria. Fonti diplomatiche marocchine insistono sul fatto che i recenti tentativi di ingresso irregolare non rispondono a alcuna volontà delle autorità di Rabat di facilitare questi movimenti.
Fonti della Guardia Civil a Ceuta, però, ridimensionano la portata di questa cooperazione. Sostengono che l'aiuto della Gendarmeria marocchina sul terreno è superficiale e non basta a contenere la pressione alla frontiera, nonostante la Delegazione del Governo sostenga che da parte marocchina esista una collaborazione attiva.
Spagna e Marocco hanno concordato questo giovedì di rafforzare il coordinamento tra i due Paesi e di rivedere le procedure per accelerare, per quanto possibile, la consegna delle persone entrate illegalmente a Ceuta. Al momento non è stato fissato un calendario preciso per l'attuazione di queste misure.