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Migrazione UE, l'Unione inasprisce i controlli: chiedi come al chatbot AI Euronews

Migranti e rifugiati attendono l’aiuto dei membri della ONG spagnola Proactiva Open Arms, stipati a bordo di un gommone ormai fuori controllo nel Mar Mediterraneo.
Migranti e rifugiati aspettano l’aiuto dei membri della ONG spagnola Proactiva Open Arms, stipati su un gommone alla deriva nel Mar Mediterraneo. Diritti d'autore  AP Photo/Emilio Morenatti
Diritti d'autore AP Photo/Emilio Morenatti
Di Elisabeth Heinz
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il Patto UE su migrazione e asilo entrerà in vigore il 12 giugno. Modifica il sistema passando da controlli di frontiera più rigidi, a una politica di rimpatrio più severa. Vuoi sapere cosa prevede? Chiedilo al chatbot AI di Euronews

La fase transitoria di due anni del Patto dell’UE su migrazione e asilo si conclude il 12 giugno. I governi nazionali inizieranno presto ad applicare le nuove norme europee su migrazione e asilo.

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Il patto introduce un quadro unico e più rigido per migrazione, asilo, gestione delle frontiere e integrazione. L’obiettivo è definire un approccio più equo, coerente e sicuro alla gestione dei flussi migratori in tutto il blocco.

Le misure rafforzano le frontiere esterne, fissano procedure comuni per l’asilo, garantiscono una ripartizione degli oneri tra gli Stati membri e creano partenariati internazionali per contrastare la migrazione irregolare.

A gennaio la Commissione ha presentato la Strategia europea per la gestione di asilo e migrazione, che definisce la strategia quinquennale dell’UE in materia di migrazione, con misure sia per prevenire l’immigrazione irregolare sia per attrarre nuova forza lavoro.

Il piano comune di attuazione suddivide il patto in 10 atti legislativi per facilitarne l’applicazione da parte degli Stati membri.

Tra questi figurano il regolamento sullo screening, che introduce controlli obbligatori prima dell’ingresso, il regolamento sulla procedura di rimpatrio e di asilo, che mira a garantire procedure eque ed efficienti per decidere sulle domande di asilo, e il regolamento Eurodac, che istituisce una nuova banca dati delle impronte digitali.

Pur restando lacune nelle procedure e nelle infrastrutture, l’8 maggio la Commissione ha riferito che la maggior parte degli Stati membri ha compiuto buoni progressi nella preparazione dei sistemi nazionali in vista della piena attuazione prevista per giugno 2026.

La Commissione intende finanziare la strategia attraverso il bilancio 2028-2034, che prevede almeno 81 miliardi di euro per le politiche complessive in materia di affari interni e per lo strumento Global Europe.

Vuoi sapere in che modo le nuove regole cambieranno la gestione della migrazione nell’UE? Chiedilo al chatbot di intelligenza artificiale di Euronews!

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