In mattinata, il capo di stato maggiore britannico ha avvertito che il Paese deve rafforzare le proprie difese di fronte alle minacce della Russia, che ha invaso l'Ucraina più di quattro anni fa
Secondo le valutazioni delle intelligence occidentali, la Russia potrebbe essere in grado di attaccare un Paese della NATO entro il 2030. L’avvertimento è arrivato dal primo ministro britannico Keir Starmer, che ha sottolineato la necessità di rafforzare rapidamente le capacità difensive dell’Alleanza.
Parlando durante una visita a un produttore di droni nel sud-ovest dell’Inghilterra, Starmer ha dichiarato che le analisi dei servizi segreti britannici e di altri Paesi NATO indicano un possibile scenario di confronto diretto con Mosca entro la fine del decennio. Una valutazione che, ha precisato, rende “urgente e prioritario” l’aumento degli investimenti nella difesa.
Il premier ha annunciato che il governo britannico presenterà un piano decennale di investimenti militari prima del prossimo vertice NATO, previsto in Turchia a luglio. Il progetto, inizialmente atteso già lo scorso anno, è stato più volte rinviato per divergenze interne sui costi tra ministeri, ma ora dovrebbe essere pubblicato con copertura finanziaria garantita.
Il piano prevede un incremento della spesa militare fino al 2,5% del PIL a partire dal prossimo anno, con l’obiettivo di raggiungere il 3% nella prossima legislatura. L’obiettivo è rafforzare la capacità di deterrenza del Regno Unito insieme agli alleati.
Le preoccupazioni sul rischio di escalation sono condivise anche ai vertici militari britannici. Il capo delle forze armate ha definito l’attuale fase geopolitica “la più pericolosa degli ultimi 35 anni”, evidenziando la necessità di aumentare la prontezza operativa.
Anche il segretario generale della NATO Mark Rutte ha in passato avvertito che la Russia potrebbe essere pronta a usare la forza militare contro l’Alleanza entro cinque anni, in linea con le attuali valutazioni strategiche.
Nel frattempo, l’ex presidente statunitense Donald Trump ha più volte sollecitato i Paesi NATO ad aumentare la spesa per la difesa e a ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti per la sicurezza collettiva.
Le nuove dichiarazioni si inseriscono quindi in un contesto di crescente tensione tra Russia e Occidente, con la NATO che accelera i preparativi militari e i Paesi membri chiamati a rivedere le proprie strategie di difesa.