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Ue: 92 milioni per una rete globale di intelligence degli oceani

Pesci saraghi fasciati comuni nuotano nell'area protetta del Parco Nazionale di Porquerolles, in Francia, in vista della Conferenza ONU sugli oceani del 6 giugno 2025.
Orate bicolori comuni nuotano nell'area protetta del Parco nazionale di Porquerolles, in Francia, in vista della Conferenza ONU sugli oceani del 6 giugno 2025. Diritti d'autore  AP Photo / Annika Hammerschlag
Diritti d'autore AP Photo / Annika Hammerschlag
Di Marta Pacheco
Pubblicato il
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L’iniziativa della Commissione europea per l’osservazione degli oceani passa da ricerca marina passiva a sistema di controllo attivo, pensato per proiettare il potere occidentale e proteggere le infrastrutture critiche

La Commissione europea ha annunciato una nuova iniziativa strategica da 92 milioni di euro dedicata all’osservazione degli oceani, alla sicurezza sottomarina e allo sviluppo di tecnologie avanzate per il monitoraggio marino. Il progetto punta a rafforzare il ruolo dell’Unione europea nel settore oceanico e a consolidarne la posizione globale entro il 2035.

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Obiettivo UE: leadership nell’osservazione oceanica entro il 2035

L’iniziativa europea mira a conquistare fino al 35% del mercato mondiale delle tecnologie per l’osservazione degli oceani e delle infrastrutture marine. Il piano punta su innovazione, intelligenza artificiale e sistemi autonomi per raccogliere e analizzare dati marittimi in tempo reale.

Secondo la Commissione, si tratta di una sfida strategica che unisce ricerca scientifica, economia blu e sicurezza geopolitica.

Il ruolo della Commissione europea e della leadership UE

Il progetto è stato presentato dal commissario alla Pesca e agli Oceani Costa Kadis insieme alla commissaria alla Ricerca Ekaterina Zaharieva.

La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha sottolineato come la nuova strategia rappresenti una priorità per il futuro dell’Europa, sia in termini ambientali che di sicurezza strategica.

Sicurezza marittima UE: cavi sottomarini e infrastrutture critiche

Una parte centrale del piano riguarda la protezione delle infrastrutture sottomarine, in particolare i cavi dati che trasportano circa il 95% del traffico internet globale.

L’Unione europea considera queste infrastrutture sempre più vulnerabili a sabotaggi e minacce ibride, soprattutto in aree geopoliticamente sensibili come il Mar Baltico.

Tecnologie marine avanzate: IA, droni e sensori sottomarini

Il progetto prevede l’utilizzo di:

  • veicoli autonomi sottomarini
  • droni marini e piattaforme mobili
  • reti di sensori distribuiti
  • sistemi di intelligenza artificiale per analisi predittive

Queste tecnologie serviranno a migliorare la sorveglianza degli oceani, la prevenzione dei rischi e la gestione delle emergenze ambientali e infrastrutturali.

Sistema europeo dei dati marittimi: verso una piattaforma unica

La Commissione punta a creare un sistema centralizzato di dati marittimi, oggi frammentati tra diversi Stati membri.

L’obiettivo è sviluppare una piattaforma avanzata in grado di integrare informazioni ambientali, meteorologiche e geopolitiche, con capacità di simulazione digitale degli oceani.

Critiche e dibattito: ambiente vs sicurezza

Alcune organizzazioni ambientaliste, tra cui la ONG Seas At Risk, rappresentata da Monica Verbeek, hanno accolto con cautela l’iniziativa.

Secondo queste posizioni, la raccolta di dati non è sufficiente: è necessario tradurre le informazioni in politiche concrete per la tutela degli ecosistemi marini e per una reale riduzione dell’impatto umano sugli oceani.

La Commissione europea prevede una proposta legislativa entro fine anno per regolamentare la condivisione dei dati marittimi e definire nuovi standard tecnici.

Le norme potrebbero avere impatti anche sugli appalti pubblici e sull’accesso al mercato europeo per fornitori tecnologici internazionali, con particolare attenzione alla sicurezza della catena di approvvigionamento.

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