Newsletter Newsletters Events Eventi Podcasts Video Africanews
Loader
Seguiteci
Pubblicità

L'UE perde le speranze e frena sul divieto di servizi alle petroliere russe

Il divieto totale sui servizi marittimi è attualmente sospeso.
Il divieto totale dei servizi marittimi è attualmente sospeso. Diritti d'autore  Philippe Magoni/Copyright 2026 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Philippe Magoni/Copyright 2026 The AP. All rights reserved
Di Jorge Liboreiro
Pubblicato il
Condividi Commenti
Condividi Close Button
Copia e incolla il codice embed del video qui sotto: Copy to clipboard Link copiato!

A Bruxelles cresce il pessimismo sul divieto totale di servizi marittimi alle petroliere russe. La misura è sospesa per il mancato sostegno del G7, i timori di un caos nei mercati energetici dopo le tensioni a Hormuz e le resistenze interne di Grecia e Malta

Funzionari e diplomatici a Bruxelles sono sempre più pessimisti sulle possibilità di applicare un divieto totale ai servizi marittimi per le petroliere russe, perché fattori interni ed esterni giocano contro questa proposta ambiziosa.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

"Non succederà", ha detto senza giri di parole un diplomatico.

Il divieto è stato approvato a fine aprile nell'ambito del 20esimo pacchetto di sanzioni, pensato per colpire duramente l'economia di guerra di Mosca.

Il piano prevede lo stop a tutti i servizi legati al trasporto marittimo, compresi quelli bancari, di spedizione, di immatricolazione e assicurativi, per le navi che trasportano petrolio russo.

La misura, molto ampia, è stata però sospesa a tempo indeterminato.

Il motivo ufficiale della pausa è la volontà di arrivare a un accordo a livello G7, seguendo l'esempio del tetto al prezzo del greggio russo, adottato insieme agli alleati.

"Era il modo migliore per far capire che eravamo pronti", ha detto un altro diplomatico. "È stata una scelta voluta".

Gli altri membri del G7, però, hanno mostrato scarso o nullo entusiasmo nel seguire la stessa strada.

Gli Stati Uniti si sono mossi in direzione opposta, concedendo tre deroghe successive alle sanzioni sul petrolio russo per far fronte alle turbolenze provocate dalla crisi nello Stretto di Hormuz. Anche le recenti mosse del Regno Unito hanno sollevato perplessità a Bruxelles.

Pur avendo escluso in modo netto un allentamento delle sanzioni, l'UE ha rinviato una proposta attesa da tempo per eliminare gradualmente le importazioni di petrolio russo.

I leader del G7 si riuniranno a Evian, in Francia, a metà giugno. È attesa anche la partecipazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che chiede sanzioni più dure contro la Russia.

Pubblicamente, la Commissione europea, i Paesi baltici e quelli nordici continuano a premere perché il divieto sui servizi entri in vigore e faccia aumentare i costi reali per il settore energetico russo.

Ma funzionari e diplomatici riconoscono che il caos sui mercati energetici, unito ai prezzi del petrolio stabilmente elevati, rappresenta un forte deterrente ad attivare una misura ancora tutta da sperimentare, presentata poche settimane prima dell'avvio degli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l'Iran.

"Gli eventi nel Golfo hanno chiaramente cambiato i calcoli su qualsiasi cosa riguardi l'energia", ha dichiarato a Euronews in un'intervista David O'Sullivan, inviato dell'UE per le sanzioni.

"Al momento, tutte le economie occidentali faticano ad avere accesso all'energia a prezzi ragionevoli e c'è scarsità di offerta, per esempio, di prodotti raffinati come diesel, carburante per aerei e così via", ha aggiunto.

"Quindi, credo che al momento non ci sia alcuna voglia di adottare misure aggiuntive che potrebbero peggiorare questa situazione".

Due voti cruciali

Inoltre, Bruxelles non ha ancora ottenuto l'adesione di Grecia e Malta, due Stati membri con interessi diretti. La prima ospita un potente industria navale, mentre la seconda gestisce il più grande registronavale d'Europa.

I due Paesi mediterranei sostengono che un divieto totale dei servizi marittimi, se imposto senza coordinamento con il G7, provocherebbe perdite economiche, rafforzerebbe la "flotta ombra" russa e avvantaggerebbe i concorrenti cinesi e indiani.

Un portavoce del ministero degli Esteri maltese ha avvertito che un'azione unilaterale da parte europea potrebbe creare "scappatoie" nel regime sanzionatorio.

"Il rischio principale è la frammentazione. Se i partner della coalizione non agiscono in modo coeso, gli operatori potrebbero semplicemente spostarsi tra diverse giurisdizioni all'interno dello stesso ecosistema, riducendo l'efficacia delle sanzioni. Per questo il coordinamento è essenziale", ha dichiarato il portavoce a Euronews.

"Le sanzioni devono funzionare nella pratica, non solo in linea di principio. Se i partner chiave non sono allineati, c'è un rischio concreto che le attività si spostino semplicemente all'interno dello stesso perimetro più ampio della coalizione, indebolendo l'obiettivo".

La Commissione sta attualmente lavorando a un nuovo pacchetto di sanzioni economiche, che dovrebbe essere presentato nei prossimi giorni.

Man mano che svaniscono le speranze di un divieto totale, l'attenzione si sposta su un'altra iniziativa del G7: il tetto al prezzo del petrolio russo. Secondo le norme dell'UE, questo tetto deve essere aggiornato periodicamente per restare del 15% al di sotto del prezzo medio di mercato del greggio russo.

Poiché il prezzo del greggio Urals è schizzato in seguito alle tensioni nello stretto di Hormuz, la prossima revisione, prevista per il 15 luglio, dovrebbe essere al rialzo e non al ribasso.

Tra i diplomatici ci si aspetta che l'UE trovi un nuovo modo per fissare il tetto ed evitare di concedere a Mosca un sollievo economico.

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti

Notizie correlate

Ue ferma contro la Russia, il Regno Unito difende la decisione sulle sanzioni

L'Ue approva nuove sanzioni alla Russia ma lascia in sospeso il divieto dei servizi marittimi

Giorgetti, clausola Ue su flessibilità per energia richiederà passaggio parlamentare preliminare