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Kiev disposta al cessate il fuoco totale per i negoziati ma per Mosca "non ce ne è bisogno"

Ukraine's President Volodymyr Zelenskyy arrives at the Bucharest B9 summit held at the Cotroceni Presidential Palace in Bucharest, Romania, Wednesday, May 13, 2026
Ukraine's President Volodymyr Zelenskyy arrives at the Bucharest B9 summit held at the Cotroceni Presidential Palace in Bucharest, Romania, Wednesday, May 13, 2026 Diritti d'autore  AP Photo/Vadim Ghirda
Diritti d'autore AP Photo/Vadim Ghirda
Di Euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Zelensky scrive a Putin: "Propongo un faccia a faccia e propongo di fissare una data precisa". Lo zar dice che la Russia è pronta a una soluzione pacifica, ripropone Schroeder come mediatore ma sottolinea che "non c'è bisogno di interrompere le ostilità"

Il presidente russo parla ai cronisti delle agenzie di stampa di tutto il mondo al margine del Forum economico internazionale di San Pietroburgo, la cosiddetta Davos russa. E il suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky risponde con una lettera aperta Entrambi sembrano voler dialogare, ma rimangono fermi sulle proprie posizioni. Intanto il presidente Usa Donald Trump si è detto "felice". e dallo studio ovale ha aggiunto"Sarebbe bello se si incontrassero"

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"L'Ucraina propone di porre fine a questa guerra attraverso un dialogo diretto tra noi e voi. Propongo un faccia a faccia e propongo di fissare una data precisa", si legge nella lettera aperta di Zelensky pubblicata il 4 giugno sul sito della presidenza. "L'Ucraina è pronta per un cessate il fuoco completo per tutta la durata dei negoziati" con la Russia per porre fine alla guerra.

"Zelensky può venire a Mosca in qualsiasi momento" risponde a stretto gito il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, aggiungendo però che a Putin non è ancora stata mostrata la lettera, nella quale ovviamente il leader ucraino esclude di andare a Mosca. Scrive infatti: "La Svizzera, la Turchia, i Paesi del mondo arabo: molti sono in grado e disposti a ospitare un simile incontro". "Altri partecipanti concordati potrebbero unirsi al percorso bilaterale che verrà istituito tra noi". Europa e Stati Uniti facciano "parte di questo processo" negoziale.

Poi il presidente ucraino si rivolge direttamente al suo omologo russo: "Non ti aspettavi una resistenza su vasta scala dell'Ucraina, e non avevi previsto che le cose sarebbero arrivate fino a questo punto. Eppure qui siamo tutti, nel quinto anno di questa guerra su vasta scala", ha ricordato. Rivendica la fiera indipendenza del suo Stato, "Nonostante tutte le previsioni contrarie" e mette in guardia il nemico: "Ma anche voi dovrete lottare molto di più per la vostra esistenza. Non quella della Russia, ma la vostra personale. E non è una minaccia da parte mia o dell'Ucraina. Sono fatti della storia russa che conoscete bene: quando la Russia si stanca, avvengono cambiamenti".

Propone anche il punto di partenza: "La linea del fronte oggi è la linea da cui deve partire la diplomazia". Ma già qui, dissentirebbe da quello che ha affermato in giornata il suo omologo. La Russia ha preso "il pieno controllo del territorio della Repubblica Popolare di Lugansk e oltre l'85% del territorio della Repubblica Popolare di Donetsk", nonché l'80% del territorio della regione di Zaporizhzhia", dice ai giornalisti. "2.440 chilometri quadrati solo nel corso dell'ultimo mese".

Putin anche sul cessate il fuoco è di tutt'altro avviso: "Non c'è bisogno di sospendere le ostilità per avviare i negoziati". "In Alaska Trump ha chiesto che la Russia sia pronta a qualche compromesso, siamo pronti. Ma anche l'Ucraina deve fare dei compromessi e a quel punto il conflitto terminerebbe velocemente". E il moderno zar è convinto che questo non avverrà perché "l'élite politica Ucraina non vuole procedere ad una risoluzione del conflitto poiché teme di perdere il potere".

Sui negoziati: "L'Unione Europea potrebbe aiutare a risolvere la crisi ucraina, ma questa assistenza dovrebbe rientrare negli accordi di Anchorage. La Russia non è contraria all'adesione dell'Ucraina alla Ue, ma è contraria al fatto che la Ue diventi un blocco militare". E infine, propone nuovamente la mediazione di Gerhard Schröder "Lui non è un amico di Putin. Prima di tutto è un politico tedesco, e uno dei migliori, a mio avviso, perché ha una propria posizione e il coraggio di difenderla"

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