Il premier britannico Keir Starmer, sotto pressione, ha promesso di ricostruire i rapporti con l'UE e riportare il Regno Unito al centro dell'Europa
Lord Spencer Livermore, membro della Camera dei Lord e Segretario finanziario al Tesoro del Regno Unito, ha dichiarato che il ritorno del Paese nell'Unione europea rappresenta un'"inevitabilità", riaccendendo il dibattito politico sul futuro della Brexit e sui rapporti tra Londra e Bruxelles.
Intervenendo lunedì alla Camera dei Lord, Livermore ha affermato che annullare la Brexit sarebbe "assolutamente" nell'interesse economico nazionale del Regno Unito. Pur ribadendo l'impegno dell'attuale governo nel cosiddetto "reset" delle relazioni con l'Unione europea, il ministro ha espresso una convinzione personale destinata a far discutere.
"Se a tempo debito dovessimo rientrare nell'Unione europea, la mia opinione personale è che ciò sia inevitabile - ha dichiarato - Naturalmente il Regno Unito a un certo punto rientrerà nell'Unione europea".
Livermore ha inoltre sottolineato l'importanza del riavvicinamento a Bruxelles per sostenere la crescita economica britannica. "Nel frattempo stiamo facendo il reset europeo, ed è estremamente importante per sostenere la crescita della nostra economia", ha aggiunto.
Le parole del ministro arrivano mentre il primo ministro Keir Starmer continua a promuovere una strategia di rafforzamento dei rapporti con l'UE. Il leader laburista ha più volte promesso di ricostruire i legami con il blocco europeo e di riportare il Regno Unito "al centro dell'Europa", attirando le critiche dell'opposizione conservatrice, che lo accusa di voler progressivamente smantellare gli effetti della Brexit.
Il Regno Unito aveva votato per lasciare l'Unione europea nel referendum del 2016, al termine di una campagna fortemente polarizzante incentrata su temi come il controllo dell'immigrazione, il finanziamento del Servizio sanitario nazionale e il recupero della piena sovranità parlamentare.
Negli ultimi mesi il tema è tornato al centro del confronto politico britannico. Diversi esponenti di primo piano del Partito Laburista hanno infatti rilanciato una riflessione critica sull'uscita dall'UE.
Tra questi figura l'ex ministro della Salute Wes Streeting, che durante la conferenza Progress del Partito Laburista ha definito la Brexit un "errore catastrofico". Streeting ha sostenuto che l'uscita dall'Unione abbia reso il Paese "meno ricco, meno potente e con meno controllo" rispetto al passato, auspicando la costruzione di un nuovo rapporto privilegiato con Bruxelles.
"Il futuro della Gran Bretagna è in Europa e un giorno, di nuovo, nell'Unione europea", ha affermato.
Anche il sindaco di Londra, Sadiq Khan, si è espresso in termini simili. A febbraio ha definito la Brexit "il più grande atto di autolesionismo economico mai compiuto da un Paese" e ha dichiarato di ritenere probabile un ritorno britannico nell'UE nel corso della sua vita.
Di fronte a queste posizioni, la leader del Partito Conservatore, Kemi Badenoch, ha accusato il Labour di voler riaprire una questione che ritiene ormai chiusa. Secondo Badenoch, il ritorno del dibattito sull'adesione all'UE dimostra la mancanza di una strategia concreta per affrontare le sfide del Paese.
Le dichiarazioni di Livermore rappresentano uno dei segnali più espliciti provenienti da un membro del governo britannico sulla possibilità di un futuro riavvicinamento all'Unione Europea. Pur non configurando un cambiamento immediato della linea ufficiale di Downing Street, le sue parole testimoniano come il dibattito sulle conseguenze della Brexit e sul ruolo del Regno Unito in Europa sia tutt'altro che concluso.