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Ucraina, il vice-premier: sulla corruzione seguiamo le indicazioni dell'Ue

Una donna con uno striscione durante una protesta contro una legge che lederebbe l'indipendenza delle istituzioni anti-corruzione ucraine
Una donna con uno striscione durante una protesta contro una legge che lederebbe l'indipendenza delle istituzioni anti-corruzione ucraine Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Sasha Vakulina
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"Le indagini anti-corruzione dimostrano che la legislazione ucraina funziona", ha dichiarato a Euronews il vicepremier delegato all'integrazione europea, Taras Kachka, ribadendo che Kiev non sta cercando scuse con i propri partner

Le indagini anticorruzione in Ucraina dimostrano che le istituzioni del Paese restano efficienti nonostante la guerra. A dichiararlo a Euronews è stato il vice primo ministro ucraino Taras Kachka, responsabile dell'iter di integrazione del Paese nell'Ue, che ha definito tale processo “la cosa più sana” per un Paese di circa 44 milioni di abitanti che continua a difendersi dall’invasione russa, giunta ormai al suo quinto anno.

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“L’Ucraina sta vivendo il vonflitto e un cambiamento profondo della sua cultura politica”, ha dichiarato in un’intervista concessa martedì 26 maggio. “La corruzione era un problema per l’adesione dell’Ucraina in passato, dieci anni fa, quindici anni fa. Ma oggi la stiamo ponendo rapidamente nel passato.”

Grandi inchieste anticorruzione hanno recentemente coinvolto l’intera Ucraina

L'Ufficio nazionale anti-corruzione di Kiev, assieme alla procura nazionale, sta indagando su un vasto caso che avrebbe permesso di riciclare circa 9 milioni di euro tra il 2021 e il 2025 attraverso un ampio sistema corruttivo. Parte del finanziamento proverrebbe da fondi ottenuti tramite la compagnia pubblica Energoatom.

Tra i sospettati figura anche l’ex capo di gabinetto del presidente Volodymyr Zelensky, Andriy Yermak, che è stato rilasciato a fronte del pagamento di una cauzione da 2,7 milioni di euro dopo aver trascorso quattro giorni in carcere. “È esattamente ciò che l'Ue vuole da noi: ripulire il governo, eliminare ogni forma di corruzione, garantire che il quadro di legalità funzioni, e funziona”, ha aggiunto Kachka a Euronews.

Ha affermato che lo scorso anno l'Ufficio anti-corruzione ha aperto 737 casi, mentre ci sono stati 125 incriminazioni presentate dalla procura a carico di oltre 200 persone, nonché 93 sentenze contro 130 individui da parte dell’Alta Corte anticorruzione dell’Ucraina. “Significa che questo quadro anticorruzione funziona”, ha insistito Kachka, secondo il quale il sistema è pienamente operativo ormai dal 2023.

Pur ammettendo che lo scandalo può danneggiare la reputazione dell’Ucraina, ha sottolineato che il Paese non sta “cercando alcuna scusa con i partner. Facciamo i compiti a casa con la massima accuratezza possibile”, ha dichiarato.

Gli organismi anticorruzione dell’Ucraina e le proteste per mantenerne l'indipendenza

I due organismi anti-corruzione sono stati creati nel 2015 nell’ambito delle riforme filo-occidentali seguite alla Rivoluzione del 2014, che ha deposto l’ex presidente filorusso Viktor Yanukovych. l'Ufficio indaga sulla corruzione ai massimi livelli, mentre la procura supervisiona e porta in tribunale i relativi casi. Successivamente, l’Alta Corte anticorruzione dell’Ucraina si occupa dei processi.

L'obiettivo è di indagare e perseguire in modo indipendente i principali funzionari ucraini sospettati di corruzione, al riparo da influenze o ingerenze politiche. Anche il procuratore capo anti-corruzione è indipendente dal procuratore generale dell’Ucraina.

La creazione dei due organismi è stata una delle condizioni poste dalla Commissione europea e dal Fondo monetario internazionale per la liberalizzazione dei visti tra l’Ucraina e l'Ue.

La scorsa estate il servizio di sicurezza dello Stato ucraino, l’SBU, ha avviato una serie di perquisizioni presso l'Ufficio anti-corruzione nell’ambito di un’ampia indagine su una presunta infiltrazione russa: più di una dozzina di dipendenti sono stati perquisiti e due investigatori sono stati fermati. L’SBU ha dichiarato di aver arrestato un funzionario con l’accusa di essere una spia russa e un altro per presunti rapporti d’affari con Mosca.

Entrambe le agenzie hanno respinto però le accuse mosse contro i loro dipendenti, sostenendo che le attività di controspionaggio dell’SBU erano, a loro dire, una “preparazione” al voto del parlamento ucraino, che un mese dopo ha modificato la legge, eliminando di fatto l’indipendenza delle istituzioni anticorruzione del Paese.

Migliaia di persone sono scese in piazza in tutta l’Ucraina per protestare contro il disegno di legge e chiedere a Zelensky di porre il veto.

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