L’operazione condotta a Creta ha messo in luce l’attività di un’organizzazione criminale. Dalla mattina di martedì è in corso una vasta operazione nel nord della Grecia
Nuovo terremoto giudiziario in Grecia sul caso delle sovvenzioni agricole europee gestite dall’OPEKEPE, l’organismo statale incaricato della distribuzione degli aiuti UE agli agricoltori greci. Dopo la maxi operazione condotta ieri a Creta, da questa mattina un nuovo blitz del cosiddetto “FBI greco” è in corso tra Salonicco, Serres, Kilkis e Atene per individuare le persone coinvolte in un vasto sistema di frodi ai danni dell’Unione europea.
Secondo gli investigatori, l’organizzazione criminale avrebbe orchestrato per anni un meccanismo basato su false dichiarazioni agricole, contratti di affitto fittizi e utilizzo illecito di terreni per ottenere sovvenzioni europee non dovute. Finora sono state arrestate 17 persone nelle nuove operazioni tra la Grecia settentrionale e la capitale, mentre il vantaggio economico illecito stimato supera i 4,5 milioni di euro.
Cos’è l’OPEKEPE e perché il caso interessa tutta l’Europa
Per il pubblico italiano, è importante capire cosa sia l’OPEKEPE. Si tratta dell’Organizzazione greca per i pagamenti e il controllo degli aiuti comunitari orientati alle garanzie agricole, l’ente che gestisce e distribuisce in Grecia i fondi della Politica agricola comune (PAC) dell’Unione europea.
In pratica, l’OPEKEPE svolge un ruolo simile a quello degli organismi pagatori agricoli presenti anche in Italia: controlla le domande degli agricoltori e autorizza l’erogazione dei contributi europei destinati al settore agricolo e zootecnico.
L’inchiesta assume quindi una dimensione europea, perché le frodi contestate riguardano direttamente fondi comunitari finanziati dai contribuenti UE.
La maxi operazione a Creta
L’operazione più vasta è stata condotta ieri a Creta, dove le autorità hanno smantellato un’organizzazione definita “altamente strutturata”, attiva almeno dal 2019.
Le indagini del Dipartimento greco per la lotta al crimine organizzato hanno portato a operazioni simultanee nelle aree di Rethymno, Heraklion e Lassithi. In totale risultano coinvolte 138 persone, mentre 22 sono state arrestate.
Tra gli arrestati figurano anche due commercialisti di Rethymno, considerati dagli investigatori i principali organizzatori del sistema fraudolento.
Secondo il fascicolo investigativo, il gruppo sfruttava falle nei sistemi informatici e amministrativi dell’OPEKEPE per individuare terreni agricoli non dichiarati dai legittimi proprietari. Successivamente tali appezzamenti venivano falsamente registrati come affittati o utilizzabili da persone compiacenti, che presentavano richieste di sovvenzioni agricole europee.
Per rendere credibile il sistema venivano creati contratti di affitto fittizi e presentate dichiarazioni false attraverso le piattaforme elettroniche agricole greche.
Il ruolo dei Centri di ricezione delle dichiarazioni
Elemento chiave dell’inchiesta è il coinvolgimento di sei ΚΥΔ, i Centri di ricezione delle dichiarazioni agricole autorizzati a gestire le pratiche per i fondi europei.
Secondo gli investigatori, questi centri avrebbero fornito supporto tecnico all’organizzazione criminale, offrendo accesso ai dati catastali e alle mappe degli appezzamenti agricoli ammissibili ai finanziamenti.
Grazie a queste informazioni, il gruppo individuava le cosiddette “aree libere”, cioè terreni non ancora dichiarati dai veri proprietari, che venivano poi utilizzati per creare pratiche fraudolente.
Come funzionava il sistema
Le autorità greche hanno ricostruito una struttura con ruoli ben definiti:
- i due commercialisti coordinavano l’intera organizzazione e la creazione delle pratiche false;
- sei persone operavano nei centri ΚΥΔ fornendo accesso ai dati sensibili;
- 17 individui figuravano come falsi proprietari o locatori dei terreni;
- 71 persone risultavano formalmente affittuarie e beneficiarie delle sovvenzioni;
- altri collaboratori si occupavano di documenti, conti bancari e trasferimenti di denaro.
Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati veicoli, denaro contante, documenti, file elettronici e dati bancari. Contestualmente le autorità hanno congelato conti correnti riconducibili agli indagati, sui quali sono stati trovati oltre 355 mila euro.
Un danno milionario ai fondi europei
Secondo le stime preliminari, il profitto illecito generato dall’organizzazione tra il 2019 e il 2024 supera i 2,7 milioni di euro soltanto nel filone investigativo di Creta, senza considerare le sovvenzioni del 2025 e le ulteriori indagini in corso tra Salonicco e Atene.
Gli arrestati saranno trasferiti davanti alla Procura europea ad Atene, che coordina le indagini sui reati finanziari che colpiscono il bilancio dell’Unione europea.
Il caso OPEKEPE rischia ora di trasformarsi in uno dei più grandi scandali legati ai fondi agricoli europei degli ultimi anni in Grecia, con possibili ripercussioni politiche e amministrative anche a livello europeo.