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Thailandia, stretta sui turisti: in arrivo tagli ai soggiorni senza visto

La Thailandia resta una meta turistica gettonatissima nonostante il passo indietro sui visti.
La Thailandia resta una meta turistica molto amata nonostante il passo indietro sui visti. Diritti d'autore  Mathew Schwartz/Unsplash
Diritti d'autore Mathew Schwartz/Unsplash
Di Saskia O'Donoghue
Pubblicato il
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I turisti provenienti da oltre 90 Paesi potrebbero presto vedersi ridurre i periodi di soggiorno senza visto in Thailandia. Le autorità vogliono frenare i reati che coinvolgono stranieri, pur considerando il turismo vitale per l’economia del Paese.

La Thailandia sta inasprendo le regole per i turisti, apparentemente dopo una serie di crimini di alto profilo che coinvolgono cittadini stranieri.

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Le autorità intendono ridurre i soggiorni senza visto per milioni di viaggiatori. La misura potrebbe limitare i vacanzieri provenienti da oltre 90 Paesi, compresa l’Europa, a soli 30 giorni nel Paese invece degli attuali 60.

Anche se il turismo è fondamentale per la stabilità dell’economia nazionale, si registrano spesso arresti di stranieri legati a reati di droga e tratta a fini di sfruttamento sessuale, oltre a casi di non residenti che aprono attività commerciali senza i permessi necessari.

Da marzo 2025 il periodo di esenzione dal visto è stato esteso da 30 a 60 giorni, nell’ambito dei piani del governo per rilanciare il turismo in questa popolare destinazione di vacanza.

Anche se la modifica dei visti non è ancora stata confermata, circolano indiscrezioni secondo cui il governo valuterà i singoli Paesi. Per alcuni, i cittadini potranno restare 30 giorni senza visto, mentre per altri il periodo senza visto potrebbe essere ridotto a soli 15 giorni.

Il turismo in Thailandia non è tornato ai livelli pre-pandemia

In Thailandia il turismo rappresenta oltre il 10% del PIL del Paese, ha riferito l’AFP, e la Thailandia resta una delle mete più visitate dell’Asia.

Ciononostante, il numero di visitatori non è ancora tornato ai livelli precedenti alla pandemia e i dati del ministero del Turismo thailandese mostrano che gli arrivi stranieri sono diminuiti di circa il 3,4% nel primo trimestre di quest’anno rispetto allo stesso periodo del 2025.

Sembra che il numero di visitatori provenienti dal Medio Oriente sia calato di quasi un terzo nello stesso periodo.

Il governo resta comunque fiducioso in una ripresa del settore e afferma di aspettarsi circa 33,5 milioni di visitatori stranieri nel 2026, rispetto ai poco meno di 33 milioni dello scorso anno.

Se le modifiche ai visti saranno effettivamente approvate, potrebbe essere reintrodotto il precedente sistema che permetteva ai turisti con un visto di 30 giorni di ottenere una proroga di altri 30 giorni. Attualmente il costo è di 1.900 baht, circa 50 €.

I visitatori che desiderano fermarsi più a lungo possono anche optare per il Destination Thailand Visa (DTV), un visto a ingressi multipli valido cinque anni, pensato per i nomadi digitali e i lavoratori da remoto, ma anche per chi si dedica alle cosiddette attività di soft power, come la Muay Thai o la cucina thailandese.

Il DTV consente soggiorni fino a 180 giorni per ogni ingresso, prorogabili una sola volta per altri 180 giorni.

C’è però un piccolo ostacolo: i richiedenti devono dimostrare di avere almeno 500.000 baht, cioè 13.000 €, su un conto bancario e, nel caso dei lavoratori da remoto, fornire anche la prova di un impiego al di fuori della Thailandia.

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