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Hantavirus: in Italia attesa per risultati test su 25enne calabrese, Oms conferma nove casi

Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale Oms
Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale Oms Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Ilaria Cicinelli
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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L'attenzione per i casi di contagio da hantavirus rimane alta, dopo l'evacuazione dei passeggeri dalla nave da crociera Hondius, su cui si è sviluppato un focolaio. "Ci aspettiamo altri casi ma il rischio per la salute globale rimane baddo", ha rassicurato l'Oms

L’Italia resta in stato di vigilanza dopo l'evacuazione dei passeggeri a bordo della nave da crociera MV Hondius a Tenerife, dove si è sviluppato il focolaio di hantavirus che nelle ultime settimane ha coinvolto diversi Paesi europei e causato tre decessi.

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Le autorità sanitarie hanno disposto controlli e screening precauzionali sui quattro passeggeri italiani transitati sugli stessi voli dei casi confermati, mentre l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) continua a ribadire che “il rischio per la salute globale è basso”. Tuttavia, "ci aspettiamo ulteriori casi, data la dinamica di diffusione su una nave e il periodo di incubazione del virus", ha dichiarato l'Oms.

I casi confermati sono per ora nove, inclusi tre morti, mentre altri due restano sospetti. Non si registrano nuovi decessi dal 2 maggio e il numero dei contagi non ha subito impennate nelle ultime settimane.

Il ministero della Salute ha allertato tutte le istituzioni territoriali con una circolare, chiedendo di prestare particolare attenzione a casi sanitari sospetti su aerei e navi, di segnalare in modo tempestivo eventuali casi e di attivare le procedure di valutazione del rischio.

Italia, campioni biologici del 25enne calabrese allo Spallanzani: “Nessun trasferimento”

L’attenzione in Italia si concentra sul caso del 25enne di Villa San Giovanni, in Calabria, entrato in quarantena dopo essere transitato sullo stesso volo KLM della turista olandese poi morta per hantavirus.

'In Italia la situazione è di assoluta tranquillità. Le quattro persone venute in contatto con una paziente nel volo areo sono monitorate con attenzione", ha dichiarato il ministro della Salute Orazio Schillaci.

Anche gli altri tre italiani sono stati sottoposti allo stesso protocollo di controllo disposto dal ministero della Salute. In isolamento anche un 24enne originario di Torre del Greco.

L’Istituto nazionale per le Malattie infettive Lazzaro Spallanzani ha chiarito che non sarà il giovane a essere trasferito a Roma, ma esclusivamente i campioni biologici prelevati per le analisi.

Secondo quanto riferito dalle autorità sanitarie locali e dalla sindaca di Villa San Giovanni, il ragazzo “sta bene” e non presenta sintomi riconducibili all’infezione. È risultato negativo, invece, il paziente sudafricano in isolamento a Padova.

La situazione internazionale: Francia e Spagna sotto osservazione

La situazione più delicata resta quella francese. Una passeggera trasferita da Tenerife a Parigi è ricoverata in terapia intensiva con la forma cardiopolmonare più grave della malattia ed è assistita tramite supporto respiratorio avanzato.

Le autorità francesi hanno disposto l’isolamento e la quarantena per altre 22 persone considerate contatti stretti. Il presidente francese Emmanuel Macron ha assicurato che “la situazione è sotto controllo” grazie a protocolli sanitari rigorosi.

"Sono stati consultati i migliori esperti e la Francia ha adottato un protocollo molto rigoroso, che tiene conto di tutti gli elementi noti agli scienziati", ha dichiarato Macron dal Kenya, dove è attualmente in visita.

In Spagna è invece emerso un nuovo caso positivo: un cittadino spagnolo sbarcato dalla Hondius inizialmente asintomatico e risultato positivo solo dopo i primi test di controllo. Le sue condizioni vengono definite stabili.

Invece, tutti e 26 i passeggeri olandesi arrivati domenica sera nei Paesi Bassi dopo essere stati evacuati dalla Mv Hondius a Tenerife sono risultati negativi.

Cos’è il ceppo Andes, esperti invitano alla cautela

L’Hantavirus coinvolto nel focolaio della Hondius appartiene al ceppo “Andes”, una variante rara originaria del Sud America e considerata l’unica forma nota di hantavirus trasmissibile da persona a persona.

Gli esperti invitano però alla cautela. La ministra della Sanità francese Stéphanie Rist ha spiegato che “ci sono ancora aspetti che non conosciamo” sul comportamento del virus e sulla sua eventuale evoluzione.

Diagnosi hantavirus difficile: pochi test certificati disponibili

Un altro nodo riguarda i test diagnostici. Per il virus Andes esistono infatti pochi kit specifici e molti sono classificati come “Research Use Only”, quindi non autorizzati per uso clinico standard.

Il microbiologo Francesco Broccolo ha spiegato che la sorveglianza attiva è fondamentale perché **anche soggetti asintomatici o presintomatici potrebbero trasmettere il virus. "**Siamo in fase di screening attivo, vale a dire che stiamo intercettando le persone che sono state in contatto con i casi confermati e per questo è cruciale avere un test sensibile clinicamente", ha dichiarato all'Ansa Broccolo.

"Non ha senso fare il tracciamento solo nei sintomatici perché anche chi non ha sintomi potrebbe essere infettivo", ha proseguito il microbiologo. Secondo gli esperti, il monitoraggio tempestivo dei contatti resta l’arma principale per evitare eventuali focolai.

Il precedente di Gene Hackman e della moglie Betsy Arakawa

Negli ultimi giorni l’attenzione sull’Hantavirus è cresciuta anche per il ricordo della morte della moglie dell’attore Gene Hackman, Betsy Arakawa, avvenuta nel 2025 negli Stati Uniti.

In quel caso si trattava però di una diversa variante di hantavirus, trasmessa dai roditori attraverso urine ed escrementi infetti, e non del ceppo Andes legato all’attuale focolaio della Hondius.

Gli infettivologi europei evitano allarmismi ma invitano a mantenere alta l’attenzione. L’epidemiologo francese Antoine Flahault ha definito “inedita” la gestione di un focolaio nato all’interno di una nave da crociera, ambiente chiuso in cui è stato possibile tracciare quasi tutti i contatti.

"Non c'è alcun vaccino" contro il virus, ha ricordato l'infettivologo Xavier Lescure, aggiungendo che per i malati "non abbiamo trattamenti antivirali approvati ed efficaci. Diamo loro soltanto cure di supporto". "Al momento non conosciamo i fattori di rischio di gravità della malattia, contrariamente al Covid. Abbiamo pochi dati. Abbiamo pochi elementi chiari per considerare che una popolazione è a rischio", ha dichiarato Lescure.

Più rassicurante invece il professor Yazdan Yazdanpanah: “Non siamo nella situazione del gennaio 2020”, ha detto riferendosi alla pandemia Covid, ricordando che il virus Andes è conosciuto da oltre trent’anni.

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