Taglio delle accise prorogato per 21 giorni. Invariato il taglio sul gasolio, scende a cinque centesimi quello sulla benzina. Via libera anche al Piano Casa, fino a dieci miliardi di fondi pubblici per 100mila alloggi
Il governo Meloni ha dato il via libera giovedì al rinnovo dei tagli sulle accise sui carburanti e al Piano Casa.
Il Consiglio dei ministri riunito a Palazzo Chigi ha approvato la proroga del taglio delle accise per 21 giorni. Rimarrà invariato a 20 centesimi al litro per il gasolio mentre sarà ridotto a 5 centesimi al litro per la benzina. Lo ha riportato l'Ansa citando fonti interne al Consiglio dei ministri.
Il taglio sarà finanziato con le sanzioni dell'Antitrust e l'extragettito Iva. Ulteriori misure per l'autotrasporto verranno inserite in un provvedimento successivo.
La misura era in scadenza nella notte del primo maggio. Il primo provvedimento era stato adottato il 18 marzo e prorogato ad aprile. Prevedeva un taglio di 24,4 centesimi al litro per gasolio e benzina. La premier Meloni aveva anticipato che il rinnovo sarebbe stato "più breve" e che non sarebbe intervenuto "in maniera orizzontale", eliminando l'ipotesi di uno sconto uniforme sui carburanti.
Lo sconto più alto sul gasolio è determinato dal maggiore rialzo dei prezzi rispetto alla benzina. La durata dipende dalle risorse a disposizione del governo. I primi due provvedimenti sono costati rispettivamente 417,4 e 500 milioni di euro.
La misura rappresenta un tentativo di contrastare il rialzo dei prezzi del carburante per la crisi energetica globale causata dal blocco dello Stretto di Hormuz.
Il prezzo del petrolio giovedì ha raggiunto i 126 dollari al barile e la situazione nel Golfo non promette sviluppi positivi per il mercato energetico.
Via libera al Piano casa, 100mila case in dieci anni
Il governo ha dato il via libera anche al Piano casa con l'obiettivo di rendere disponibili oltre 100mila case nei prossimi dieci anni. Si tratterà di abitazioni popolari o a prezzi calmierati. È prevista nel piano la riqualificazione di 60mila immobili attualmente inagibili.
"Il Consiglio dei ministri ha approvato un provvedimento che ci sta particolarmente a cuore, che affronta una delle priorità più sentite dai cittadini, il tema della casa, la possibilità di accedere a un alloggio di qualità a prezzi accessibili", ha dichiarato la premier Meloni in conferenza stampa.
"A questo obiettivo dedichiamo fino a 10 miliardi di euro di risorse pubbliche ai quali si devono sommare gli investimenti privati che insieme generano un moltiplicatore", ha detto la premier.
Il Piano di edilizia sociale si concentra sulla cosiddetta "fascia grigia", ha sottolineato Meloni, ossia chi ha redditi troppo alti per richiedere l'accesso agli alloggi popolari, ma troppo bassi per il mercato privato degli affitti.
"Il provvedimento poggia su tre pilastri: il primo è il recupero delle case popolari, per rendere disponibili 60mila alloggi che oggi sono inagibili", ha affermato la premier.
Il secondo pilastro è rappresentato dalla "semplificazione di tutte le risorse nazionali ed europee destinate all'housing sociale e alla crisi abitativa in un singolo fondo".
Il terzo pilastro è il coinvolgimento di "robusti investimenti privati". Lo Stato "assicura al privato che vuole investire semplificazioni burocratiche, procedure veloci, come la nomina di un commissario straordinario per investimenti superiori a un miliardo di euro. Ma in cambio il privato dovrà garantire su 100 alloggi che costruisce che almeno 70 siano di edilizia convenzionata", ha sottolineato la premier.
Approvato un provvedimento per gli sgomberi
Il Consiglio dei ministri di giovedì ha anche approvato un provvedimento d'urgenza sul tema degli sgomberi.
"Parliamo di un pacchetto di misure che serve a rendere più veloce la liberazione di quegli immobili che sono occupati abusivamente", ha detto Giorgia Meloni.
"Interveniamo sulle procedure di notifica di esecuzione dello sfratto, tagliamo i tempi per le esecuzioni e introduciamo una procedura accelerata e d'urgenza per ottenere in via giudiziale il titolo esecutivo e quindi il rilascio dell'immobile".
Il Piano casa del governo si lega allo sforzo europeo di contrastare la crisi abitativa nel blocco.
A marzo la Commissione europea ha presentato un piano per aumentare gli alloggi accessibili e sostenere giovani e famiglie. Secondo le stime della Commissione, l’Ue dovrebbe costruire almeno 650mila case aggiuntive all’anno per garantire un mercato accessibile.