Nonostante le forti pressioni degli Stati Uniti, i negoziatori hanno accettato di incontrarsi nuovamente tra dieci giorni, dopo oltre sei ore di colloqui mercoledì sera. Entrambe le parti, alla ricerca di un compromesso, hanno comunque affermato che sono stati compiuti progressi durante i negoziati
Il Parlamento europeo e la presidenza cipriota, in rappresentanza degli Stati membri dell'Ue, non sono riusciti a raggiungere ieri sera un accordo sull'eliminazione dei dazi dell'Ue sui beni industriali statunitensi, come previsto dall'accordo di Turnberry stipulato la scorsa estate.
La battuta d'arresto arriva pochi giorni dopo che gli Stati Uniti hanno intensificato le pressioni sui negoziatori europei minacciando di imporre dazi doganali del 25 per cento sulle automobili dell'Ue - superando il tetto del 15 per cento sulle tariffe commerciali statunitensi per i beni dell'Ue concordato la scorsa estate dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump e dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen a Turnberry.
Nonostante il fallimento dei colloqui, che si sono protratti fino a tarda notte, la presidenza cipriota ha dichiarato che le discussioni hanno generato "uno slancio positivo" tra le due parti e che i negoziatori hanno fatto "progressi".
Parlamento Ue inserisce misure di salvaguardia nell'accordo con gli Usa
Il tempo stringe e negli ultimi giorni si sono intensificate le pressioni da parte della Commissione europea, che spinge per una rapida attuazione dell'accordo Ue-Usa, e dei leader del conservatore Partito popolare europeo (Ppe), il più grande gruppo politico del Parlamento, che sostengono che le imprese hanno bisogno di certezze.
Il ministro del Commercio cipriota Michael Damianos ha cercato di rassicurarli, affermando che "il Consiglio è impegnato a procedere rapidamente con l'attuazione" dell'accordo, aggiungendo: "Siamo pienamente impegnati a continuare il nostro impegno costruttivo con il Parlamento europeo".
Un diplomatico dell'Ue ha dichiarato a Euronews che l'obiettivo dei colloqui di ieri è stato principalmente quello di definire le posizioni politiche di entrambe le parti, mentre i negoziati tecnici sono previsti in una fase successiva. I negoziatori puntano ora a un nuovo round di discussioni il 19 maggio.
Il Parlamento ha inserito nell'accordo Ue-Usa delle solide misure di salvaguardia, anche se gli Stati membri non le appoggiano tutte, nonostante siano ampiamente d'accordo sulla necessità di proteggere l'accordo da future minacce da parte di Trump, come quelle riguardanti le automobili dell'Ue o la Groenlandia all'inizio di quest'anno.
Bernd Lange, un eurodeputato socialista tedesco, ha detto che "c'è ancora un po' di strada da fare", ma ha aggiunto che i negoziatori "hanno fatto buoni progressi sulla questione del meccanismo di salvaguardia e sulla revisione e valutazione del regolamento principale".
Tra le richieste del Parlamento c'è quella di rendere l'accordo temporaneo, con una data di scadenza nel marzo 2028, pochi mesi prima della fine del secondo mandato di Trump.