La nuova ricostruzione della Procura di Pavia identifica in Andrea Sempio l'unico colpevole del delitto. La difesa: "movente fantasmagorico". Per l'omicidio l'unico condannato è stato Alberto Stasi, in carcere dal 2015
Ci sarebbe un movente per l'omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco 19 anni fa. Lo afferma una nuova inchiesta della Procura di Pavia, che ha ricostruito la dinamica della morte della 26enne identificando in Andrea Sempio il vero colpevole.
La ragazza sarebbe stata uccisa da Sempio dopo aver rifiutato un "suo approccio sessuale". È quanto si legge nell'invito a comparire per il 6 maggio per il 38enne di Vigevano che la Procura di Pavia ha notificato mercoledì pomeriggio.
Dietro l'omicidio ci sarebbe "l'aggravante di aver commesso il fatto per motivi abietti, riconducibili all'odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale", sostiene la Procura.
Sempio è ora l'unico indagato: per i magistrati non c'è più il concorso con ignoti o con Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara, condannato in via definitiva per il suo omicidio.
La nuova ricostruzione del delitto di Garlasco
La Procura e i carabinieri del nucleo investigativo di Milano hanno ricostruito la scena dell'omicidio di Garlasco nell'invito a comparire in Procura a Pavia il 6 maggio, recapitato a Sempio mercoledì.
La mattina del 13 agosto 2007 Chiara Poggi avrebbe avuto un litigio con l'indagato, motivato da un approccio sessuale dell'uomo, rifiutato dalla ragazza.
"Dopo una iniziale colluttazione, (Sempio) colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente", sostiene la Procura. Almeno 12 i colpi inflitti alla ragazza, trascinata da Sempio verso la cantina. La 26enne avrebbe anche cercato di reagire, prima di essere colpita di nuovo dall'uomo.
Il delitto sarebbe dettato dal rifiuto dell'approccio sessuale e sarebbe aggravato dalla crudeltà "in considerazione dell'efferatezza dell'azione omicidiaria per il numero e l'entità delle ferite inferte alla vittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto", afferma la Procura nell'atto.
La nuova ricostruzione del delitto non identifica l'arma, mai ritrovata.
La difesa di Sempio: "Movente fantasmagorico"
Andrea Sempio non riesce "a capacitarsi" anche "di questo movente sessuale". Così l'avvocata Angela Taccia, che assiste il 38enne col legale Liborio Cataliotti, ha riportato il pensiero dell'assistito dopo l'invito a comparire per il 6 maggio.
"Ma se io non avevo rapporti con questa ragazza, rapporti nel senso sociale, non si capisce da dove deducano un movente sessuale", afferma Sempio.
Il "movente" sessuale contestato per l'omicidio di Chiara Poggi è "fantasmagorico", ha dichiarato giovedì l'avvocato Cataliotti.
"Quello che ci ha lasciato abbastanza basiti è il fatto, non solo che sia stato tolto il concorso, che era abbastanza prevedibile, ma che è stata aggiunta l'aggravante della crudeltà che non era stata contestata a Stasi", hanno affermato i legali di Sempio.
"Non si capisce come mai dopo 19 anni le ferite rimangano quelle" ma "venga aggiunta quell'aggravante. Questo tecnicamente non lo capiamo", afferma l'avvocato. "Dobbiamo aspettare", hanno concluso i difensori, "perché finché non abbiamo gli atti non possiamo capire la ratio di questa nuova imputazione".
Cosa può succedere ad Alberto Stasi
Fino ad oggi per l'omicidio l'unico condannato è stato Alberto Stasi, l'allora fidanzato di Poggi. In carcere dal 2015, Stasi sconta una condanna a 16 anni.
Con la ricostruzione della Procura di Pavia, Stasi potrebbe presentare a breve alla Corte d'Appello di Brescia la richiesta per la revisione del processo.
"Appena ci sarà la discovery (il deposito degli atti penali), leggeremo tutti gli atti e presenteremo la richiesta", ha affermato Giada Bocellari, la legale di Stasi. Il deposito è atteso con la chiusura delle indagini previste dopo l'invito a comparire notificato a Sempio.
Per ottenere la revisione del processo la difesa di Stasi dovrà dimostrare che negli atti ci saranno quelle che il codice di procedura penale definisce "nuove prove", che dimostrino che "il condannato deve essere prosciolto".
Intanto, l'ipotesi che la condanna di Stasi possa essere stata un "errore giudiziario" diventa più concreta.