L'Albania ha assicurato che un progetto da 1,4 miliardi di euro legato al genero di Donald Trump rispetterà gli standard ambientali UE, ha dichiarato lunedì la commissaria all'Allargamento Marta Kos
Il governo albanese ha assicurato alla Commissione europea che il controverso progetto turistico sostenuto da Jared Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, sarà sottoposto a una valutazione completa dell’impatto ambientale e rispetterà gli standard europei in materia di tutela dell’ambiente.
A riferirlo è stata la commissaria europea all’Allargamento, Marta Kos, durante una conferenza stampa, sottolineando come Tirana abbia fornito garanzie formali sul rispetto della normativa ambientale dell’Unione europea.
"Abbiamo ricevuto la garanzia dal governo dell’Albania che sarà effettuata una valutazione completa dell’impatto ambientale e che gli standard ambientali europei saranno rispettati", ha dichiarato Kos.
La questione assume particolare rilevanza nel contesto del percorso di adesione dell’Albania all’Unione europea. Il Paese balcanico è infatti considerato tra i candidati più avanzati all’ingresso nell’UE, secondo soltanto al Montenegro. Per completare il processo, tuttavia, Tirana è chiamata ad allineare la propria legislazione agli standard comunitari, inclusi quelli relativi alla protezione dell’ambiente.
Al centro del dibattito c’è un progetto di turismo di lusso dal valore superiore a 1,4 miliardi di euro, promosso da Affinity Partners, il fondo di investimento sostenuto da Kushner. L’iniziativa riguarda un’area protetta della costa adriatica e nelle ultime settimane ha provocato proteste e manifestazioni in diverse parti del Paese.
Nei giorni scorsi la Commissione europea aveva espresso preoccupazione per il progetto. Il portavoce per l’Allargamento, Guillaume Mercier, aveva invitato le autorità albanesi ad agire rapidamente per evitare che eventuali criticità potessero compromettere il percorso europeo del Paese.
Le dichiarazioni avevano suscitato irritazione a Tirana, poiché interpretate come un giudizio anticipato da parte di Bruxelles mentre la procedura di valutazione ambientale è ancora in corso.
Kos ha adottato invece un approccio più prudente e conciliatorio, ricordando che il diritto di protesta rappresenta una libertà fondamentale condivisa dall’Unione europea e dai Paesi candidati all’adesione.
"Il fatto che tutto questo avvenga mentre l’Albania sta attraversando il processo di adesione è importante. Si tratta di un processo giuridicamente e politicamente vincolante, sottoposto a un controllo e a una valutazione costanti", ha spiegato la commissaria. "Questa rappresenta la garanzia più forte che la natura e l’ambiente dell’Albania saranno protetti in linea con gli standard europei".
La Commissione europea aveva già acceso i riflettori sulla questione nel rapporto annuale sui progressi dei Paesi candidati pubblicato lo scorso anno. In particolare, Bruxelles aveva espresso preoccupazione per una modifica legislativa approvata nel febbraio 2025, che prevede deroghe speciali per gli investimenti superiori a 50 milioni di euro.
Tra i beneficiari di tali agevolazioni figura proprio il progetto guidato da Affinity Partners, che ha ottenuto un accesso privilegiato alle procedure da parte delle autorità albanesi.
Pur riconoscendo l’importanza degli investimenti stranieri per la crescita economica dei Paesi candidati e degli stessi Stati membri, Kos ha ribadito che il criterio decisivo per Bruxelles resta il rispetto delle regole europee.
"Per quanto riguarda gli investimenti esteri, sono importanti per ogni Paese candidato, ma anche per gli Stati membri. Ciò che conta non è tanto da dove provengono, quanto se sono realizzati nel rispetto della legislazione dell’UE", ha concluso la commissaria.