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Papa Leone XIV: accordo tra Usa e Iran ponga fine alla guerra, stop alle armi nucleari

Papa Leone XIV
Papa Leone XIV Diritti d'autore  AP Photo
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Rispondendo alle domande dei giornalisti da Castel Gandolfo, il pontefice ha espresso la speranza che l'accordo tra Stati Uniti e Iran ponga definitivamente fine alla guerra tra Stati Uniti e Iran. Papa Leone ha parlato anche della remigrazione, definendola una risposta non cristiana

Papa Leone XIV ha rilanciato il suo appello alla pace, al dialogo tra gli Stati e al disarmo nucleare. Rispondendo alle domande dei giornalisti all'uscita da Castel Gandolfo, il Pontefice ha commentato i recenti sviluppi diplomatici tra Stati Uniti e Iran, esprimendo soddisfazione per la prospettiva di un accordo tra le parti.

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"Bisogna chiedere sempre la pace e sempre il negoziato", ha affermato il Papa, riferendosi al memorandum che, secondo quanto annunciato, potrebbe essere firmato venerdì. Pur riconoscendo che restano ancora diversi aspetti da definire, Leone XIV ha sottolineato che il confronto e la negoziazione rappresentano la strada da percorrere per risolvere le controversie internazionali.

Papa Leone sulla remigrazione: "Non è una risposta cristiana"

Il Pontefice ha quindi espresso l'auspicio che l'intesa possa contribuire a mettere fine al conflitto, ribadendo che la comunità internazionale deve lavorare per il bene comune e affrontare le conseguenze economiche e sociali generate dalle guerre. Tra le priorità indicate dal Papa figura anche l'eliminazione delle armi nucleari, considerata un passaggio necessario per costruire una pace duratura.

Nel corso dell'incontro con la stampa, Leone XIV è intervenuto anche sul tema della "remigrazione", prendendo le distanze da questa proposta. Alla domanda di un giornalista, il Papa ha risposto che non la considera una soluzione coerente con la visione cristiana.

Secondo il Pontefice, limitarsi ad allontanare i migranti equivale a non affrontare realmente il problema. Un tema sul quale aveva già insistito durante il recente viaggio nelle Isole Canarie, dove aveva richiamato l'attenzione sulla necessità di tutelare la dignità delle persone e di comprendere le cause che spingono milioni di individui a lasciare il proprio Paese.

Il pontefice mette in guardia dallo strumentalizzare la fede: "Il nome di Dio non va usato per giustificare guerre"

Le parole pronunciate a Castel Gandolfo si inseriscono nel più ampio messaggio sulla pace rilanciato da Leone XIV anche in una risposta pubblicata dalla rivista "Piazza San Pietro". Nel testo, il Papa ribadisce che il nome di Dio non può essere utilizzato per giustificare guerre o violenze e che la missione della Chiesa è quella di promuovere il dialogo e invocare la pace.

Il Pontefice ha denunciato ogni tentativo di associare la religione ad azioni di guerra e richiama le sofferenze provocate dai conflitti in corso, dall'Ucraina al Medio Oriente. Fin dall'inizio del suo ministero petrino, ricorda, ha invocato una pace "disarmata e disarmante", fondata sul dialogo e sulla ricerca di soluzioni condivise.

Leone XIV ha messo inoltre in guardia contro il rischio di strumentalizzare la fede per sostenere ambizioni di potere o logiche di dominio. Una tentazione che, ha osservato, può riguardare anche chi si professa cristiano. Da qui l'invito a percorrere la strada della preghiera, del dialogo ecumenico e del confronto interreligioso come strumenti essenziali per la costruzione della pace.

Intanto, la Sala stampa della Santa Sede ha annunciato che il 22 giugno il Papa visiterà la sede romana del Programma Alimentare Mondiale (PAM). Durante la visita incontrerà i partecipanti alla sessione annuale del Consiglio di amministrazione dell'agenzia delle Nazioni Unite e i dipendenti dell'organizzazione insieme ai loro familiari.

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