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DL Sicurezza approvato al Senato: il provvedimento passa alla Camera

Agenti in piazza Venezia a Roma
Agenti in piazza Venezia a Roma Diritti d'autore  AP Photo
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Di Euronews
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Il decreto Sicurezza introduce pene più severe per furti e nuove regole su proteste, minori e immigrazione. Ecco le principali misure previste dal provvedimento approvato al Senato

Il Senato ha approvato il disegno di legge di conversione del decreto-legge Sicurezza con 96 voti favorevoli e 46 contrari, senza astenuti. Il provvedimento passa ora alla Camera dei deputati per l’esame finale, prima della scadenza del decreto prevista per il 25 aprile.

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Il testo si inserisce nella più ampia strategia del governo guidato da Giorgia Meloni in materia di sicurezza pubblica e ordine urbano, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare il controllo del territorio, aumentare la tutela delle forze dell’ordine e migliorare gli strumenti di prevenzione dei reati.

Le misure più (im)popolari del pacchetto

Il decreto Sicurezza introduce un ampio pacchetto di misure che intervengono su diversi ambiti del diritto penale, dell’ordine pubblico e della gestione dei flussi migratori. Sul fronte dei reati contro il patrimonio, viene reintrodotta la procedibilità d’ufficio per il furto aggravato e vengono inasprite le pene per il furto in abitazione, che possono arrivare fino a otto anni di reclusione, così come per il furto con strappo. È inoltre prevista la possibilità di arresto in flagranza differita per i furti in abitazione, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la capacità di intervento delle forze dell’ordine anche a posteriori.

Un altro blocco rilevante riguarda la cosiddetta violenza giovanile e il ruolo dei minori. Il decreto amplia le ipotesi in cui può essere applicato l’ammonimento del questore anche a ragazzi tra i 12 e i 14 anni, includendo reati come lesioni personali, rissa, violenza privata e minaccia se commessi con armi o strumenti atti ad offendere. Viene inoltre introdotto il divieto di vendita di coltelli ai minori, con sanzioni per gli esercenti, e si prevede la possibilità di arresto facoltativo in flagranza per il porto illecito di armi o oggetti pericolosi, segnando un inasprimento dell’approccio sanzionatorio nei confronti della devianza minorile.

Le misure si estendono anche al controllo delle manifestazioni e alla sicurezza pubblica, con nuove restrizioni su perquisizioni, divieti di accesso in aree urbane e sanzioni per cortei non autorizzati o con percorsi difformi da quelli comunicati. È prevista inoltre la possibilità di fermi fino a 12 ore per persone ritenute potenzialmente pericolose durante le manifestazioni, oltre a un rafforzamento delle sanzioni amministrative per chi viola le regole su proteste e assembramenti.

Infine, il provvedimento interviene anche su immigrazione e sicurezza dei confini, introducendo strumenti come l’interdizione temporanea delle acque territoriali in casi eccezionali, nuove regole su espulsioni e rimpatri, restrizioni più severe sui ricongiungimenti familiari e modifiche alle condizioni di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati.

Le posizioni della maggioranza sul decreto Sicurezza

La maggioranza difende il decreto come un intervento necessario per aumentare la sicurezza percepita e reale nelle città. Secondo i sostenitori del provvedimento, il rafforzamento dei controlli e delle dotazioni tecnologiche rappresenta una risposta concreta alle esigenze dei cittadini.

In questa linea si inserisce il senatore di Fratelli d’Italia Giorgio Salvitti, che ha affermato: "La sicurezza è una priorità del governo Meloni e lo dimostra il decreto legge approvato oggi dall'Aula del Senato. Stanziamo 19 milioni di euro per le videocamere comunali e 29 milioni di euro per il fondo per la sicurezza urbana".

Le critiche delle opposizioni al decreto Sicurezza

Sul fronte opposto, il presidente dei senatori del Partito Democratico Francesco Boccia ha espresso una posizione fortemente critica, definendo il provvedimento «una alluvione legislativa panpenalistica totalmente inefficace. Siamo al quarto decreto sulla sicurezza ma è del tutto evidente il fallimento delle politiche del governo in materia di sicurezza. Quattro decreti ma questo paese non è più sicuro: questo provvedimento è solo un manifesto di propaganda, che restringe solo i diritti, che rende le carceri ancora più invivibili, che trasforma il paese in un Far west. Dopo ogni decreto aumenta il disordine normativo senza ridurre il disordine sociale".

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