Via libera dalla Camera dei Deputati alla fiducia sul decreto bollette, con 203 voti a favore e 117 voti contrari. Poche ore prima del voto, il governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta aveva messo in guardia dall'aumento dei prezzi dell'energia causato dalla guerra in Iran
La Camera ha approvato martedì con 203 voti a favore, 117 contrari e tre astensioni, il decreto bollette, su cui il governo aveva posto la fiducia blindando il testo approvato in commissione. Il testo, che passa dopo Pasqua al Senato per la seconda lettura, dovrà essere convertito in legge entro il 21 aprile.
Il provvedimento include misure per un totale di 5 miliardi di euro a sostegno di famiglie e imprese per affrontare i crescenti costi dell'energia e del gas e per procedere nel percorso di indipendenza energetica del Paese.
Il decreto, redatto prima dell'inizio della guerra in Iran, arriva in una fase particolarmente delicata per l’economia. A poche ore dal voto alla Camera il governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, aveva richiamato l’attenzione sugli effetti delle tensioni internazionali, sottolineando come la guerra in Medio Oriente abbia “modificato bruscamente le prospettive” per inflazione e crescita.
Il monito di Panetta: possibile ulteriore aumento prezzi e rallentamento economia
Secondo Panetta, la Banca centrale europea si trova a dovere fronteggiare uno shock negativo dell’offerta energetica, simile a quello registrato dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022.
"L'effetto più immediato del conflitto è stato un forte aumento dei prezzi del gas e del petrolio, con un conseguente indebolimento delle prospettive di crescita e nuove pressioni inflazionistiche", ha dichiarato Panetta nella relazione all'assemblea per l'approvazione del bilancio d'esercizio 2025.
Tuttavia, un elemento chiave riguarda il possibile trasferimento dei rincari energetici sui salari, con il rischio di innescare un "circolo vizioso tra prezzi e salari", ha avvertito il governatore di Bankitalia.
Le principali misure introdotte dal decreto bollette
Nel dettaglio, il decreto introduce un contributo straordinario per aiutare le famiglie a sostenere i costi dell’energia elettrica, dell'ammontare di 115 euro per i nuclei meno abbienti.
Per le imprese, invece, vengono incentivati contratti di lungo periodo che consentano di sganciare il prezzo dell’elettricità da quello del gas, con l’obiettivo di ottenere tariffe calmierate. Viene poi istituito un fondo da duecento milioni di euro per sostenere la liquidità del mercato del gas e contenere i prezzi all’ingrosso.
Otre a misure per promuovere la trasparenza nel settore dell'energia, inclusa la dichiarazione dei margini di profitto realizzati dai fornitori, tra le altre disposizioni figura anche la revisione degli incentivi alle bioenergie, con risparmi stimati fino a circa quattro miliardi entro il 2030, e il prolungamento dell’attività delle centrali a carbone fino al 2038.
Una decisione che ha subito suscitato rabbia tra le associazioni ambientaliste, tra cui il Forum diseguaglianze e diversità, Greenpeace Italia, Kyoto Club, Legambiente, Transport & Environment e Wwf, che in una nota congiunta hanno espresso la loro ferma condanna alla misura.
Il provvedimento include anche il rimborso di alcuni oneri sul gas naturale utilizzato per la produzione di energia elettrica, tra cui i costi per l'acquisto dei permessi di emissione secondo l'Emissions Trading Scheme europeo (Ets). Per poter intervenire sugli Ets il governo ha contattato la Commissione europea, in quanto ogni forma di aiuto di Stato deve essere formalmente notificata a Bruxelles, ha confermato un portavoce dell'Ue.
Istat: primi effetti del conflitto sui prezzi, l'inflazione sale all'1,7 per cento
L'Istituto nazionale di statistica (Istat) ha confermato i timori, d'altra parte, diffondendo sempre martedì i dati sull'inflazione, che indicano come gli effetti del conflitto inizino a pesare sui prezzi.
Secondo l'Istat, a marzo l’inflazione in Italia è salita all’1,7 per cento dall’1,5 per cento di febbraio, trainata soprattutto da energia e prodotti alimentari freschi. Più sostenuto il “carrello della spesa”, che cresce del 2,2 per cento. L’aumento è dovuto in particolare all’accelerazione dei prezzi dell'energia (più 4,9 per cento su base mensile).
Nel complesso, i prezzi al consumo segnano un più 0,5 per cento su base mensile. Tra i rincari più evidenti, carburanti ed energia: il gasolio aumenta del dodici per cento, la benzina del 4,8 per cento.
Anche in Europa si rafforzano le pressioni, visto che l’inflazione nell'Eurozona sale al 2,5 per cento a marzo (dall’1,9 per cento), spinta dai costi energetici legati alla crisi in Medio Oriente.
Critiche al decreto bollette da Codacons e Unione consumatori
Dalle opposizioni sono arrivate dure critiche, con la deputata del Partito democratico Paola De Micheli che ha definito il testo “inconcludente” e frutto di confusione. Anche il Codacons e l'Unione nazionale consumatori (Unc) hanno espresso biasimo e perplessità nei confronti del testo.
Il Codacons ritiene che il provvedimento sia già superato dall’andamento recente dei prezzi energetici, sottolineando come il costo del gas sia aumentato di oltre il 50 per cento rispetto a febbraio e come, secondo l’Istat, i beni energetici abbiano registrato un incremento mensile dell’8,9 per cento.
L'associazione dei consumatori ha poi chiesto la proroga del taglio delle accise sui carburanti in scadenza il 7 aprile. Senza interventi il prezzo del gasolio potrebbe superare i 2,3 euro al litro, avverte il Codacons.
Critico anche Marco Vignola, vicepresidente dell’Unc, secondo cui il decreto risulta inadeguato sia nel breve sia nel lungo periodo. In particolare, viene contestata la riduzione dei bonus sociali rispetto all’anno precedente e l’assenza di misure sufficienti per fronteggiare i rincari più recenti. Secondo l'Unc, l'aumento dei prezzi dell'1,7 per cento per una famiglia con due figli a carico si traduce in un aumento di 622 euro di spese su base annua.