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Commissaria Ue al Board of Peace: scoppia la polemica in Europa

Commissario europeo per il Mediterraneo Dubravka Šuica.
Commissario europeo per il Mediterraneo Dubravka Šuica. Diritti d'autore  Virginia Mayo/Copyright 2024 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Virginia Mayo/Copyright 2024 The AP. All rights reserved
Di Mared Gwyn Jones
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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La Commissaria Dubravka Šuica ha preso parte alla riunione inaugurale del Board of Peace di Donald Trump. La mossa è stata malvista da diversi Paesi e deputati europei. La Francia ha chiesto spiegazioni in merito alla scelta della Commissione

Parigi chiede spiegazioni alla Commissione europea per la decisione di inviare la commissario per il Mediterraneo, Dubravka Šuica, come osservatrice giovedì alla prima riunione formale del Consiglio di pace lanciato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

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"Non sarebbe mai dovuta andare", ha scritto su X il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot.

"Siamo sorpresi perché non ha un mandato del Consiglio [gli Stati membri dell'Ue] per partecipare a questa riunione del Consiglio di pace", aveva dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri di Parigi Pascal Confavreux. "Dovrà spiegarlo al suo ritorno".

Francia, Belgio, Spagna, Irlanda, Slovenia, Svezia e Portogallo hanno sollevato obiezioni sulla partecipazione di Šuica alla cerimonia Washington durante una riunione a porte chiuse degli ambasciatori dei 27 Paesi, tenutasi a Bruxelles il giorno precedente.

La sua presenza rischiava di essere interpretata come un'approvazione collettiva del controverso organismo. Lo statuto del Consiglio, che non fa alcun riferimento a Gaza, è infatti stato ampiamente criticato per l'apparente obiettivo di soppiantare le Nazioni Unite e l'affidamento di ampi poteri a Donald Trump, che detiene la carica di presidente a vita.

Un documento non ufficiale redatto dal braccio diplomatico dell'Ue e visionato da Euronews solleva una serie di preoccupazioni legali relative allo statuto del Consiglio, tra cui il fatto che "l'autonomia dell'ordinamento giuridico dell'Ue confligge con una concentrazione di poteri nelle mani del presidente".

"Il Consiglio per la pace deve concentrarsi sulla situazione a Gaza", ha aggiunto Confavreux, secondo cui "finché c'è ambiguità sul suo raggio d'azione, la Francia non può partecipare".

Anche la ministra degli Esteri slovena Tanja Fajon nutre "riserve" sulla partecipazione di Šuica, anche perché la commissaria non ha autorità sulla politica estera dell'Ue, che viene condotta sulla base di posizioni concordate all'unanimità fra gli Stati membri.

La Commissione ha difeso la partecipazione di Šuica sostenendo che non equivale a un appoggio all'istituzione del Board of Peace e ritenendola fondamentale per gli sforzi dell'Ue di contribuire alla ripresa e alla ricostruzione di Gaza dopo la guerra.

"La nostra partecipazione va vista nel contesto del nostro impegno per l'attuazione del cessate il fuoco a Gaza, così come a prendere parte agli sforzi internazionali per la ripresa e la ricostruzione", ha dichiarato un portavoce della Commissione.

"Crediamo che sia necessario essere al tavolo, altrimenti saremo semplicemente un contribuente e non un attore" nella futura ripresa di Gaza".

L'Unione europea è il principale donatore di aiuti umanitari al popolo palestinese, con un contributo totale di 1,65 miliardi di euro ai territori dallo scoppio della guerra tra Israele e Hamas il 7 ottobre 2023.

Il portavoce della Commissione ha anche sottolineato che ben 14 dei 27 Stati membri hanno inviato un rappresentante diplomatico all'incontro di giovedì, in un chiaro segnale che i governi non vogliono essere esclusi dai colloqui sul futuro postbellico di Gaza.

Cresce il malcontento

La maggior parte dei Paesi, tuttavia, ha scelto di inviare un diplomatico o un funzionario, mentre la Commissione ha inviato un rappresentante politico, cosa che secondo alcuni ha messo a disagio diverse capitali.

Un funzionario dell'Ue, parlando a condizione di anonimato, ha confermato che la presenza di Šuica era un modo per la Commissione di evitare di essere completamente esclusa dai piani del Consiglio per la ripresa di Gaza.

La stessa Commissione continua a sostenere che non entrerà a far parte del Consiglio come membro, adducendo dubbi sulla sua portata, sulla governance e sulla "compatibilità" con la Carta delle Nazioni Unite.

L'Ungheria e la Bulgaria sono gli unici Paesi dell'Ue a essere entrati nel Consiglio come membri permanenti. Ma 14 Paesi, tra cui Germania, Italia, Paesi Bassi e Polonia, hanno inviato un rappresentante diplomatico come osservatore della riunione (anche la partecipazione di Antonio Tajani ha suscitato polemiche).

La rabbia degli eurodeputati

Pure molti eurodeputati hanno criticato la scelta della Commissione europea.

Nathalie Loiseau, eurodeputata francese, ha messo in dubbio il "mandato" che consente a Šuica di partecipare alla riunione di Washington.

"Da quando la Commissione decide su questo tipo di questioni alle spalle degli Stati membri? Dovrà spiegarsi rapidamente", ha scritto Loiseau su X.

Anche i socialisti di centro-sinistra e i centristi di Renew Europe hanno rilasciato dichiarazioni in cui chiedono alla Commissione di motivare la scelta.

"La Commissione doveva stare il più lontano possibile da questo consesso, a cui non importa nulla del popolo palestinese", ha detto Euronews l'eurodeputata del Partito Democratico Cecilia Strada.

"Legittimare un organismo che si pone ai margini dell'Onu e invita all'influenza autocratica è contrario ai principi dell'Ue", ha dichiarato il gruppo Renew Europe.

Il gruppo della Sinistra, invece, ha descritto la mossa come un "patetico atto di inginocchiamento a Trump".

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