Nel corso dell'informativa alla Camera sulla risoluzione di maggioranza per prorogare il sostegno militare all'Ucraina, il ministro della Difesa Crosetto ha ribadito l'importanza del sostegno militare a Kiev, di fronte alla Russia che non sembra voler ridimensionare le sue richieste territoriali
"Sostenere l'Ucraina non significa voler prolungare il conflitto, significa evitare che la fine dell'ostilità si trasformi in una pace apparente e fragile, costruita sull'ingiustizia e destinata a spezzarsi nuovamente". È questa l'idea centrale dietro al decreto per prorogare gli aiuti militari all’Ucraina, evidenziata dal ministro della Difesa Guido Crosetto nel corso della sua informativa alla Camera.
"Interrompere oggi il sostegno, l'aiuto all'Ucraina"- ha proseguito Crosetto, - "significherebbe rinunciare alla pace prima di averla costruita". Per questo l'Italia dovrebbe rinnovare il suo impegno ad aiutare Kiev, anche se nel corso dell'ultima riunione della Coalizione dei Volenterosi il governo ha ribadito il no all'invio di truppe sul terreno, ha ricordato il ministro della Difesa.
Crosetto: "La Russia un Paese in guerra perenne", il 40 per cento del bilancio russo usato per gli sforzi bellici
Kiev ha bisogno di una capacità di difesa adeguata per proteggere il proprio territorio, la propria popolazione, "non per vincere una guerra" o sconfiggere un nemico, secondo Crosetto, che ha messo in guardia dai pericoli derivanti da un calo del sostegno internazionale, che in questo momento "non porterebbe alla pace, al contrario favorirebbe un'ulteriore escalation dell'aggressione".
"La Russia non pare arretrare, anzi, il contrario. Putin continua a dichiararsi pronto a conquistare territori che considera propri", ha aggiunto Crosetto.
Il ministro della Difesa ha ricordato come la macchina militare russa continui a crescere, mentre Mosca non sembra disposta a ridimensionare le proprie richieste, in particolare quelle territoriali. Ormai la Russia "sta diventando un Paese in guerra perenne", secondo Crosetto. Nonostante da mesi sia sul tavolo dei negoziati una potenziale soluzione diplomatica al conflitto, "non abbiamo risposte da parte di Mosca, che usa il negoziato per temporeggiare e consolidare le conquiste territoriali", mentre per Kiev "la guerra non riguarda i confini ma il diritto di esistere come nazione libera".
Per l'Ucraina oggi la vittoria è essere in piedi, non essere stata assorbita. "Oggi Kiev dispone di Forze armate che per numero sono le maggiori d'Europa", ha ricordato il ministro della Difesa. Ma la Russia dedica ormai "circa il 40 per cento del bilancio pubblico alla capacità bellica" e quella di Mosca è diventata "un'economia di guerra", nonostante la sua avanzata reale in Ucraina negli ultimi tre anni sia stata pari "all'1,5 per cento" del territorio ucraino, "al prezzo di oltre mille morti al giorno", ha dichiarato Crosetto.
Cosa prevede la risoluzione di maggioranza sugli aiuti all'Ucraina
Alla luce di queste considerazioni, con la risoluzione la maggioranza si impegna a "continuare a sostenere l’Ucraina, in coordinamento con la Nato, l’Unione europea, i paesi G7, e gli alleati internazionali, attraverso un contributo coerente con gli impegni assunti e finalizzato alla difesa della popolazione, delle infrastrutture critiche ed in prospettiva alla sicurezza complessiva del continente europeo", si legge nel testo.
"Un'arma è una cosa negativa quando si usa contro qualcuno", ha spiegato il ministro della Difesa, "ma quando un'arma impedisce a un'altra arma di cadere su un ospedale, su una centrale elettrica o su un palazzo, è una cosa diversa".
"Il decreto legge approvato dal governo garantisce continuità ad un impegno che l'Italia ha assunto con serietà e coerenza fin dal primo giorno dell'aggressione russa. E lo facciamo in una fase delicata, che molti definiscono di transizione. Segnata dal moltiplicarsi di contatti e segnali di una possibile apertura negoziale che tutti auspichiamo", ha sottolineato Crosetto.
La pace, secondo il ministro della Difesa, non arriva perché la invochiamo. Né perché l'opinione pubblica è stanca della guerra. "La pace si costruisce con fatica, con fermezza e con lucidità".
L'Italia promette anche di valorizzare il rafforzamento degli aiuti di carattere civile, sanitario, logistico e umanitario, oltre a continuare a cercare una soluzione diplomatica, lavorando per favorire le iniziative volte a un cessate il fuoco ed al compimento del processo negoziale in corso, che conduca a una pace giusta e duratura, oltre a rafforzare il contributo italiano alle iniziative di resilienza energetica, di ricostruzione, sviluppo e stabilizzazione macro-finanziaria dell’Ucraina, in coordinamento con la piattaforma donatori G7, anche attraverso forme di cooperazione industriale e partenariati strategici, in un’ottica di sicurezza, cooperazione e crescita europea.