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Elezioni, Meloni: "Europa non sia più gigante burocratico e nano politico"

Giorgia Meloni durante l'ultimo comizio pre elezioni
Giorgia Meloni durante l'ultimo comizio pre elezioni Diritti d'autore Alessandra Tarantino/Copyright 2024 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Alessandra Tarantino/Copyright 2024 The AP. All rights reserved
Di Fortunato Pinto
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La premier italiana chiude la campagna elettorale in Piazza del Popolo a Roma. Meloni attacca i dem e promette che Fratelli d'Italia e l'Ecr non faranno una coalizione con la sinistra. Dura l'accusa allo Spitzenkandidat dei socialisti Schmit

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La leader di Fratelli d'Italia e presidente del Consiglio, nonché presidente del Gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei, ha chiuso in Piazza del Popolo a Roma la campagna elettorale per le elezioni europee, in programma in Italia l'8 e il 9 giugno.

In una giornata molto calda, che ha portato anche all'intervento dell'ambulanza per una sostenitrice che ascoltava sotto il sole del pomeriggio romano, Meloni ha attaccato l'opposizione e soprattutto la sinistra, ribadendo che con loro il suo partito non farà nessuna coalizione. "Con la sinistra non governeremo mai in Italia e in Europa, vogliamo portare il modello del centrodestra d'Italia in Europa e mandare all'opposizione le sinistre", ha detto la premier italiana.

Meloni a Schimt e Schlein: "Fornite alibi agli estremisti"

Meloni ha poi attaccato la leader del Partito democratico Elly Schelin e lo Spitzenkandidat del Partito socialista europeo Nicolas Schmit. Durante il suo intervento al dibattito tra i candidati leader alla Commissione europea Schmit ha detto di non ritenere democratici i gruppi Ecr e Id. "Voi fornite alibi agli estremisti per avvelenare le nostre democrazie con l'odio politico, e vi presentate come forze responsabili. È vergognoso che si usino questi temi per raggranellare qualche voto", ha detto Meloni e aggiunto: "Se non sono un leader democratico, cosa sono? Sono un dittatore? E se sono un dittatore, cosa si fa? La lotta armata per depormi? Sono dichiarazioni deliranti, irresponsabili, di gente che per raggranellare mezzo voto scherza con il fuoco".

Meloni difende Rama il progetto sui centri migranti in Albania

In piazza Meloni ha poi ribadito l'appoggio al premier albanese Edi Rama. "Lo stanno massacrando solo perché ha tentato di dare una mano all'Italia e hanno provato a far dire all'Europa che il protocollo con l'Albania era contrario allo stato di diritto", ha spiegato Meloni, che ha poi ricordato la lettera inviata da 15 Paesi membri per adottare un modello secondo cui i migranti saranno inviati in Paesi terzi. "Sapete qual è stato il risultato? Che 15 nazioni europee su 27, hanno firmato una lettera per chiedere alla Commissione europea di replicare il modello italiano", ha detto Meloni.

"Europa gigante burocratico, ma nano politico"

Secondo la premier italiana, "l'Europa è un gigante burocratico, ma anche un nano politico". "Qui si fa la storia e la storia possiamo essere noi. Siamo ad un punto di svolta", ha ancora detto Meloni alla piazza: "L'Europa deve riscoprire il proprio ruolo nella storia, occuparsi di poche grandi materie e lasciare agli stati Nazionali di decidere su ciò che non ha bisogno di essere centralizzato".

Meloni: "Vinto lo scudetto, ora vincere la Champions"

L'elezioni per il popolo dei conservatori, sostiene Meloni, saranno come la Champions League. "Ora dobbiamo alzare la posta in Europa. Abbiamo vinto lo scudetto (la guida del governo italiano, ndr), ora dobbiamo vincere la Champions League", ha detto alla piazza che applaudiva. "Vogliamo fare a Bruxelles quello che abbiamo fatto a Roma un anno e mezzo fa: mandare all'opposizione rossi verdi gialli che tanti danni hanno fatto al nostro continente in questi anni".

Mentre Meloni interveniva in Piazza del Popolo, da Piazza Vittorio Emanuele è partito il corteo promosso dal 'comitato 1 giugno' che si è diretto a Porta Pia passando per l'università di Roma La Sapienza. La manifestazione è stata definita "la prima mobilitazione unitaria nazionale contro il governo Meloni".

A Milano invece i comizi di Elly Schlein per il Pd e di Matteo Salvini della Lega, accompagnato dal generale Roberto Vannacci. Momenti di tensione sono stati registrati con degli antagonisti che hanno provato ad avvicinarsi alla comizio leghista.

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