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In Polonia niente più compiti a casa per gli studenti, le riforme del sistema scolastico di Tusk

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Studentessa Diritti d'autore Screenshot from AP video
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Di Ilaria Cicinelli
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Aboliti i compiti a casa per gli studenti polacchi fino al terzo grado, diventeranno facoltativi e non influiranno sul voto finale dal quarto all'ottavo grado, l'equivalente della terza media in Italia. La decisione fa parte delle riforme del sistema scolastico proposte dal primo ministro Tusk

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Niente più compiti a casa per gli studenti polacchi. Come promesso in campagna elettorale dalla Coalizione civica guidata dall'attuale primo ministro Donald Tusk, tra le "cento politiche concrete", gli insegnanti non daranno più compiti ai bambini dal primo al terzo grado, equivalenti alla prima e alla terza elementare in Italia. 

 I compiti a casa sono ora facoltativi per gli studenti dal quarto grado all'ottavo, in Italia equivalente alla quarta elementare e alla terza media, e non contano ai fini del voto.

I bambini polacchi frequentano otto anni di scuola primaria, a partire dall'età di sette anni.

Alunni entusiasti, critiche da una parte degli insegnanti

Gli alunni hanno accolto la decisione con entusiasmo. "Sono felice perché questi compiti non mi sono piaciuti molto", ha detto Ola, una studentessa di Varsavia di undici anni, "Non avevano molto senso perché la maggior parte delle persone nella mia classe li copiavano la mattina da qualcuno che aveva fatto i compiti".

Ma non tutti ne sono convinti. Sławomir Broniarz, capo del sindacato polacco degli insegnanti, afferma che, pur riconoscendo la necessità di alleggerire gli oneri a carico degli studenti, le nuove regole sono state imposte senza un'adeguata consultazione con gli insegnanti.

La rimozione dei compiti a casa potrebbe ampliare il divario educativo tra i bambini che hanno un forte sostegno a casa da parte dei genitori e quelli provenienti da famiglie con meno sostegno e minori aspettative.

Le riforme scolastiche del governo Tusk

Da quando è entrato in carica a dicembre scorso il governo guidato da Donald Tusk ha lanciato una serie di riforme per smantellare il sistema istituito dal precedente governo di Diritto e Giustizia (Pis). Alla fine del 2023 Tusk ha annunciato un aumento salariale del 30 per cento per gli insegnanti. 

Anche il programma scolastico ha subito diverse modifiche. Il ministero dell'Istruzione ha tagliato il numero di ore previste per le lezioni di studi religiosi. Il Financial Times riporta inoltre come parte della storia e della letteratura polacca che era stata promossa nell’ambito dell’agenda ultranazionalista e conservatrice del Pis sarà rimossa dalle aule, in particolare le opere di Papa Giovanni Paolo II.

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