Cresce l'interesse per le elezioni europee (ma anche i voti per i partiti euroscettici)

Una donna si fa dipingere il volto come la bandiera dell'UE durante un festival fuori dal Parlamento europeo a Bruxelles, domenica 26 maggio 2019\.
Una donna si fa dipingere il volto come la bandiera dell'UE durante un festival fuori dal Parlamento europeo a Bruxelles, domenica 26 maggio 2019\. Diritti d'autore Francisco Seco/Copyright 2019 The AP. All rights reserved.
Di Mared Gwyn JonesVincenzo Genovese
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

Secondo l'ultimo sondaggio Eurobarometro, è in aumento l'interesse dei cittadini europei per le elezioni del 2024, mentre i sondaggi prevedono un'impennata di consensi per i partiti euroscettici di estrema destra. Il 61% degli europei favorevole al progetto comunitario

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Il 57% dei cittadini dell'Ue è interessato alle prossime elezioni europee a sei mesi dall'apertura delle urne, il 6% in più rispetto alle precedenti elezioni del 2019, secondo i risultati del sondaggio Eurobarometro presentato il 6 dicembre dal Parlamento europeo.

Secondo il sondaggio, se le elezioni si tenessero la prossima settimana, voterebbe il 68% degli elettori, cioè il 9% in più rispetto alla tornata precedente.

"I partiti che prima sostenevano l'uscita dall'Unione Europea ora fanno altri tipi di proposte, perché fa molto freddo là fuori"
Jaume Duch
Portavoce del Parlamento europeo

Estrema destra in crescita

Ma le proiezioni di un'impennata di consensi per i partiti di estrema destra, in seguito ai recenti risultati elettorali in vari Paesi membri, gettano dubbi sul futuro dell'Unione.

Il portavoce del Parlamento europeo, Jaume Duch, ha dichiarato a Euronews che lo spostamento a destra della composizione del Parlamento non eroderà necessariamente il ruolo dell'Unione, nonostante le tendenze euroscettiche di alcuni partiti di estrema destra.

"I partiti che prima sostenevano l'uscita dall'Unione Europea ora fanno altri tipi di proposte, perché fa molto freddo là fuori. Piuttosto fanno proposte che mirano a rendere l'Unione europea come loro ritengono debba essere".

Secondo l'ultima proiezione di Europe Elects, il gruppo di estrema destra Identità e Democrazia (Id) del Parlamento europeo, a cui appartengono la Lega, il Rassemblement National e Alternative für Deutschland, potrebbe ottenere fino a 11 seggi in più nel voto di giugno: quasi tutti a discapito degli eurodeputati della Sinistra, mentre gli altri gruppi resterebbero piùomeno invariati in termini numerici.

La recente vittoriadel Partito per la libertàdi Geert Wilders alle elezioni olandesi di novembre è stata l'ultimo segnale di una tendenza che ha visto forze euroscettiche di destra trionfare anche in Italia, Finlandia e Svezia.

Entusiasmo elettorale disomogeneo nell'UE

L'indagine del Parlamento europeo rivela anche forti discrepanze nel livello di interesse per le elezioni europee. È interessante notare che il 50% degli elettori più giovani è interessato rispetto al 57%-59% delle altre fasce d'età, nonostante le nuove generazioni siano tendenzialmente più favorevoli al progetto europeo.

Inoltre, l'interesse per le elezioni oscilla in modo significativo tra i Paesi dell'Unione, passando da un massimo del 69% nei Paesi Bassi a un minimo del 28% nella Repubblica Ceca.

Anche la probabilità di votare, che si attesta su una media del 68%, varia da Paese a Paese, con i danesi più inclini a presentarsi alle urne e i ciprioti meno. In 24 dei 27 Paesi del blocco, i cittadini sono più propensi a votare rispetto al 2019, con gli aumenti più significativi registrati in Polonia (23%) e Slovacchia (20%). In Italia il dato si attesta al 62%.

Entrambi i Paesi hanno visto un drammatico cambiamento nella loro leadership politica negli ultimi mesi. In Polonia, Donald Tusk cercherà di formare un governo pro-europeista, dopo otto anni con la destra di Diritto e Giustizia al potere. In Slovacchia, Robert Fico ha formato un nuovo esecutivo a ottobre, dopo aver promesso battaglia contro alcune delle decisioni dell'Ue, come l'invio di armi all'Ucraina.

La maggioranza favorevole all'Ue

Secondo il sondaggio, il 61% degli europei ritiene che l'appartenenza all'Ue sia una cosa positiva, in leggero aumento rispetto al 59% registrato prima delle elezioni del 2019 e soprattutto al minimo del 47% raggiunto nel maggio 2011. La percentuale sale al 70% tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni, la fascia d'età che si è rivelata meno propensa al voto.

"Le nuove generazioni hanno ancora più problemi delle precedenti - sostiene Jaume Duch -. Ma questo, in ultima analisi, rende il progetto europeo ancora più prezioso". Nel 2024, Austria, Belgio, Germania, Grecia e Malta permetteranno ai giovani di 16 e 17 anni di votare alle elezioni europee per la prima volta.

Tuttavia, alla domanda se l'appartenenza all'Unione abbia arrecato benefici al proprio Paese, le risposte cambiano significativamente a seconda degli Stati. 

I meno convinti sono gli austriaci (55%), mentre Lituania, Malta e Lussemburgo guidano la classifica delle popolazioni più soddisfatte. Proprio in Austria, Le elezioni nazionali coincideranno con le europee e il partito di estrema destra Fpö è attualmente in testa ai sondaggi.

In Italia, il 43% degli intervistati ritiene un bene l'appartenenza all'Ue, quattro punti percentuali in meno rispetto alla rilevazione di marzo 2023. Un altro 43% non la considera "né un bene né un male" e il 13% una cosa negativa. Secondo il 57% dei connazionali l'Italia ha tratto vantaggi dall'Ue, per il 37% invece no.

In sei mesi, comunque, possono cambiare molte cose in politica, sostiene Jaume Duch. Il responso delle urne, a giugno 2024, darà le uniche percentuali che contano.

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