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Dieselgate, diritto al risarcimento per i proprietari dei veicoli

Il gruppo Mercedes-Benz ha sede a Stoccarda
Il gruppo Mercedes-Benz ha sede a Stoccarda Diritti d'autore THOMAS KIENZLE/AFP
Diritti d'autore THOMAS KIENZLE/AFP
Di Stefan Grobe
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La sentenza della Corte di Giustizia dell'Ue su una causa intentata da un automobilista tedesco contro Mercedes-Benz. Ma sarà il tribunale nazionale a decidere se il software montato sul veicolo fosse o meno un "impianto di manipolazione"

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I proprietari di veicoli dotati di dispositivi che ne hanno alterato il conteggio delle emissioni hanno diritto a un risarcimento. Lo dice una sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea in una causa intentata in Germania contro il gruppo Mercedes-Benz.

La causa e la sentenza

Il promotore della causa lamentava la presenza sulla sua auto a diesel di un impianto di manipolazione che riduceva il tasso di fuoriuscita dei gas di scarico in funzione della temperatura esterna: una pratica già ritenuta illegale dalla Corte e utilizzata da alcuni produttori di automobili per modificare le emissioni di ossido di azoto dei propri modelli.

Il tribunale con sede a Lussemburgo spiega in una nota che sarà la giustizia tedesca a decidere come dare attuazione alla sentenza ed eventualmente determinare l'importo della compensazione.

Mercedes-Benz ha reagito affermando che "è rilevante solo il danno effettivamente causato a un acquirente" e che nel caso di specie non è provata la presenza di un "impianto illegale di manipolazione"

In effetti la Corte chiarisce che spetta al giudice tedesco stabilire se il software del veicolo sia qualificabile come impianto di manipolazione o se il suo uso possa invece essere giustificato in base ad una delleeccezioni del regolamento sull'omologazione dei veicoli a motore, in vigore dal 2007.

Ma intanto la decisione potrebbe incoraggiare altri ricorsi da parte degli automobilisti europei.

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