Il primo ministro della Moldova a Bruxelles: "Nel nostro Paese una guerra ibrida"

Natalia Gavrilița è Primo ministro della Moldova dal 2021
Natalia Gavrilița è Primo ministro della Moldova dal 2021 Diritti d'autore Virginia Mayo/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
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Di Efi Koutsokosta
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Natalia Gravilita ha incontrato i vertici comunitari a sette mesi dal riconoscimento di dello status di candidato all'ingresso nell'Ue. Che promette di continuare ad aiutare il governo di Chișinău

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Il primo ministro della Moldova Natalia Gavrilita si è recata a Bruxelles per incontrare i vertici comunitari, sette mesi dopo che il suo Paese ha ricevuto lo status di candidato all'ingresso nell'Unione Europea. L'Europa ja promesso di continuare a sostenere l'economia e la sicurezza energetica moldave, minacciate dalla guerra in Ucraina.

"Ci aspettavamo una crescita economica del 5% nel 2022 e invece abbiamo visto un calo del 5,5%", dice il primo ministro a Euronews. "Abbiamo un'inflazione molto alta: ad esempio il prezzo del gas è aumentato di sette volte, quello dell'elettricità di tre volte. E anche se abbiamo un programma di assistenza sociale mirato, le bollette sono aumentate vertiginosamente".

Minaccia costante

Secondo Gavrilita, la Russia è responsabile di minare la stabilità del suo Paese con diversi mezzi, non solo le intimidazioni militari.

"Stiamo assistendo a una guerra ibrida. Ad esempio, le forze filo-russe tentano di destabilizzare politicamente il Paese attraverso proteste ottenute dietro pagamento, che si sono rapidamente placate quando gli oligarchi fuggiti dalla Moldova sono stati inseriti nelle liste delle persone sanzionate e i loro flussi di denaro sono stati limitati. Nel 2022 abbiamo subito i più estesi attacchi informatici della storia del nostro Paese e abbiamo la minaccia delle bombe".

Grande fonte di preoccupazione rimane la Transnistria, una regione separatista di fatto indipendente dal governo moldavo dal 1992, situata al confine con l'Ucraina e fortemente legata a Mosca.

Il timore è che la Russia possaappoggiarne le rivendicazioni in maniera analoga a quanto fatto per le autoproclamate repubbliche di Donestk e Lugansk in Ucraina, il casus belli che ha portato all'invasione del 24 febbraio 2022.

"Consideriamo la situazione nella regione della Transnistria fragile ma stabile e sappiamo che gran parte della situazione in Moldova dipenderà dall'evoluzione della guerra in Ucraina. Vediamo che gli ucraini resistono coraggiosamente e combattono per la sicurezza non solo del proprio Paese, ma anche della Moldova e in generale per i valori che noi europei professiamo.

In Moldova cresce pure l'immigrazione irregolare, con sempe più persone in transito nel Paese: per Gavrilita i numeri non sono ancora preoccupanti, ma potrebbero presto diventarlo.

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