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La forza di una foto, per difendere la democrazia

La foto di Jodi Bieber fa parte di un reportage del 2010 sulla condizione delle donne in Afghanistan
La foto di Jodi Bieber fa parte di un reportage del 2010 sulla condizione delle donne in Afghanistan Diritti d'autore World Press Photo
Diritti d'autore World Press Photo
Di Isabel Marques da Silva
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A Bruxelles in scena la mostra della World Press Photo Foundation, tra immagini iconiche e scatti d'autore che hanno contribuito a richiamare l'attenzione su processi ed eventi storici

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Anche una singola fotografia può contribuire a difendere la democrazia.

Il ritratto di Jodie Bieber di una donna afgana sfigurata dal marito, ad esempio, nel 2010 è finito sulla copertina della rivista Time ed è diventato famoso in tutto il mondo, come poche altre immagini storiche.

Una mostra per la democrazia

La fotografa sudafricana ha vinto il prestigioso concorso World Press Photo nel 2011 e, invitata alla mostra Iconic a Bruxelles, afferma che realtà e simbolismo sono due facce della stessa medaglia.

"La considero una rappresentazione de "La bella e la bestia". Perché la prima volta che guardi la fotografia ti meravigli... vedi prima questa bella donna e poi vedi il suo naso. Molti, molti anni fa volevo creare un progetto sulla violenza contro le donne e nessuna voleva farsi fotografare. Ora le donne stanno combattendo contro la violenza di genere e stanno dando un volto a quello che è hanno dovuto subire. Si stanno ribellando molto più di quanto non abbiano mai fatto prima d'ora".

L'esibizione è stata organizzata dal Parlamento Europeo insieme alla World Press Photo Foundation e resterà aperta fino al gennaio 2023. Oltre a quello già avvenuto sul rapporto tra democrazia e fotografia, tra ottobre e dicembre si terranno altri dibattiti su libertà di stampa e pluralismo dei media.

Un mestiere particolare

Tra gli invitati c'è anche l'italiano Pietro Masturzo, vincitore del premio nel 2010 con una foto della protesta popolare dopo le elezioni del 2009 in Iran, argomento oggi particolarmente attuale.

"A volte ti senti frustrato, ti chiedi 'Che cosa sto facendo? Non è tutto inutile?' Ma, dopo, ripensando alle cose che possono accadere anche a molti anni di distanza, scopri che anche questo è un modo per difendere la democrazia. Anche solo pensare, fare domande, dubitare è importante per la democrazia", dice a Euronews. Non capita di rado che grandi reportage fotografici aiutino a introdurre alcuni argomenti nel dibattito pubblico.

Anche per questo  la World Press Photo Foundation, creata nel 1965, assegna un premio annuale, organizza un tour fotografico e soprattutto guida gli aspiranti fotografi attraverso le sfide della professione, riassunta dalla direttrice esecutiva Joumana El Zein Khoury, Direttore Esecutivo.

"Cosa significa oggi essere un fotografo, in termini di libertà di espressione, di censura? Come bisogna muoversi in concreto, in nei diversi contesti in cui si lavora?" Le risposte a queste domande sono molto utili per chi parte alla ricerca dello scatto perfetto.

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