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I prezzi del gas in Europa hanno battuto un nuovo record: quanto ancora possono salire?

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Di Jorge Liboreiro
"I prossimi cinque o dieci inverni saranno difficili", ha avvertito il primo ministro belga Alexander De Croo.
"I prossimi cinque o dieci inverni saranno difficili", ha avvertito il primo ministro belga Alexander De Croo.   -   Diritti d'autore  Markus Schreiber/Ap

Le bollette del gas in tutta Europa continuano ad aumentare. Mercoledì scorso i prezzi future del gas al Title Transfer Facility (TTF), la principale piattaforma di scambio del continente, hanno raggiunto i 292 euro per megawattora, una cifra enorme rispetto ai 27 euro di un anno fa.

Il nuovo massimo storico fa seguito al recente annuncio di Gazprom, il colosso energetico russo controllato dallo Stato, che la scorsa settimana ha dichiarato che avrebbe chiuso il gasdotto Nord Stream 1 per un'operazione di manutenzione di tre giorni.

Gazprom sostiene che il gasdotto deve essere controllato per verificare la presenza di crepe, ammaccature, perdite e altri potenziali inconvenienti. I politici europei hanno ripetutamente accusato l'azienda di usare i flussi energetici come un'arma di ricatto e di sfruttare le questioni tecniche come pretesto per esercitare pressioni sui Paesi per volere di Vladimir Putin.

Ma anche prima che Gazprom prendesse questa decisione inaspettata i prezzi del gas in tutta Europa avevano iniziato un nuovo e costante aumento. Alla fine di luglio il precedente record raggiunto all'inizio di marzo era stato frantumato. Finora agosto ha visto un aumento apparentemente inarrestabile dei prezzi del gas.

Un'estate più calda del solito e un conseguente aumento dell'uso dell'aria condizionata hanno alimentato la tendenza al rialzo, insieme a una grave siccità che ha ridotto l'energia idroelettrica e limitato l'attività delle centrali nucleari.

Allo stesso tempo i governi si stanno affrettando a riempire i loro depositi di gas in vista della stagione invernale, mentre i timori di un malcontento popolare crescono di giorno in giorno. La corsa agli acquisti ha inevitabilmente fatto lievitare i prezzi. "I prossimi cinque o dieci inverni saranno difficili", ha avvertito il primo ministro belga Alexander De Croo.

Sebbene lo stoccaggio svolga un ruolo chiave nella sicurezza delle forniture, è ben lungi dall'essere una panacea per i molteplici problemi energetici dell'Ue: l'Europa ha una capacità di stoccaggio di oltre 100 miliardi di metri cubi (bcm) di gas, un quarto del suo consumo annuale di 400 bcm.

Mentre i prezzi del gas continuano a salire, emerge una domanda pressante: quanto possono salire? "In teoria, non c'è limite. Il mercato, come sempre, tiene conto delle circostanze peggiori, dei peggiori scenari", ha dichiarato a Euronews Jonathan Stern, ricercatore presso l'Oxford Institute for Energy Studies.

"Se il Nord Stream 1 non riprende i flussi dopo i tre giorni di manutenzione, non c'è modo di dire quanto i prezzi possano peggiorare - sottolinea Stern -. Almeno fino a quando non vedremo quanto sarà freddo l'inverno: probabilmente sarà allora che i prezzi raggiungeranno il picco".

"Offerta seriamente limitata"

La speculazione è parte integrante del mercato energetico europeo. Oggi il sistema è liberalizzato e risponde alle dinamiche della domanda e dell'offerta.  Non è sempre stato così. Prima degli anni 2000 la maggior parte dei contratti per il gas si basava su una prospettiva a lungo termine ed era legata al prezzo di un altro combustibile fossile fondamentale: il petrolio. L'indicizzazione offriva certezza e stabilità, ma si è rivelata troppo rigida per affrontare le sfide del nuovo millennio.

Il mercato è passato gradualmente a contratti più brevi, basati sulle tendenze economiche in tempo reale, che hanno portato a prezzi più bassi e competitivi sia per l'industria che per i consumatori. Questa flessibilità è stata ritenuta essenziale per far fronte alla transizione verde.

Il passaggio, tuttavia, ha reso l'Europa più esposta alla volatilità dei prezzi: con l'aumento della domanda di gas, sono aumentate anche le bollette. Fino a quest'anno gli alti e bassi erano gestibili. Ma la decisione della Russia, principale fornitore di energia dell'Ue, di invadere l'Ucraina ha mostrato i limiti del sistema.

Le famiglie sono ora alle prese con bollette dell'elettricità incredibilmente care, le fabbriche riducono le ore di produzione nel tentativo di risparmiare energia e i governi elaborano piani di razionamento del gas. Nel frattempo l'energia spinge l'inflazione a livelli record, le banche centrali si affrettano ad aumentare i tassi di interesse, l'euro raggiunge la parità con il dollaro e una profonda recessione incombe sull'intero continente.

"In caso di recessione la nostra vita sarà più difficile sotto molti aspetti, ma più facile in termini energetici. La domanda di gas diminuirà e i prezzi si allontaneranno da quelli attuali - ha dichiarato il professor Stern -. Tuttavia non vedremo prezzi 'normali' almeno per tre o quattro anni".