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La proposta della Commissione UE: confiscare e vendere i beni russi per ricostruire l'Ucraina

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Di Shona Murray
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Dopo il congelamento dei beni russi, la Commissione europea propone di venderli.
Dopo il congelamento dei beni russi, la Commissione europea propone di venderli.   -   Diritti d'autore  Francisco Ubilla/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved

Finora l'Unione Europea ha congelato l'accesso a yacht, fondi e case degli oligarchi russi. Ora vuole confiscarli e venderli definitivamente per pagare la ricostruzione dell'Ucraina.

La Commissione europea ha annunciato l'intenzione di rendere legale tale operazione per gli Stati membri.

L'Europa sta spendendo miliardi di euro per sostenere l'Ucraina e spenderà diversi miliardi in futuro per la ricostruzione del Paese. Alcuni Stati membri sostengono che i responsabili dovrebbero pagare.

Le proposte implicano l'introduzione in ogni Stato membro di nuove leggi che consentano la confisca permanente, per facilitare le procedure giudiziarie per ottenere i beni.

"Per il momento stiamo dicendo che se c'è una confisca con una procedura giudiziaria sarà possibile per gli Stati membri mettere il risultato della confisca - quindi l'importo totale del denaro - in un fondo comune per le vittime ucraine e forse per partecipare ai primi passi nella ricostruzione dell'Ucraina", ha spiegato in conferenza stampa Didier Reynders, commissario europeo alla Giustizia. "Ma naturalmente per fare questo è necessario un trasferimento di proprietà dal congelamento alla confisca. Con una decisione giudiziaria sarà possibile organizzarlo", ha aggiunto.

Sebbene sia stata richiesta da alcuni Stati membri, in particolare quelli baltici e la Polonia, questa misura, potrebbe essere difficile da attuare in tutti i 27 Paesi. Ed è giuridicamente complessa.

"L'UE compie un ulteriore passo avanti, istituendo di fatto un ordine di confisca a livello europeo che dovrà essere applicato dalle autorità nazionali", ha spiegato Federico Fabbrino, professore di Diritto dell'Unione Europea all'Università di Dublino. "In effetti, trattandosi di una direttiva, gli Stati dovranno darle seguito e adottare una propria legislazione interna o un provvedimento amministrativo per dare attuazione alle disposizioni", ha specificato ancora.

Tutti gli Stati membri devono concordare sulla proposta, ma non è chiaro se esista la volontà politica di adottarla.

Finora l'UE ha congelato 10 miliardi di euro in beni fisici e più di 20 miliardi di euro in conti bancari.