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Quarta sconfitta populista in Europa in appena sei mesi

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Di Gregoire Lory  & Alberto de Filippis
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È con il sottofondo musicale dell'Inno alla gioia, l'inno europeo, che il presidente francese ha segnato la sua rielezione. Per l'Unione Europea il successo di Emmanuel Macron contro la candidata di estrema destra Marine Le Pen è un sollievo. Questo successo elimina la prospettiva di una paralisi all'interno del progetto comune. Ma di fronte alla guerra in Ucraina e alle sue conseguenze, è soprattutto la gestione di queste crisi a dettare l'agenda politica del Capo dello Stato.

Dice Eric Maurice, Fondazione Robert Schuman: "La priorità è l'urgenza della guerra in Ucraina, le sue conseguenze economiche, le questioni di difesa europea, ma anche: come frenare l'inflazione? Come rinunciare al petrolio e al gas russo? La questione delle sanzioni anche alla Russia. E poi ci sono alcuni progetti da portare avanti, in particolare la questione della carbon tax alle frontiere".

Il successo di Emmanuel Maron non deve mascherare la sfiducia espressa dagli elettori di Marine Le Pen nei confronti del progetto europeo. Con il 41% dei voti, questo voto per l'estrema destra segna un nuovo divario nel mondo politico.

Geneviève Pons, fondazione- Jacques Delors: "Il grande dibattito in Francia, dopo essere stato un dibattito destra-sinistra, è un dibattito aperto-chiuso, ottimista-pessimista, beneficiario o vittima della globalizzazione".

Dopo la Francia, i populisti hanno subito un'altra battuta d'arresto in Europa. Il primo ministro sloveno Janez Jansa ha perso le elezioni generali a favore del candidato liberale. Questa sconfitta isola ulteriormente il primo ministro ungherese, Viktor Orban, che difende un programma illiberale contro l'UE.

Dice John O'Brennan, dell'università Maynooth, in Irlanda: "Il risultato sloveno è stato in realtà altrettanto interessante e importante potenzialmente quanto il risultato francese, perché qui abbiamo avuto una figura simile a Viktor Orban nel primo ministro Janez Jansa sconfitto in modo molto duro e inaspettato. È almeno la quarta grande sconfitta per i populisti, leader di destra in Europa negli ultimi 6 mesi, dopo quella di Boyko Borissov in Bulgaria e Mr Babis in Cechia".

Se l'Unione può essere soddisfatta di questi ultimi risultati, le istituzioni europee dovranno fornire risposte innovative se vogliono convincere gli elettori a lungo termine e reprimere il discorso populista.