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La Brexit preoccupa il governo irlandese

La Brexit preoccupa il governo irlandese
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Di Euronews
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Nei negoziati per l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea la priorità per l'UE è mantenere la pace e la libera circolazione nell'isola

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Aumentano le preoccupazioni circa i delicati equilibri in Irlanda dopo la Brexit. Fallito l’ultimo ciclo di colloqui tra Bruxelles e Londra, cresce il timore di un ritorno ai confini rigidi tra Irlanda del Nord e Repubblica d’Irlanda. Il negoziatore europeo Michel Barnier lunedì ha assicurato: mantenere la pace e la circolazione nell’isola è una priorità dell’UE.
“Il nostro obiettivo nella prima fase dei negoziati – ha affermato al termine di un incontro con il ministro degli esteri irlandese – è quello di garantire che la decisione del Regno Unito di lasciare l’Unione europea non abbia conseguenze sull’area di viaggio comune e sull’accordo del Venerdì Santo, verso il quale la Gran Bretagna ha una responsabilità speciale in qualità di co-garante.”

Min simoncoveney</a> meeting with <a href="https://twitter.com/MichelBarnier">MichelBarnier ahead of a series of meeting in Brussels for ongoing Brexit discussions pic.twitter.com/uAtsgVEi1q

— IrishForeignMinistry (@dfatirl) 4 settembre 2017

La stabilità e l’economia dell’isola dipendono infatti dall’accordo di pace che nel 1998 pose fine al conflitto tra i separatisti ed i nazionalisti irlandesi.
“La decisione del Regno Unito di lasciare l’Unione europea – ha ribadito Simon Conevey – potrebbe avere un impatto negativo di entità straordinaria sull’Irlanda e sullo sviluppo dell’isola. Ecco perché nella prima fase dei negoziati sulla Brexit, l’Irlanda è una delle tre grandi questioni sulle quali bisogna avanzare prima di passare alle questioni più ampie come il commercio, le future relazioni e via dicendo”.
Quello tra l’Irlanda del nord e la repubblica d’Irlanda è l’unico confine fisico tra il Regno Unito ed il resto dell’Unione europea. I controlli alle frontiere sono ridotti al minimo in virtù di un accordo tra i due Paesi. Un ritorno ai controlli doganali potrebbe dunque danneggiare anche gli scambi commerciali.

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