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Nuovi incendi con i cambiamenti climatici, ma si possono prevedere

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Nuovi incendi con i cambiamenti climatici, ma si possono prevedere
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​Nel nostro aggiornamento mensile sul riscaldamento globale, abbiamo gli ultimi dati del Servizio sui cambiamenti climatici di Copernicus e un reportage su un nuovo progetto su cui stanno lavorando scienziati climatici e vigili del fuoco in Spagna per prevedere gli incendi con settimane d'anticipo.

Marzo pazzerello...

​A livello mondiale, marzo è stato più fresco rispetto agli ultimi cinque anni, anche se con temperature 0,2 gradi sopra la nuova media 1991-2020. Qui in Europa non abbiamo avuto temperature estreme, ma altrove c'è stata una grande variabilità.

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Un marzo più fresco che negli ultimi anni, ma più caldo della mediaEuronews

Ha fatto più freddo della media di oltre 6 gradi nell'Antartide occidentale e nella Siberia settentrionale, e più caldo della media di diversi gradi in una vasta fascia che va dalla Penisola arabica attraverso la Mongolia, la Cina e la Russia orientale.

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Clima variabile nel resto del mondoEuronews

​E poi abbiamo un altro punto caldo nell'arcipelago delle Svalbard. Vi facciamo vedere come appare dallo spazio in una foto scattata da uno dei satelliti Sentinel-3. L'area blu di mare aperto che vedete a nord delle Svalbard normalmente a marzo sarebbe coperta di ghiaccio. Vedete quindi la corrispondenza con il grafico, con dati che partono dal 1979 mostrando il declino generale del ghiaccio marino artico.

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Alle Svalbard c'è sempre meno ghiaccioEuronews

​Prevedere gli incendi per salvaguardare la biodiversità

Il riscaldamento del pianeta accresce il rischio di incendi boschivi, causando perdite umane e danni materiali. Per una migliore gestione del rischio, vigili del fuoco e scienziati climatici stanno lavorando su un nuovo sistema di previsione intelligente. Siamo andati in Spagna a incontrarli.

​Un nuovo tipo di incendi

Il rogo che ha devastato recentemente una collina vicino a Tarragona è un esempio di un nuovo tipo di incendi, che sono più caldi, si muovono più velocemente e possono resistere per settimane sotto il suolo. L'esperto Marc Castellnou dei servizi antincendio catalani dice che ora gli incendi ripartono in continuazione: "Il fuoco resta vivo nel sottosuolo, nelle radici, e può far ripartire l'incendio. È quel che è successo qui 11 volte nelle ultime tre settimane. È un chiaro esempio del cambiamento che i servizi antincendio stanno vivendo in questi anni".

​Un cambiamento in parte dovuto al riscaldamento del clima. Gli inverni sono meno freddi e i periodi di siccità più lunghi. Un altro fattore è la cattiva gestione delle foreste. Marc sta ora lavorando su un nuovo sistema di previsione degli incendi con Laia Romero, un'esperta di rischi legati ai cambiamenti climatici. Spiega Laia: "Lavorare con vigili del fuoco che sono coinvolti ogni giorno nelle operazioni e comprendere il comportamento del fuoco dal loro punto di vista ci fornisce una conoscenza di base per il lavoro che stiamo facendo, per poter andare al di là del modello teorico e utilizzare realmente tutte le fonti di dati che abbiamo a disposizione".

​Intelligenza artificiale e mappe dell'umidità del suolo per prevedere gli incendi

La società di Laia, Lobelia Earth, con sede a Barcellona, utilizza l'intelligenza artificiale per incorporare una vasta gamma di dati nel nuovo sistema di previsione degli incendi. I dati includono informazioni riguardanti copertura vegetale, topografia, precipitazioni, temperature, oltre a simulazioni climatiche più a lungo termine, e un ingrediente chiave che dovrebbe fare la differenza: mappe dell'umidità del suolo come questa. Laia spiega: "La siccità è un rischio cronico, è un rischio che ha una sua inerzia e che si accumula, e se oggi smette di piovere non significa che ci sia siccità. Bisogna guardare che cosa è successo in passato, e l'umidità del suolo è un indicatore perfetto per anticipare se fra uno, due o tre mesi ci siano probabilità di incendio".

Poter vedere con mesi d'anticipo quali aree siano a rischio d'incendio consentirà ai vigili del fuoco di mettere in atto azioni preventive e utilizzare le loro limitate risorse in modo sicuro ed efficace. Gli incendi non spariranno, ma i danni saranno circoscritti, conclude Marc: "Dobbiamo essere più intelligenti, capire che il processo del cambiamento climatico è inevitabile, e dobbiamo uscire dall'altro lato del processo con tutta la ricchezza della biodiversità possibile, senza aver perso tutto".

Journalist • Selene Verri